Raid punitivo nella sede di Forza Nuova, indaga la Digos. Magazzino 47: doveva succedere

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Polizia
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aveva fatto sapere che non avrebbe presentato denuncia. Ma la , vista la gravità dei fatti, ha deciso comunque di avviare le indagini su quanto accaduto martedì sera nella sede di Brescia del movimento di estrema .

Secondo quanto riferito da Forza Nuova, infatti, una 30ina di ignoti avrebbero presso di mira lo spazio di via Milano, armati di sassi, bottiglie e bastoni proprio mentre era in corso una riunione dei militanti del partito, spaccandone la vetrina. Un raid punitivo che – in circostanze diverse – avrebbe anche potuto finire nel sangue.

La , quindi, ha deciso di acquire le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e nella mattinata di sabato ha bussato alle porte di quattro militanti della antagonista vicini al , accompagnandoli in questura con l’accusa di aver fatto parte della spedizione.

Dal canto suo, con una lunga nota pubblicata su l’8 settembre, il Magazzino 47 ha dato la sua versione dei fatti, condannando l’azione della Polizia.

“Noi – si legge – insieme agli abitanti del quartiere e a molte altre organizzazioni antifasciste e antirazziste, avevamo sottolineato fin da subito come la presenza di questa sede in questa parte della città avrebbe alzato la tensione, sia perchè lo scopo di questi personaggi è quello di speculare sul disagio sociale causato dalle politiche di impoverimento dei più poveri promosse dai vari governi che si sono susseguiti negli ultimi anni, sia perchè Brescia è una città dalla forte identità antifascista e dalla tradizione accogliente e interculturale. Le istituzioni politiche, la Prefettura e la Questura, invece, hanno ritenuto – nonostante la natura dichiaratamente neofascista di Forza Nuova e nonostante il loro dichiarato intento di fare “pulizia etnica” – che questa presenza fosse tollerabile. Ecco che dunque, semplicemente, quello che “doveva succedere” è successo. Ma mentre i forzanovisti possono permettersi di aggredire con ronde, spedizioni punitive e aperte dichiarazioni d’odio gli abitanti della zona, chi decide di rispondere alle loro continue provocazioni e difendere il quartiere da questa presenza indesiderata viene subito colpito da misure repressive”.

Forza Nuova, la sede con la vetrina rotta
Forza Nuova, la sede con la vetrina rotta

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