Bigio, la Castelletti: siamo pronti a farlo uscire dal magazzino

il vicesindaco, con delega alla Cultura, ha pubblicato un post sui social per riassumere la posizione della Loggia sul colosso di Arturo Dazzi

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Il Bigio e il Negher di Paladino, quale delle due vorreste in piazza Vittoria?
Il Bigio e il Negher di Paladino, quale delle due vorreste in piazza Vittoria?

Il , dopo 73 anni, usicrà dai magazzini comunali per essere collocato in museo di Brescia. Ad annunciarlo è stata ieri il vicesindaco, con  delega alla Cultura, , che ha pubblicato un post sui social per riassumere la posizione della Loggia sul colosso di . Ma nel frattempo l’Anpi non ha mancato di ribadire le perplessità sull’operazione, chiedendo un incontro alla Loggia sulla questione.

IL POST DI LAURA CASTELLETTI SU FACEBOOK

Oggi sono stata in commissione cultura con il sindaco, come richiesto dalla #Lega, all’odg “Discussione in merito alla presenza della Stele di Paladino in piazza Vittoria”. Abbiamo riferito quanto concordato con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Architettonici:
1. La Stele di Paladino (la figura in marmo nero, realizzata appositamente per l’occasione, che riporta alla tradizione della grande avanguardia del ‘900), lasciata in comodato dall’artista a #BresciaMusei e alla città per 20 anni, rimane dove si trova fino a quando non verrà definito cosa collocare o non collocare in quello spazio.
2. Procediamo alla TEMPORANEA MUSEALIZZAZIONE della statua #EraFascista meglio conosciuta come #Bigio. Dove? Stiamo sondando alcune ipotesi, incontreremo nuovamente la Soprintendenza nelle prossime settimane per valutare la collocazione idonea
3. La MUSEALIZZAZIONE TEMPORANEA sarà accompagnata da un percorso di conoscenza e approfondimento artistico/storico/urbanistico/architettonico/culturale/politico capace di coinvolgere e far partecipare la città. Anche per questo ci sarà a breve un confronto con la Soprintendenza.

Dopo 73 anni la statua uscirá per la prima volta dal deposito comunale per essere vista con TEMPORANEA MUSEALIZZAZIONE. In questi 20 in tanti ne hanno parlato, noi lo facciamo nella speranza di aprire una riflessione seria e documentata per decidere con la città cosa fare dell’opera di Arturo Dazzi.
Ps: una buona prima traccia di riflessione ci é stata offerta questa primavera da #AAB, giusto ricordarlo

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5 Commenti

    • A me sembra invece una mediazione tutta politica in perfetto stile democristiano incarnato da Del Bono, secondo il vecchio motto “amico di tutti, nemico di nessuno”. Razionalmente, sarebbe allora più logica la motivazione architettonica che, paradossalmente, imporrebbe non solo di ricollocare il Bigio dov’era, ma pure di ripristinare il bassorilievo di Mussolini a cavallo in cima alla Torre dell’Orologio. Tutto come originariamente era: “Era Fascista”, appunto…

      • Intanto, per non lasciar passare decenni e per evitare le solite critiche sinistre, cominciamo a musealizzarla. Chissà che diventi un’attrattiva turistica per Brescia. O forse è questo che magari dà fastidio ai tanti intellettuali antifascisti? Io sicuramente andrei a vederla, dal momento che non l’ho mai vista. E penso che molti hanno la curiosità che ho io. Non trova?

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