Imposta di soggiorno a Brescia, Natali (Lega): balzello dannoso

Il presidente Commissione Commercio attacca la Loggia: “Mancano premesse, così si colpiscono turisti e albergatori”

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Gianpaolo Natali, Lega
Gianpaolo Natali, Lega

“Come siamo totalmente contrari a questo ennesimo balzello in questo momento e, considerata la situazione, lo riteniamo addirittura deleterio.” Lo afferma il Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Loggia, ()  circa l’introduzione della tassa di soggiorno, che sarà discussa durante il prossimo Consiglio comunale.

“È bene chiarire infatti che Brescia, pur avendo tutte le potenzialità per essere una città a vocazione turistica, ancora non lo è, come dimostrato dai numeri che collocano la Leonessa fra gli ultimissimi posti della classifica sulle città capoluogo per quanto attiene il , con una bassa percentuale relativa all’indice di occupazione camera/prezzo. Non servono ragionamenti particolarmente complessi quindi per comprendere che, stando alle premesse, sarebbe come zavorrare pesantemente una mongolfiera che cerca di prendere il volo. A questo proposito nessuno della maggioranza sembra aver tenuto conto dell’inevitabile effetto drenante di un imposta come questa; cosa vieterebbe ad un turista di recarsi a dormire in uno qualunque dei paesi dell’hinterland per evitare la tassa? È ovvio che una simile dinamica al posto che incentivare il finirebbe per togliere lavoro ai nostri albergatori.”

“Inoltre esistono tutta una serie di domande rimaste senza risposta e di questioni aperte che meritano approfondimenti. In primo luogo la tassa non può entrare in vigore ad aprile del 2019, questo perché molti albergatori e tour operator hanno già venduto le camere, con un dato prezzo, anche per periodi successivi. Sarebbe quindi inevitabile che l’eventuale rincaro ricadesse proprio sulle spalle degli stessi esercenti, andando a penalizzare un settore che già di suo si trova a dover fare i conti con la piaga dell’abusivismo. Ed è proprio questo il secondo punto su cui occorre riflettere attentamente. È nota a tutti la situazione relativa al dilagare di alloggi disponibili su certi siti internet, messi a disposizione per brevi periodi e che sfuggono ad ogni sorta di controllo. Nonostante sia stata fatta recentemente una legge regionale ad hoc, questo business sta fruttando a certi furbetti moltissimi quattrini. A questo proposito, in caso di introduzione della tassa di soggiorno, viene da domandarsi come intenda agire il sindaco per potenziare i controlli e per contenere questa situazione.”

“C’è poi da come non condividiamo affatto le modalità proposte per la modulazione della tassa in questione, cioè con cifre maggiorate per gli alberghi con più stelle. Non si tiene conto infatti di come esistano periodi in cui le camere hanno un prezzo più elevato, ad esempio durante la Mille Miglia, e del fatto che in altri mesi dell’anno la stessa stanza sia soggetta a diminuzioni di prezzo che possono arrivare oltre il 50%. Se proprio si deve introdurre una tassa a scaglioni, non sarebbe piuttosto il caso di calibrala in base all’effettivo prezzo pagato e non alla classificazione delle struttura?   Infine anche le cifre che vengono fornite non ci convincono per nulla. Si parla di un incasso annuo fra i 600 e i 700 mila euro, numeri che per altro non sono nemmeno così tanti per una città come Brescia. Non si tiene conto però delle spese di implementazione, del software necessario e dei costi che comporterà necessariamente il sistema dei controlli.”

“Brescia ha tutte le carte in regola per migliorare molto sotto l’aspetto turistico – conclude Natali – ma non lo si può fare appesantendo tutto il sistema ricettivo e causando una marea di disagi al settore, specialmente perché il sospetto è che il sindaco Del Bono voglia solo batter cassa, dimostrando per l’ennesima volta una scarsissima visione di prospettiva per quanto riguarda il futuro della nostra Città. Siamo dell’idea che prima di fare una cosa in fretta e male sarebbe il caso di tornare a parlare con gli albergatori e con le associazioni di categoria, per cercare di risolvere tutti i problemi, e sono molti, che restano sul tavolo, ma soprattutto creando le premesse per un impulso turistico. Solo quando ci saranno risultati in questo senso, si potrà tornare a parlare di tassa di soggiorno.”

 

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