I mondi alternativi degli indie game italiani

L’indie è diventata un’etichetta che nel mondo dei videogame è sinonimo di indipendente: un mondo alternativo fatto di sviluppatori di videogiochi di qualità

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Photo by BagoGames / CC BY 2.0
Photo by BagoGames / CC BY 2.0

Nell’epoca attuale le etichette sembrano avere un potente valore di rassicurazione. Veicolano contenuti, quando ce ne sono, e piacciano tanto agli esperti di marketing. Prendete il vintage, il glamour, il trash e via di questo passo lasciando ad ognuno di noi la possibilità di riconoscersi in un genere in maniera liquida, con la libertà cioè di passare, per i meno ortodossi, dall’uno all’altro, senza farsi troppi problemi.

L’indie è diventata un’etichetta, ma un’etichetta di quelle buone che nel mondo dei videogame è sinonimo di indipendente, vale a dire di un mondo alternativo in cui sviluppatori di videogiochi più o meno giovani, ma del resto, oggi si è giovani per sempre che muovendosi in gruppi piccoli rispetto ai grandi produttori come Ubisoft, Gameloft e altri, producono videogiochi a basso budget e ad alto valore in termini sia di meccaniche narrative che di innovazioni tecniche. L’aspirazione poi, per molti di loro, è anche quella di farsi conoscere e sfondare nel business, quello grosso. Perché va anche bene che i tuoi amici e parenti apprezzino e acquistino i prodotti che realizzi, ma allargare il cerchio è meglio.

Tra gli sviluppatori indipendenti più interessanti di questi ultimi anni c’è il team bresciano di Elf Games Works che si è distinto per la capacità di sviluppare una storia classica come la favola de La bella addormentata innovandola grazie a una raffinatissima costruzione grafica e a uno sviluppo narrativo che per la novità del panorama ludico italiano ha valso al gruppo il Drago d’oro 2014. Per i non addetti ai lavori il massimo riconoscimento nel nostro Paese nel campo dei videogame, una specie di Oscar tanto per capirsi.

Non è da meno, anzi rappresenta una delle eccellenze videoludiche italiane, la milanese Milestone che negli anni, è nata nel 1996, ha saputo affermarsi sia in Italia che all’estero come uno dei team più interessanti. In particolare nel settore dei videogame sportivi dedicati al racing. Un titolo fra tutti, il celebre e adrenalinico Moto GP, videogioco ufficiale della competizione motociclistica.

Gli sviluppatori di videogame trovano oggi un terreno particolarmente fertile e ricco di opportunità, non solo nel difficile settore degli indie game, data la crescita esponenziale del mercato, dove di sicuro a fare da traino sono titoli celebri come GTA o FIFA. Ma anche nello spazio sempre più grande che si sono ritagliate le piattaforme di gaming online che negli anni sono riuscite a destare serie preoccupazioni anche ai casinò fisici. E questo grazie a un’offerta ludica capace di ampliare le tradizionali proposte dei giochi da casinò. Realtà nuove, almeno in Italia, come www.sportpesa.it/casino hanno saputo implementare la loro offerta con game innovativi per intercettare un pubblico nuovo alla ricerca di prodotti diversi rispetto ai classici giochi da casinò. Ecco allora che esperienze ludiche capaci di richiamare alla mente atmosfere fantascientifiche o suggestioni musicali rappresentano un’offerta particolarmente accattivante per gli utenti.

E dietro tutto questo ci sono prima di tutto gli sviluppatori che ideano le meccaniche di gioco e sviluppano temi narrativi nuovi.

È anche vero che i team duri e puri proseguono sempre lungo il percorso dell’indipendenza e dell’autonomia, passando tra le tentazioni offerte da case di sviluppo come Ubisoft o Gameloft con la stessa leggerezza e determinazione con le quali hanno proseguito lungo la loro strada dello sviluppo di videogame indipendenti.

E il settore in Italia, al netto delle difficoltà oggettive, sembra essere in buona salute, con proposte molto suggestive e capaci di veicolare contenuti non solo ludici, ma anche sociali.

È il caso ad esempio di The Town of Light ideato da Luca Dalcò e dal team di LKA.it, casa di sviluppo fiorentina. È un’avventura in prima persona la cui storia si snoda nell’ex ospedale psichiatrico di Volterra. Un prodotto indipendente frutto di un accurato lavoro di ricostruzione sia rispetto alla scenografie che alla storia dell’istituto e che ha valso al gioco – ma davvero si tratta solo di un gioco? – un posto d’onore alla seconda edizione della Indie Arcade di Washington.

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