Figlio bruciato nella casa della ex, Zani nega di aver provocato l’incendio

Il 53enne Gianfranco Zani è stato interrogato oggi nelle celle di sicurezza dell'ospedale di Cremona, dove si trova dalla tragedia

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Carabinieri
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Nega ogni addebito l’uomo accusato di aver dato fuoco alla casa della ex moglie, a Sabbioneta (Mantova), provocando la morte per intossicazione del figlio 11enne, Marco.

Il 53enne Gianfranco Zani è stato interrogato oggi nelle celle di sicurezza dell’ospedale di Cremona.

Secondo gli investigatori, Zani – dopo aver visto la moglie allontanarsi da casa con il figlio maggiore – sarebbe entrato nella sua abitazione appiccando il fuoco: forse ignaro della presenza dei due figli, forse con un deliberato gesto di follia omicida. Quindi si è allontanato speronando l’auto della ex, di ritorno a casa, nel tentativo di fuggire.

Ma l’uomo – di fronte all’autorità – ha confermato soltanto di aver speronato l’auto della ex compagna. Negando invece di aver provocato l’incendio.

I dei Ris sono già al lavoro per verificare la sua versione dei fatti. In attesa delle risposte, a suo carico rimangono pesanti elementi: violenze e pressioni che avevano portato anche a un provvedimento – non rispettato – che lo obbligava a stare a distanza dalla casa della ex.

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