Tagli ai treni, Trenord spegne anche la linea ferroviaria Iseo-Rovato

Tutto ciò a fronte di un aumento del prezzo del biglietto dal 2010 e del fatto che quasi la metà dei treni lombardi hanno più di 30 anni di vita

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Trenord, foto generica
Trenord, foto generica

Il colpo di scure si è abbattuto anche sul Bresciano. Con il nuovo orario invernale, infatti – secondo quanto denunciato da Legambiente Lombardi – saranno ben 150 le corse soppresse e/o sostituite da autobus. E anche il Bresciano pagherà dazio pesante.

La Linea ferroviaria Iseo-Rovato, secondo gli ambientalisti, cesserà completamente la propria operatività. Terminano così i sogni di chi avrebbe voluto vedere in quel tratto un volano per la promozione turistica del territorio, sviluppando l’asse Milano, Iseo e Valle Camonica. Ma tagli pesanti arriveranno anche per chi viaggia da e verso Cremona: sulle Linee Brescia-Cremona e Brescia-Casalmaggiore-Parma, infatti, sono previste diverse corse soppresse.

Tutto ciò a fronte di un aumento del prezzo del biglietto dal 2010 e del fatto che quasi la metà dei lombardi hanno più di 30 anni di vita.

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7 Commenti

  1. Notizie a raffica che confermano il triste andazzo secondo il quale i servizi pubblci, gestiti totalmente come aziende private, vengono catalogati solo in base al loro punto di pareggio economico. E gli utenti ? E coloro che vanno a lavorare o studiano e non si possono permettere l’uso di un mezzo privato ? Che si arrangino è la risposta di Trenord…

  2. Qui si taglia per insufficiente utenza (dicono), mentre a brescia si è speso e si spende per un trenino quasi tutto sotterraneo semivuoto ma che, a detta di chi lo gestisce, esce in pareggio se non in utile. Insomma i servizi dove servono si tolgono, mentre dove ci sono se ne aggiungono….

    • Il costo del trenino per le casse comunali è di ben 38 milioni di euro l’anno, dei quali 23,5 vengono versati (fino al 2020) come contratto di servizio direttamente nella casse di Brescia Infrastrutture, proprietaria del Metrobus, per i costi di manutenzione e generali. Altro è la gestione legata all’utenza e quindi ai biglietti venduti dove si registra un leggero trend di crescita. Insomma, decine di milioni sborsati ogni anno per un’opera faraonica ed inutile al servizio di appetiti politici e “altre amenità” che nulla avevano ed hanno a che fare con il bene comune e l’urgenza poubblica. E poi, per converso, c’è appunto Trenord…

      • Questa però bisogna farla funzionare, per forza, mentre con Trenord, ciò che non rende, viene soppresso… E’ proprio vero che si vede ciò che si vuol vedere e si sente ciò che si vuol sentire…

        • La morale è esattamente esposta perchè c’è chi caparbiamente si ostina (la quasi totalità dei politici nostrani) ad affermare che l’opera era utile, necessaria, risolutiva delle problematiche trasportistiche locali…bla…bla…bla…

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