Il bilancio di Rolfi: a Brescia serve un patto per Caffaro e ambiente

"E' stato un anno molto positivo per la Lombardia. La Regione si è confermata tutt'altro che Milanocentrica, anzi: su molti temi è stata addirittura Bresciacentrica"

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L'assessore regionale Fabio Rolfi, foto BsNews.it
L'assessore regionale Fabio Rolfi, foto BsNews.it

“E’ stato un anno molto positivo per la Lombardia. La Regione si è confermata tutt’altro che Milanocentrica, anzi: su molti temi è stata addirittura Bresciacentrica”. A dirlo è stato questa mattina l’assessore regionale all’Agricoltura , durante una conferenza stampa convocata al Pirellino per tracciare il bilancio di quanto fatto nell’ultimo anno e delle prospettive per il futuro.

I FINANZIAMENTI ALLA METRO

Tra i successi bresciani, Rolfi ha citato per primo lo stanziamento di 6,5 milioni di euro per la metropolitana leggera di Brescia. “Nessun’altra agenzia di bacino ha ricevuto uno stanziamento dedicato”, ha detto, “ne sono felice, ma l’obiettivo per il 2019 deve essere quello di rendere strutturale questo stanziamento, rivedendo i criteri di riparto dei costi standard. E’ una battaglia che il sistema Brescia deve vincere”.

LA QUESTIONE

“Il tema ambientale sarà prioritario anche il prossimo anno”, ha detto Rolfi, “in particolare dovremo rivedere l’accordo quadro per la gestione dell’area Caffaro. La Regione farà la sua parte, ma l’obiettivo deve essere più ambizioso. Penso, ad esempio, che sia opportuno ragionare sul recupero delle aree agricole a Sud della Caffaro: a mio avviso non possono essere oggetto di ulteriore cementificazione – penso al progetto del nuovo stadio – ma devono esssere oggetto di ipotesi di recupero più compatibili con l’ambiente. Lì può nascere il più grande bosco urbano della Lombardia, anche per dare un contributo sul fronte della qualità dell’aria”.

AGRICOLTURA E SMALTIMENTO FANGHI

L’assessore, quindi, ha ricordato il decreto di novembre con cui la Regione ha “tutelato la Bassa bresciana dalla distribuzione di fanghi e gessi di defecazione”. “”, ha aggiunto, “dovrebbe essere più protagonista su questo fronte: in mezza Europa i fanghi vengono essicati e bruciati, penso che l’azienda di via Lamarmora abbia le risorse e le capacità per modernizzare la gestione di queste sostanze”.

IL TEMA DELLE

“Nel 2018 non abbiamo toccato il fattore di pressione e non intendiamo farlo nemmeno nel 2019: non si tratta di una posizione antindustriale, siamo sensibili alle richieste degli imprenditori, ma in una logica di sensibilità ambientale. L’indice di pressione è una conquista, perché pone un tetto ragionevole alla presenza di impianti tavolta problematici. Inoltre ritengo che gli impianti di smaltimento vadano direzionati verso le aree industriali dismesse invece di consumare ullteriore terreno agricolo”.

IL NASCITURO CORSO IN AGRARIA

Tra gli stanziamenti per ill settore agricolo Rolfi ha ricordato i 150mila euro approvati per sostenere il nascente corso di laurea in Agraria, un percorso concordato con Camera di commercio e università statale.

LA TUTELA DELLA MONTAGNA

La recente tempesta ha provocato 30 milioni di euro di danni, di cui un terzo nel Bresciano, solo per quanto riguarda alberi e foreste. “Abbiamo anticipato risorse per 7 milioni di euro”, ha sottolineato Rolfi, “e il prosssimo anno inizieremo i primi interveenti, con l’obiettivo di fondo di ricostruire una vera filiera del legno, perché è inaccettabile che oggi la Lombardia importi l’80 per cento del legname che lavora”.

IL PROBLEMA PRINCIPALE? IL TRASPORTO FERROVIARIO

La principale criticità oggi in Lombardia? “E’ il trasporto ferroviario”, ha replicato Rolfi, che si è detto comunque fiducioso nell’operato dell’assessore Terzi. “Continueremo a lavorare e pretendere risorse”, ha aggiunto.

L’AUTONOMIA DI REGIONE E PROVINCE

Infine, l’assessore bresciano ha posto in evidenza il tema dell’autonomia, che “se pur lentamente, sta muovendo i primi passi concreti”. “Sono fiducioso sull fatto che saremo più efficienti dello Stato nelle nuove competenze che ci saranno assegnate”, ha precisato. Toccando poi il tema della prossima negoziazione delle deleghe regionali alle Province. “Sono disponibile”, ha concluso, “anche a ragionare sulla delega alle Province di alcune competenze, come la caccia e la pesca”.

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