Espulso per aver urlato Allah Akbar, Ceruti (Lega): plauso ai magistrati

Il consigliere regionale del Carroccio: “È ora che chi viene qua capisca che la nostra sensibilità religiosa va rispettata”

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Francesca Ceruti, Lega
Francesca Ceruti, Lega
“Un plauso ai magistrati per celerità nell’applicazione della legge. È ora che chi viene qui capisca che non solo le leggi dello Stato vanno rispettate, ma anche la sensibilità religiosa di chi li ospita. Con il Governo Salvini è finita per chi credeva di poter fare i propri comodi a casa nostra, impunito”.
Così il consigliere regionale del Carroccio commenta l’espulsione del marocchino che era entrato in una chiesa della Bassa bresciana, durante la messa di Natale, gridando “Allah Akbar” e terrorizzando i fedeli presenti.

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2 Commenti

  1. Che cosa strana succede: non sono i preti e le gerarchie religiose a gridare allo scandalo per quello che è successo, ma i politici che, per mandato, dovrebbero occuparsi di questioni laiche. Le guerre di religione, quindi, vengono innescate dalla politica, non dalla religione. Infatti, come ben sappiamo, il nostro francesco non vede l’ora di fondersi con le altre religioni del mondo, visto che la sua conta e conterà sempre meno adepti. E la politica non perde occasione per cavalcare l’argomento religioso-secolare per speculare elettoralmente. Sono sicuro che, se un giorno, anche i musulmani saranno un buon numero e potranno votare, cambieranno registro e cominceranno a far capire alla gente che ci sono anche loro, che anche loro hanno diritti, che anche loro hanno bisogno di luoghi di culto. Tutto perchè potranno votare… Tutto relativo, quindi?

    • Già. Con parecchie contraddizioni, la Lega salviniana, mentre si inalbera per uno che inneggia ad Allah e si batte per mantenere i crocefissi negli edifici pubblici, disatttende alla grande, come sulle tematiche dell’immigrazione, più di uno dei messaggi evangelici. A conferma della strumentalizzazione politica di troppi temi che uno Stato laico ed il suo Ministro degli Interni dovrebbero tenere lontani dalle connotazioni religiose. Anche questo ci dice appunto che tutto è relativo e lo è sempre di più…

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