Rapine alle coppiette sul Garda, nei guai tre giovani marocchini

Le indagini, riferisce una nota, avevano visto una accelerazione il 19 giugno 2018, con l'arresto di uno degli indagati perché - fuori da un locale di Desenzano - aveva aggredito un cliente, colpendolo con un pugno e minacciandolo con una pistola, per un pacchetto di sigarette

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Polizia in azione
Polizia in azione

Tre uomini di origine marocchina sono stati arrestati dagli agenti del commissariaato di di Desenzano del Garda con l’accusa di essere i responsabili di alcune ai danni di coppiette appartate in auto nella campagna di Lonato del Garda.

In pochi giorni, a giugno 2018, i malviventi avevano messo a segno ben quattro rapine: tutte nella stessa zona e con lo stesso modus operanti. I rapinatori avevano rubato alle vittime denaro, orologi, cellulari e carte di credito in loro possesso dopo averle immobilizzate e minacciate, in alcuni casi puntando anche un coltello alla gola della persona offesa per farsi dare il codice segreto delle bancomat. In un caso, inoltre, un 42enne di Carpenedolo era rimasto leggermente ferito.

Le indagini, riferisce una nota, avevano visto una accelerazione il 19 giugno 2018, con l’arresto di uno degli indagati perché – fuori da un locale di Desenzano – aveva aggredito un cliente, colpendolo con un pugno e minacciandolo con una pistola, per un pacchetto di sigarette. L’aggressore è stato trovato poco dopo con una pistola giocattolo (la replica di una Beretta Modello 92).

La sua auto è risultata essere dello stesso tipo, modello e colore di quella segnalata in alcune rapine avvenute le notti precedente ai danni di coppiette e all’interno sono stati anche rinvenuti un coltello e una seconda pistola giocattolo (stavolta una Glock). Da qui sono ripartite le indagini che – anche grazie all’esame delle registrazioni di riprese del sistema di video sorveglianza dei comuni di Lonato e  Desenzano del Garda – hanno portato all’individuazione dei tre presunti responsabili delle rapine,. Si tratta di un 22enne, un 32enne di Goito e di un 26enne di Canneto sull’Oglio (irreperibile).

La Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Brescia ha emessso nei loro confronti decreto di conclusione delle indagini preliminari per la successiva richiesta di rinvio a giudizio.

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