Usava troppo Facebook in ufficio: segretaria licenziata ⚖️

In un anno e mezzo di lavoro la donna si sarebbe collegata a Facebook dal pc dell'ufficio circa 4.500 volte, una trentina al giorno

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Segretaria, foto generica da Pixabay
Segretaria, foto generica da Pixabay

E’ una sentenza che potrebbe far scuola quella di una ex segretaria bresciana licenziata dall’ex datore di lavoro perché utilizzava troppo .

Del caso stanno parlando in queste ore molti media, non solo bresciani. La donna era impiegata come segretaria part time in uno studio medico. Ma dopo 18 mesi il datore di lavoro aveva deciso di licenziarla perché passava troppo tempo tra chat con gli amici, visite ai profili degli amici e via dicendo. In un anno e mezzo, infatti, la segretaria si sarebbe collegata a Facebook circa 4.500 volte, una trentina al giorno.

Da qui l’interruzione del rapporto di lavoro e il ricorso della donna. La Cassazione, nelle scorse ore, ha dato ragione al medico, confermando quanto già stabilito dalla Corte di appello di Brescia nel 2016 e dando torto alla ricorrente, che si era appellata alla propria privacy. “Il carattere ritorsivo del licenziamento non può neppure essere ipotizzato”, scrivevano i giudici bresciani. Ed ora sono moltissimi a tremare…

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  1. L’accesso compulsivo ai cosiddetti social network è da tempo sconfinato in ambito patologico. E quando ciò accade sul posto di lavoro con ore ed ore sottratte ad obblighi contrattuali, c’è davvero poco da aggiungere ad una sentenza sacrosanta e che, come si usa dire, “fa giurisprudenza”. Specificamente auspicabile, poi, che le attività di controllo e di auditing negli ambiti di lavoro siano intensificate ed automatizzate il più possibile ricordando a dei dipendenti che tra i doveri quotidiani vi è prima di tutto quello…di lavorare.

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