Cacciatore accusato di aver sparato a un gatto, il Tar gli ridà il porto d’armi

Secondo i giudici del Tar la nota dei carabinieri non è esaustiva in merito alle motivazioni che definerebbero il cacciatore non idoneo al porto d'armi

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Cacciatori
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Il Tar di Brescia ha dato ragione ad un cacciatore che era stato accusato di maltrattamenti contro animali e cui nel 2015 era stato tolto il porto d’.

L’uomo, secondo i che lo avevano fermato nell’inverno del 2015  e che lo hanno denunciato, avrebbe sparato ad un gatto. Il fatto sarebbe avvenuto a Adro.

Dopo il provvedimento emesso dalla Prefettura che prevedeva il divieto di detenzione di armi ed il rifiuto di una revisione dello stesso provvedimento basato su una nota dei carabinieri secondo cui il cacciatore non era idoneo al possesso e uso di armi, l’uomo ha invece ottenuto il ricorso.

Secondo i giudici del Tar, infatti, la nota dei carabinieri non sarebbe esaustiva in merito alle motivazioni che definerebbero il cacciatore non idoneo al porto d’armi. All’uomo è quindi stata riconsegnata l’abilitazione alla detenzione di armi.

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