In bicicletta coi bagagli? Ecco la nostra sfida imprenditoriale | INNOVATION CLUB

Il progetto di due giovani Startupper ha ripensato il modo di trasportare in bicicletta prodotti, bambini e se vogliamo anche gli amici a quattro zampe

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Da sinistra: Alberto Lazzaroni e Alessandro Merigo
Da sinistra: Alberto Lazzaroni e Alessandro Merigo
di e Alberto Lazzaroni – “Perché non usiamo la bicicletta?” Questa è la domanda che ci siamo posti. Sappiamo che, oggi giorno, il mezzo di trasporto più conveniente per spostarsi in città non è più l’automobile. Pensiamo a quei tragitti giornalieri che possono essere casa – lavoro, andare a prendere i figli a scuola oppure piccole consegne per le aziende locali… non potremmo fare tutto ciò in bicicletta?
Abbiamo individuato due fattori del perché non usiamo la bicicletta:
1-Fatica: a nessuno piace faticare per muoversi, è un problema culturale e di abitudine a cui solitamente è difficile cambiare.
2- Muoversi con oggetti ingombranti è scomodo, parliamo di avere con sé zaino, computer oppure portare il figlio a scuola,  ci frenano dal muoversi in bicicletta.
Qui nasciamo noi. Il progetto di due giovani Startupper, Alessandro Merigo e Alberto Lazzaroni, che hanno ripensato il modo di trasportare in bicicletta prodotti, bambini e se vogliamo anche i nostri amici a quattro zampe, il tutto con l’ausilio della pedalata assistita.
Abbiamo creato tre tipologie di prodotti.
Cominciamo da chi fa viaggi turistici in bicicletta e ha bisogno di più spazio per trasportare il necessario. In queste circostanze il nostro prodotto, dotato di motore elettrico, viene posto nella parte posteriore della bicicletta e garantisce una capacità di trasporto più ampia, mantenendo comunque un’ottima manovrabilità. Un altro campo di applicazione è quello delle consegne di pacchi nel minor tempo possibile, come in città molto trafficate e ZTL.
Il secondo nostro prodotto è dedicato al tempo libero delle famiglie, che viaggiano all’ aperto in zone non trafficate. Abbiamo pensato ad un accessorio dove trasportare i bambini in un piccolo “abitacolo” collegato al posteriore della nostra . In questo modo mentre i bambini riposano, si può pedalare senza nessuno sforzo, grazie all’assistenza del motore.
L’ultima soluzione è ottimizzata per la città. Il nostro prodotto diventa parte integrante di qualsiasi bicicletta, elettrificandola e permettendo di trasportare oggetti e bambini. È riconfigurabile a seconda delle esigenze, potendo essere posizionato sia sull’ anteriore della bici, diventando un compattissimo portapacchi, che sul posteriore, fornendo una maggiorata capacità di carico. Ovviamente in entrambi è presente la pedalata assistita.
Come immaginiamo la Bicicletta nei prossimi anni?
Super-connessa, ecco come vogliamo trasformare le biciclette della nostra epoca, questo grazie all’elettronica integrata nel nostro prodotto. Fitness e benessere sono monitorati dalla bicicletta tramite smartphone e sensoristica, fornendo feedback istantaneo sulla qualità dello stile di vita di chi la sta usando.
Possiamo anche fornire in tempo reale consigli per evitare eccessiva fatica, informazioni sul percorso e tempistiche di percorrenza, compresi possibili ostacoli. Questa prospettiva è un futuro a portata di mano. E’ importante analizzare i flussi di percorrenza, per poter migliorare e capire i bisogni della città. Crediamo che le biciclette possano diventare delle stazioni mobili per monitorare lo stato di salute dell’ ambiente urbano, come la qualità dell’aria, manutenzione delle strade, congestionamento della mobilità.
Riteniamo sia necessario una migliore analisi del rapporto fra ciclisti e piste ciclabili in quanto abbiamo osservato che la costruzione di queste ultime non implica necessariamente un aumento del numero di ciclisti. Noi miriamo a far diventare la bicicletta un vero e proprio stile di vita quotidiano!
Un altro dato interessante è come viene usata la bicicletta, per andare al lavoro o per fare sport?
Raccogliendo dati possiamo tracciare le varie esigenze di chi usa la bicicletta quotidianamente, rispondendo meglio alle loro necessità. L’aspetto che più abbiamo a cuore è la sicurezza. Abbiamo immaginato ausili alla guida direttamente dal manubrio, senza distogliere lo sguardo dalla strada. Pensiamo anche ad una sicurezza attiva in grado di capire cosa stia succedendo davanti a noi e poter prevedere condizioni rischiose, ma anche passiva come effettuare chiamate di soccorso e segnalare la nostra posizione anche in zone remote.
La sfida che stiamo, e vogliamo affrontare, è molto grande. Siamo giovani e orientati a soddisfare sempre in le esigenze percepite dai possibili clienti. Siamo giovani e orientati a soddisfare sempre in le esigenze percepite dai possibili clienti. Attualmente – in parallelo ai nostri studi in ingegneria, presso l’Università degli studi di Brescia – stiamo partecipando al master ISUP di (associazione industriale bresciana). Puntiamo a raggiungere i nostri obbiettivi e a sbarcare sulle piattaforme di crowfounding al più presto.

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2 Commenti

  1. Pedalata assistita significa che il mezzo si muove comunque azionato dai pedali e quindi con un impegno “fisico” di chi guida; altrimenti è un motociclo con tutto quello che ne consegue (vedasi nuovo Codice della strada e direttive europee). Per intenderci, basta che si possa accelerare e decelerare usando il manubrio per far configurare il mezzo non più come una bicicletta. Attenti, ragazzi…

  2. Buongiorno, è da 3 anni che studiamo questi mezzi, li prrogettiamo e sappiamo tutte le norme italiane ed europee, abbiamo anche progettato sensori per semplificare il montaggio e rimanere a norma. La ringrazio per aver fatto notare la differenza ma siamo informati.

    Grazie.
    Cordiali saluti.
    Merigo Alessandro

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