Incendi in discarica a Brescia, Beccalossi chiede una commissione d’inchiesta

"I dati diffusi dalla Commissione parlamentare sui rifiuti relativi al 2017 e i risultati di tutti i più recenti studi, lasciano poco spazio alle interpretazioni"

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Viviana Beccalossi
Viviana Beccalossi

“Alla luce dei dati preoccupanti sul fenomeno dei roghi di , non si può perdere un giorno in più per costituire la commissione d’inchiesta del Consiglio regionale. Un’iniziativa che servirà a integrare tutti gli strumenti già messi in campo per affrontare la grave emergenza che vede il territorio bresciano vantare tristi primati”.

Lo dichiara , consigliere regionale del Gruppo Misto, sollecitando l’istituzione della Commissione sui rifiuti in Lombardia, votata su sua proposta dall’Aula del Pirellone lo scorso ottobre e successivamente, per volere di tutti i gruppi politici presenti in Consiglio regionale, trasformata da Commissione Speciale a Commissione d’inchiesta.

“I dati diffusi dalla Commissione parlamentare sui rifiuti relativi al 2017 –prosegue Viviana Beccalossi- e i risultati di tutti i più recenti studi e monitoraggi, lasciano poco spazio alle interpretazioni: la Lombardia e in particolare la provincia di Brescia sono diventati terreno fertile per i roghi dolosi. Una situazione non accettabile considerando quanto si sta già facendo in tema di gestione dei rifiuti e di tutela dell’ambiente, come testimoniato anche dalla mia proposta, anch’essa votata al Pirellone, sullo “stop” ai rifiuti leciti provenienti da altre parti d’Italia, che non possiamo continuare a smaltire in Lombardia”.

“In questo caso – conclude Viviana Beccalossi – si aggiunge una componente ben più grave rispetto alle normali difficoltà di smaltimento, in quanto va combattuto senza quartiere chiunque intenda trarre profitti in modo illegale sulla pelle e sulla salute di tutti. La Commissione d’inchiesta, il cui iter costitutivo va sbloccato il prima possibile, sarebbe la migliore dimostrazione che su questo tema in Lombardia non vogliamo lasciare niente al caso, affrontando la questione con tutta la trasparenza dovuta e soprattutto rafforzando la rete di prevenzione già esistente, che parte dalle istituzioni e coinvolge le forze dell’Ordine”.

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