Vendevano vino pregiato a fiumi, ma era falso: arrestate tre persone

Tre persone sono state arrestate per contraffazione di marchio e contraffazione di origine geografica di prodotti agroalimentari

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Vino rosso, foto da Pixabay
Vino rosso, foto da Pixabay

(lu.ort.) Tre persone sono state arrestate con l’accusa di aver raggirato con marchi falsi migliaia di persone. Secondo le informazioni raccolte dai carabinieri del Nas, infatti, un 55enne cremonese (di origine campana), la madre 58enne e il figlio 31enne avrebbero orchestrato un sistema per mettere sul mercato bottiglie di “pregiato”, etichettandolo abusivamente con i marchi di note cantine toscane quando in realtà il contenuto era ben altro.

Per l’accusa, in particollare, i tre avrebbero commercializzato almeno 11mila bottiglie di Igt Tignanello a marchio Marchese Antinori. Prodotti che venivano venduti poi in Italia e all’estero (in particolare in Belgio e Germania) e che in alcuni casi contenevano anche un piccolo errore (sull’etichetta era scritto “altidudine” al posto di “altitudine”).

Le indagini sono partite nel 2017, dopo che a una tipografia è arrivato – da una fantomatica ssocietà di comunicazione – l’ordine di 4.500 etichette di Tignanello (bottiglie da 750, annate 2009-2010 e 2011). Successivamente i tre avrebbero fatto ordini ad almeno quattro tipografie di Parma, ma una di queste ha contattato Antinori, che poi si è rivolta ai carabinieri.

I tre – ritenuti la mente dell’organizzazione – sono stati arrestati per contraffazione di marchio e contraffazione di origine geografica di prodotti agroalimentari. Ma ci sono altri sei indagati, tra cui i titolari di una tipografia e tre persone coinvolte nella commercializzazione.

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