L’esilio del Bigio è (quasi) finito: entrerà nel nuovo Musil di Brescia?

Sarà infatti il complesso museale disegnato dall'architetto tedesco Klaus Schuwerk a ospitare la statua di Arturo Dazzi

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Una foto storica del Bigio in piazza Vittoria
Una foto storica del Bigio in piazza Vittoria

Dopo diversi decenni di oblio e polemiche il potrebbe uscire dai magazzini comunali e avere finalmente un luogo d’esposizione. Secondo quanto riferito dall’edizione odierna di Bresciaoggi, infatti, il colosso realizzato dallo scultore nel 1931 (e ribattezzato da Benito Mussolini “Era Fascista” nel 1932) potrebbe trovare casa nel nascente Museo dell’industria e del lavoro, all’interno del comparto Milano. Un’ipotesi suggestiva, anche se dalla Loggia arrivano soltanto smentite.

Di certo non sarebbe un’opzione senza senso che il nascituro complesso museale disegnato dall’architetto tedesco Klaus Schuwerk ospiti la statua. Un’opera alcuni vorrebbero vedere ad aeternum nei magazzini, mentre i più nostalgici chiedono venga nella sua posizione originaria, in . Tra le due opzioni quella della musealizzazione, auspicata anche dal sindaco Emilio Del Bono, che sembra aver infine prevalso.

L’imponente statua potrebbe dunque essere collocata fuori dalla galleria del Novecento, da cui si accederà al cuore del museo. Ma per arrivare a questo risultato – sempre che l’ipotesi del quotiano trovi concretezza nei piani del Comune – bisognerà comunque aspettare ancora non poco. Anche ipotizzando l’avvio dei lavori per il museo a maggio, infatti, la fine degli interventi non arriverà prima del 2021. Nella migliore delle ipotesi.

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2 Commenti

  1. Triste epilogo. Povero Bigio, in Piazza Vittoria il suo sguardo andava verso il Duce immortalato a cavallo in effige sulla torre dell’orologio. Chissà dove lo costringeranno ora a guardare i maestri del compromesso a tutti i costi che stazionano alla corte di Del Bono e a chi mostrerà le gloriose “ciàpe” un tempo esibite agli avventori del bar Impero.

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