Più impresa e meno vincoli, Confragricoltura lancia l’appello alla politica

A Villa Fenaroli di Rezzato l’appuntamento annuale con gli europarlamentari Salini, Lancini, Comi, Morgano e Ciocca e con l’assessore regionale Rolfi

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Il presidente di Confagricoltura Giovanni Garbelli
Il presidente di Confagricoltura Giovanni Garbelli

“Più impresa, meno vincoli”: è risuonato con forza oggi l’appello del presidente di Brescia, , nel corso dell’annuale assemblea generale dell’organizzazione a Villa Fenaroli di Rezzato (Brescia).

Numerose le autorità presenti ed i rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali bresciane e regionali per il tradizionale appuntamento di Confagricoltura Brescia.

All’inizio della sua relazione, il presidente Garbelli ha ringraziato il presidente onorario Francesco Martinoni “per il lavoro effettuato nei sei anni di presidenza in modo assiduo e rigoroso”.

Garbelli ha poi spiegato come sia “fondamentale riportare l’impresa al centro del dibattito, in particolare della nuova programmazione della Politica agricola comune: noi crediamo nell’impresa come vero e autentico propulsore della crescita e dello sviluppo economico, volano di occupazione, benessere e innovazione. La storia delle nostre aziende – ha continuato il presidente di Confagricoltura Brescia – lo dimostra: penso alle nostre intuizioni fortemente innovative, all’invenzione degli agriturismi, alle battaglie che abbiamo condotto per la ricerca e la scienza in agricoltura, all’aver scommesso sulle agroenergie”.

Secondo Garbelli, mettere al centro l’impresa significa liberarla dai vincoli che la tengono costretta, che le impediscono di crescere, metterla nelle condizioni di competere con le aziende degli altri Paesi, attraverso una politica di sviluppo che scommetta sul futuro della nostra agricoltura.

“Ogni giorno – ha detto il presidente -, attraverso il nostro lavoro, noi mettiamo le imprese al centro. Alle istituzioni e alle forze politiche spetta ora di avere uguale attenzione alle ragioni dell’economia reale, andando oltre gli slogan verso provvedimenti concreti”.

“Riportare l’impresa al centro – ha aggiunto Garbelli – vuol dire avere una visione ambiziosa della nostra agricoltura: pur consapevoli della straordinaria vocazione agroalimentare del nostro paese, non possiamo infatti pensare che l’Italia diventi esclusivamente un Paese trasformatore di prodotti agricoli provenienti dall’estero; siamo orgogliosi della qualità delle nostre produzioni agricole, che vanno difese proprio a partire da equilibrati rapporti di filiera”.

Il presidente di Confagricoltura Brescia è tornato poi a sottolineare l’importanza dell’innovazione, della ricerca e delle infrastrutture. “Per  infrastrutture – ha continuato il presidente – non intendiamo solo strade o ferrovie, ma anche quelle digitali: le autostrade dei dati saranno sempre più strategiche per il futuro”.

“Per il settore agroalimentare bresciano – ha detto ancora Garbelli -, basato su importanti Dop, l’export è un elemento centrale di successo in costante crescita. All’orizzonte appare tuttavia uno scenario di mercato poco favorevole agli scambi commerciali internazionali, tra inasprimento dei dazi, ritorno al protezionismo, accordi di libero scambio non ancora ratificati e la sempre più confusa vicenda della Brexit: occorre rafforzare, laddove possibile, gli accordi bilaterali. Anche per questo motivo sosteniamo le intese con il Canada e con il Giappone: sono occasioni di crescita per il nostro export agroalimentare”.

Introducendo il tema del dibattito con gli europarlamentari Lara Comi, Massimiliano Salini (Forza Italia), Oscar Lancini, (Lega) e (Pd), il presidente Garbelli ha affermato che “insieme al Parlamento europeo diciamo con forza no all’ipotesi di una riduzione delle risorse finanziarie complessive per la Pac: serve rafforzare il quadro di regole e di interventi per i mercati che consentano di recuperare quote di valore aggiunto oggi ad appannaggio di altri soggetti della filiera e della distribuzione”.

La nuova Pac deve, come da tempo sottolinea Confagricoltura, coniugare la giusta esigenza di una maggiore sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica delle imprese: “Agricoltura di precisione, gestione digitalizzata degli allevamenti, tecniche di minima lavorazione, irrigazione: potrei continuare a lungo – ha detto Garbelli – ad elencare lo straordinario impegno delle nostre imprese per coniugare la sostenibilità economica con la salvaguardia delle risorse naturali che sono il nostro primo elemento produttivo”.

 

Garbelli ha sottolineato infine la positiva collaborazione con l’amministrazione regionale che ha permesso in questi mesi di ottenere risultati concreti.

“Dall’inizio del mio mandato – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi – ho apprezzato la concretezza di questa associazione sindacale e, dialogando, siamo riusciti a superare le difficoltà della burocrazia regionale e a raggiungere l’obiettivo dell’anticipo della Pac. Ringrazio il presidente Giovanni Garbelli – ha continuato l’assessore Rolfi – per aver focalizzato la propria assemblea annuale sul tema europeo della nuova Pac: sono preoccupato per l’appesantimento burocratico e per i tagli previsti e non possiamo accettare questa linea politica. Abbiamo bisogno di misure che migliorino la produttività delle aziende agricole e non dimentichiamoci il tema della nazionalizzazione sul quale molti rappresentanti europei stanno insistendo – ha concluso l’assessore regionale –: non possiamo tollerare un’unica gestione nazionale perché questa metodologia rallenterebbe tutti i servizi che la Lombardia si impegna ogni giorno a velocizzare”.

 

Dal palco di Villa Fenaroli è intervenuto anche il presidente dell’Anga (il gruppo dei giovani imprenditori agricoli) di Brescia, Giovanni Grazioli. “Il nostro obiettivo – ha detto – è intensificare i rapporti tra tutti i soggetti coinvolti per diminuire le distanze con conseguenze positive. Riguardo al nostro tema + impresa, – vincoli, chiedo di metterci nelle condizioni di esprimere il nostro potenziale di cui siamo molto orgogliosi. Chiedo quindi di dare fiducia ai giovani – ha concluso il presidente dell’Anga -, convinto che porteremo ancora più in alto il nome dell’agricoltura bresciana e quindi di tutta l’agricoltura italiana”.

Come ogni anno, il presidente Garbelli ed il direttore Gabriele Trebeschi hanno premiato i dipendenti che hanno raggiunto i trent’anni di attività lavorativa: si tratta di Romina Foschetti, Marisa Piacentini, Giuseppe Botta, Walter Turini e Mauro Migliorati.

L’assemblea generale dell’organizzazione è stata conclusa dal presidente nazionale Massimiliano Giansanti. “Brescia – ha spiegato – rappresenta un esempio virtuoso in Italia, ma il nostro sistema paese e l’Europa devono fare di più: Cina, Stati Uniti, India e Arabia Saudita hanno investito pesantemente nel settore agricolo producendo già nel breve periodo risultati positivi per il settore primario. Dobbiamo puntare sulle filiere agroalimentari e, come avete ben sottolineato, batterci per una Pac che metta l’impresa davvero al centro. L’agricoltura merita di essere tutelata – ha concluso il presidente nazionale – attraverso programmi seri e con risorse importanti”.

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