E morta Vita, “il cane simbolo della lotta contro Green Hill”

Era il 28 aprile del 2012: quel giorno gli animalisti liberarono 69 cani, un'iniziativa che suscitò grande clamore mediatico

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Liberazione di uno dei cuccioli di Green Hill
La liberazione di uno dei cuccioli di Green Hill

“È morta Vita, il simbolo della speranza e della vittoria contro Green Hill, azienda che allevava cani beagle destinati alla vivisezione a Montichiari“. Ad annunciarlo, con una nota, è Rinaldo Sidoli, presidente di Alleanza Popolare Ecologista.

“La foto del cucciolo che passa attraverso il filo spinato da dentro a fuori l’allevamento – si legge nel comunicato stampa – rappresenta la più bella pagina di libertà per i nostri amici animali. Era il 28 aprile del 2012, in quel blitz, sono 69 i che hanno trovato uno nuova vita. Da quel giorno 2.700 beagle ricevono per la prima volta l’amore dell’uomo al posto dell’odio. Quell’immagine ha cambiato il mondo e vivrà per sempre nei libri di storia dell’animalismo italiano”.

“Esprimiamo vicinanza – prosegue Sidoli – a Elena Mancini, la sua mamma umana, che l’ha salvata, amata e coccolata per sette anni. Per tutti gli quell’icona è la rivincita della vita contro la cattiveria e l’ignoranza scientifica fondata sullo strazio delle torture cui erano destinati quegli animali a quattro zampe. Grazie a questa battaglia di liberazione gli animali detenuti in questo tipo di allevamento non vengono più considerati semplici prodotti inanimati, ma essere senzienti che devono essere trattati secondo le loro caratteristiche etologiche”.

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