Il Museo delle armi? Ecco come è diventato il secondo più visto di Brescia

Il Marzoli ha registrato lo scorso anno 43.110 presenze, con un incremento del 77% rispetto al 2017 nonostante due mesi di chiusura

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Il museo delle armi di Brescia, foto BsNews.it
Il museo delle armi di Brescia, foto BsNews.it

In pochi lo sanno. Ma il Museo delle armi Luigi Marzoli, nel 2018, è stato il secondo più visitato della città di Brescia.

Secondo ilrapporto annuale 2018 di Fondazione , presentato il 14 gennaio 2019 a Palazzo Loggia, infatti, il Marzoli ha registrato lo scorso anno 43.110 presenze, con un incremento del 77% rispetto al 2017 (24.292). Nonostante due mesi di chiusura fra settembre e novembre.

Anche sul lato economico il museo è sul podio dei siti culturali più redditizi della città: dopo il Museo Santa Giulia e il Parco Archeologico, infatti, è lo spazio del castello a incassare i maggiori introiti, con una crescita del 20%, fra biglietteria e bookshop.

Un successo il cui segreto passa attraverso diversi elementi, tra cui i social. A evidenziarlo sono Fabrizio Martire e Alesssandro Mininno (Gummy Industries), che – in un articolo su Medium – raccontano quanto fatto in collaborazione con gli studenti l’Università Cattolica e Brescia per valorizzare uno spazio espositivo ancora poco conosciuto dai bresciani.

Tra le azioni del progetto sono da segnalare “La spada dell’una”, quiz in diretta streaming Facebook ideato e presentato da Luca Bazzani e Serena Guerra con all’aiuto del curatore del museo Marco Merlo (un gioco dalle dinamiche quasi televisive che metteva in palio visite omaggio), ma anche i “Disegni disarmanti” pensati da Elisa Comi e Federica Zonotti per Instagram, che hanno inserito elementi del museo in disegni di ogni genere per attirare l’attenzione dell’osservatore. Senza dimenticare il Soldato Indignato di Federica Salanitro e Maria Letizia Guidi, che hanno immaginato un viaggio spazio-temporale compiuto da un soldato medioevale (interpretato da Giovanni Lucariello) catapultato nei giorni nostri.

Tutto bene, quindi. O quasi. Perché nel pezzo non manca una coda polemica. “Siamo immensamente felici dei progetti del coinvolgimento dei ragazzi e dei risultati ottenuti – scrivono Martire e Mininno – anche se purtroppo non abbiamo letto dell’impatto del loro lavoro nel report presentato pubblicamente, possiamo comunque essere testimoni degli sforzi che hanno profuso nei mesi”.

GUARDA LA FOTOGALLERY DEL MUSEO DELLE ARMI

(foto Enrica Recalcati per BsNews.it)

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