Genitori no-vax all’attacco: bimbi allontanati dall’asilo e riammessi a Calcinato

E' successo a Calcinato e a riferirlo è la lettera che pubblichiamo, firmata dalla portavoce del gruppo Genitori No Obbligo

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Vaccinazioni
Vaccinazioni

Prima i bambini sono stati allontanati dall’asilo perché non vaccinati. Poi, su decisione del sindaco, sono stati temporaneamente ammessi “in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’Anci e di Ats”. E’ successo a Calcinato e a riferirlo è la lettera che pubblichiamo, firmata dalla portavoce del gruppo Genitori No Obbligo.

La pubblichiamo di seguito in maniera integrale per dovere di cronaca, senza entrare nel merito della questione legislativa e burocratica.

Pur non essendoci affermazioni di tenore opposto nella lettera, a titolo di informazione generale, riteniamo comunque di dover precisare per i nostri lettori che non esistono prove della nocività dei e che i benefici della vaccinazione massiva della popolazione – come afferma la comunità scientifica in maniera pressoché unanime – sono di gran lunga maggiori degli eventuali rischi. Evidenziando il diritto di chiunque di fare affermazioni sull’opportunità dell’ammissione o meno dei bambini non vaccinati a scuola, dunque, ribadiamo a chiare lettere che i sono una importante conquista dell’umanità e chiunque affermi il contrario (non è il caso di specie) è male informato. 

LA LETTERA DEI GENITORI NO OBBLIGO

Martedì 12 marzo hanno perso un giorno di scuola quattro bimbi di età compresa tra i 4 e i 5 anni, frequentanti la scuola d’infanzia comunale “A. e M. Bianchi” di Ponte San Marco, dopo che era stato notificato dal Comune ai loro genitori il decreto di allontanamento dalla struttura per la mancata presentazione dei documenti vaccinali dei bambini, previsti per legge per garantirne la frequenza, entro il termine del 10 marzo.
Ciò ha destato non solo meraviglia e stupore tra i genitori, ma anche sgomento: tutti i genitori dei 4 bambini asserivano di aver adempiuto esattamente a quanto previsto dalla normativa vigente, come più volte da loro già fatto presente, ma non era dello stesso parere l’amministrazione comunale che ha notificato il provvedimento.
E’ necessario fare un breve excursus legislativo per meglio comprendere di cosa stiamo parlando. Il Decreto Legge 73/2017, convertito in Legge 31 luglio 2017 (Legge Lorenzin) prevede l’obbligo della somministrazione di 10 vaccini per i minori di età compresa tra gli 0 e i 16 anni (art. 1). Tale legge preclude la frequenza ai nidi e alle scuole d’infanzia (quindi per i bambini di età compresa tra gli 0 e i 6 anni) che non abbiano provveduto alla presentazione presso la scuola di pertinenza di uno dei documenti di cui all’art. 3, comma 1, ovvero: libretto vaccinale completo in relazione alla fascia di età del bambino, oppure certificato di esonero, sospensione o differimento dei vaccini redatto dal pediatra di libera scelta, oppure copia della lettera, trasmessa ad ASST di competenza, in cui viene richiesto formale appuntamento vaccinale del bambino. La legge prevedeva,  per l’anno scolastico 2017/2018,  la possibilità di avvalersi dell’autocertificazione di tali documenti (art. 5), ai sensi del DPR n. 445/2000, con l’obbligo però di provvedere alla presentazione dei documenti autocertificati entro il 10 marzo successivo. Tale facoltà, prevista dal legislatore esclusivamente per l’anno scolastico citato, è poi stata prorogata anche per l’attuale anno scolastico in corso 2018/2019 tramite il cosiddetto Decreto Milleproroghe (legge 108/2018). Dalla normativa quindi si evince palesemente come la scadenza del 10 marzo interessi esclusivamente chi si avvale della facoltà dell’autocertificazione,  pena l’allontanamento dalla scuola frequentata e la non riammissione del minore fino alla presentazione di quanto autocertificato. Si aggiunga che la circolare congiunta del Ministero della Salute e del Miur del 6 luglio 2018 ha prescritto che la lettera di formale richiesta di appuntamento vaccinale indirizzata ad ASST che si intende presentare alla scuola per la frequenza del minore, debba essere stata trasmessa ad ASST in data posteriore a quella del 6 luglio 2018.
Già a settembre 2018 il Comune di Calcinato riceveva dall’ATS l’elenco dei bambini frequentanti la scuola d’infanzia comunale Bianchi di Ponte San Marco “non in regola con le vaccinazioni”, come previsto dalla normativa. Venivano quindi invitati i relativi genitori a fornire idonea documentazione, di cui all’art. 3, comma 1, per la frequenza scolastica. Tutti i genitori presentavano copia della lettera da loro trasmessa ad ASST, con la quale avevano richiesto formale appuntamento vaccinale, spedita in data posteriore al 6 luglio 2018 come da circolare, e fornivano poi anche copia della ricevuta di ritorno che comprovava la sua trasmissione e ricezione da parte di ASST. Poco dopo, sempre a settembre, seguiva una lettera da parte del Comune che richiamava i genitori a rispettare la scadenza del 10 marzo per la trasmissione di documentazione attestante la vaccinazione. I genitori non rispondevano, non considerandola di loro interesse in quanto avevano già presentato un documento che garantiva la frequenza dell’intero anno scolastico, senza alcuna scadenza.
Il 6 marzo 2019 il Comune scriveva nuovamente ai genitori chiedendo di presentare la documentazione dovuta entro il 10 marzo, come da normativa vigente. I genitori si presentavano al protocollo facendo registrare la propria risposta: la scadenza del 10 marzo non riguardava il loro caso in quanto non si erano avvalsi dell’autocertificazione, bensì avevano già provveduto a presentare uno dei documenti citati e previsti dall’art. 3, comma 1, della legge 119/2017, ovvero copia della lettera di richiesta di formale appuntamento vaccinale presentata alla propria ASST di competenza.
Si sperava che la situazione fosse stata ampiamente chiarita, anche alla luce del fatto che pure l’anno precedente, 2018, sempre a ridosso del famoso 10 marzo, si erano registrati dei fraintendimenti e delle incomprensioni: era stato fatto un incontro tra i genitori, il segretario comunale, il vicesindaco e la responsabile dell’Ufficio Istruzione per chiarire il punto e si era risolto il problema senza scossoni.
La mattina del 12 marzo la prima sorpresa: i genitori venivano chiamati negli uffici municipali per la notifica di un documento, si presentano dal messo comunale e si ritrovavano tra le mani il decreto di allontanamento a firma del Sindaco del proprio figlio a partire dal 13 marzo 2019. Nel decreto si citavano l’art. 3, comma 1 e l’art. 5 della legge 119/2017 e si scriveva che l’allontanamento veniva eseguito perché non era stata presentata idonea documentazione vaccinale per la frequenza scolastica.
Come sopra indicato, la documentazione, validissima ai sensi di legge, era già stata presentata a settembre 2018 e nessun genitore di questi bambini si era avvalso dell’autocertificazione. La scadenza del 10 marzo non riguardava pertanto nessuno di questi casi.
Nel pomeriggio di martedì 12 i genitori illustravano al Sindaco, firmatario dei decreti di allontanamento in qualità di responsabile dei servizi scolastici. Al termine dell’incontro il primo cittadino dichiarava che avrebbe valutato attentamente la situazione. Nel pomeriggio di mercoledì 13 la nuova sorpresa, quando il sindaco comunica per iscritto alle famiglie “la sospensione del provvedimento di esclusione, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani – ndr) e di Ats”. E quindi i bambini dal 14 marzo sono di nuovo a scuola con i loro compagni.

Simona Locatelli per il
Gruppo Genitori No Obbligo Brescia e il
MIR-DSA Brescia

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