Terrore sul bus, Beccalossi: burocrazia fa acqua da tutte le parti

Come è possibile che a Brescia avvenga un incidente e dai controlli la macchina che lo ha provocato risulti intestata a un marocchino pregiudicato ‘legalmente’ proprietario di 49 veicoli e da mesi non più in Italia?

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Viviana Beccalossi
Viviana Beccalossi

“Per la sicurezza non possiamo sempre fare affidamento sull’eroismo delle forze dell’ordine. Credo si imponga una riflessione sulle falle clamorose della nostra burocrazia, che ieri si sono manifestate in tutta la loro gravità con il caso dell’autista di un bus di studenti con precedenti per guida in stato di ubriachezza e molestie a minori. Un esempio da manuale, tanto che viene da chiedersi: ma gli uffici dello Stato si parlano tra loro?”

Lo dichiara , consigliere regionale del Gruppo Misto, intervenendo nel dibattito dopo il fallito attentato di San Donato Milanese.

“Quello che è emerso dopo la mancata strage di ieri ha dell’incredibile, ma ogni giorno si possono fare diversi esempi, solo apparentemente meno importanti. Come è possibile che a Brescia avvenga un incidente e dai controlli la macchina che lo ha provocato risulti intestata a un marocchino pregiudicato ‘legalmente’ proprietario di 49 veicoli e da mesi non più in Italia? O che, sempre nella mia città, venga fermato un cittadino indiano, che guidava un’auto regolarmente di sua proprietà e assicurata a suo nome senza avere mai conseguito la patente?”.

“Fa veramente impressione –conclude Viviana Beccalossi- sentire che in Italia la burocrazia è soffocante e poi a conti fatti assistere a un cortocircuito di mancate informazioni che, di fatto, mette a rischio la sicurezza di tutti. Prima di invocare nuove leggi scritte in emergenza, come è tipico dell’Italia, o invocare seppure legittimamente inasprimenti di pena, il primo passo sarebbe utilizzare bene l’enorme mole di dati a disposizione della pubblica amministrazione, che ancora nell’era della digitalizzazione non è capace di dialogare”.

 

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