Beccalossi: dalla Regione coro di no a islam che disprezza le donne

Il consigliere regionale del Gruppo Misto contro la "Fiera delle Speranza", in programma il giorno di Pasqua a Milano

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Viviana Beccalossi
Viviana Beccalossi

“Il consiglio regionale ha lanciato un segnale forte: non si può tollerare che a Milano, nel 2019, si organizzi un convegno che prevede la partecipazione di chi predica la superiorità dell’uomo sulla donna e addirittura dispensa consigli sui migliori metodi di sottomissione”.

Lo dichiara , consigliere regionale del Gruppo Misto e proponente della mozione oggi votata all’unanimità dall’aula del Pirellone sulla “Fiera delle Speranza”, in programma il giorno di Pasqua a Milano.

“La manifestazione prevede– prosegue Viviana Beccalossi – l’intervento di personaggi che non hanno mai fatto mistero delle loro idee in quanto a metodi per trattare le donne perché siano ‘buone mogli’. Una scelta inaccettabile che mi auguro venga da subito cancellata, soprattutto perché si tratta di un evento a cui parteciperanno migliaia di persone”.

Secondo quanto previsto dal programma della Fiera della Speranza, infatti sarà presente come oratore Jasem Al Mutawa, imam del quale è disponibile in rete un video nel quale lo stesso, rilasciando un’intervista, si sofferma sul tema della violenza sulle donne, dispensando consigli sul metodo corretto per “trattare la moglie” che, a sua detta, non va “picchiata con bastoni pesanti, ma con mano leggera, per farle capire chi comanda”. Tra gli ospiti, figurano inoltre Abdel Mourou, definito come leader spirituale di Al Nahda, considerata la versione tunisina dei Fratelli Musulmani e Rajab Zaki, imam della moschea di Finsbury Park di Londra, culla del jihadismo britannico.

“Ringrazio tutti i partiti presenti in Consiglio –prosegue Viviana Beccalossi – per aver votato compatti a favore di un provvedimento che impegna la Giunta ad attivarsi con Prefettura e forze dell’ordine per vigilare sull’organizzazione dell’evento e se possibile impedire la presenza di predicatori dell’odio e di chiunque possa permettersi di diffondere idee che non solo sono contro la legge, ma offendono profondamente le conquiste delle donne”.

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