Altopiano delle Cariadeghe al parco del Garda? Massardi (Lega): resti sotto Serle

La Legge del 2016 stabilisce che l'area verde oggi gestita da Serle dovrebbe ricadere nella gestione del parco regionale dell’Alto Garda

0
La mappa dell'Altopiano delle Cariadeghe, foto da sito ufficiale
La mappa dell'Altopiano delle Cariadeghe, foto da sito ufficiale

“Ho voluto far mie le istanze che mi sono state sottoposte da tutte le associazioni serlesi ed espresse in audizione dal Comune di Serle, presentando un emendamento per risolvere il problema riguardante la futura gestione amministrativa dell’Altopiano di , Monumento naturale di pregio del nostro territorio.” Lo afferma Floriano Massardi, vice capogruppo della Lega al Pirellone, che ha presentato un emendamento alla Legge di riorganizzazione dei Parchi lombardi, cha sarà discussa dalla Commissione Agricoltura e Parchi il prossimo giovedì.

“La questione nasce da un problema rilevato nell’attuale testo normativo – spiega Massardi – che riguarda i Monumenti naturali. La Legge del 2016 infatti chiarisce come questi debbano andare in capo al parco regionale di riferimento, nel caso specifico però, l’Altopiano di Cariadeghe, che quindi dovrebbe ricadere nella gestione del parco regionale dell’Alto Garda, costituisce un’eccezione assolutamente unica nel panorama lombardo. La sua enorme estensione infatti, ben 540 ettari, lo rende diverso rispetto a tutti gli altri monumenti naturali, assimilandolo de facto ad una parco. Gli altri monumenti naturali sono per lo più elementi ‘puntiformi’, quali stagni, cascate o rocce di valenza paesaggistica. Viene da sé comprendere dunque come siano condivisibili le obiezioni mosse dalla comunità di Serle, il cui comune ha ben gestito l’altopiano negli ultimi anni, senza costi aggiuntivi, quali consigli di amministrazione ulteriori, e vincendo numerosi bandi per la sua valorizzazione.

Dopo aver analizzato attentamente la situazione ho deciso di farmi carico della questione e per questo motivo ho presentato un emendamento ad hoc che, se accettato, potrebbe risolvere la cosa in modo favorevole. In sintesi si chiede che per i Monumenti naturali di dimensioni superiori ai 500 ettari la gestione resti in capo agli enti locali, proprio in funzione delle grandi dimensioni e della atipicità di questi siti.

Auspico – conclude Floriano Massardi – che la Commissione Agricoltura, in particolare i consiglieri regionali bresciani, voti favorevolmente a questa modifica, che ritengo essere di buon senso e a costo zero per la comunità, lasciando la gestione dell’altopiano nelle mani di chi ha saputo valorizzarlo.”

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome