Haris Epaminonda Vol. XXVI | MOSTRAMI UNA MOSTRA/71

Haris nasce a Nicosia, in quel di Cipro, nel 1980. È un’artista multimediale che si occupa di fotografia, video, collage

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Haris Epaminonda Vol. XXVI, alla Galleria Massimo Minini, foto di Enrica Recalcati per BsNews.it
Enrica Recalcati, opinionista di BsNews.it
La scrittrice , opinionista di BsNews.it

di Enrica Recalcati – Haris nasce a Nicosia, in quel di Cipro, nel 1980. È un’artista multimediale che si occupa di fotografia, video, collage. Vive e lavora a Berlino. Haris Epaminonda ha studiato al Royal College of Art e alla Kingston University di Londra, laureandosi nel 2003. Ha lavorato insieme a Daniel Gustav Cramer, esponendo diverse volte in prestigiose location. Il lavoro di Haris comprende collage, gruppi di sculture, film e fotografie. Epaminonda dapprima elabora immagini fotografiche da riviste e libri francesi degli anni ’40 e 60’, poi collage in bianco nero illustrando persone e architettura, infine immagini a colori rielaborate con Polaroid e Super8. Oggi il suo lavoro si concentra su collage walk-in, con combinazioni di immagini, film, fotografie, sculture e oggetti trovati. Le installazioni diventano un labirinto del pensiero, invitano lo spettatore a percorrere un itinerario mentale ed emotivo del tutto particolare.

Alla Galleria Massimo Minini possiamo immergere il nostro immaginario esistenziale nel nulla che è il tutto di questa giovane ma talentuosa artista contemporanea. «…Gli artisti più sensibil di fronte ad un mondo sempre più pieno di detriti, anche detriti culturali hanno azzerato il linguaggio…per questo alcuni all’invasione, magari inconsapevolmente, si rifiutano di aggiungere immagine a immagine, pena alla pena, merce alla merce…» scrive Minini nella sua recensione alla mostra.

Haris Epaminonda ci propone tavole bianche incorniciate da un filo di ottone, quasi un lampo di luce carpito dal niente; oppure volumi neri lucidi, dove l’oro del metallo funge da guida, per ricondurci alla vita. Nella prima sala i due pannelli, la palla in radica di legno, i mobili contrapposti agli specchi, immagini orientaleggianti, un viso, un vaso, un insieme di oggetti belli e scivolosi, percepiti come un’onda, lo sciacquio del torrente che passa e va e il messaggio alto della vita che scavalca ogni ostacolo possibile.

Nella seconda un messaggio, appeso, in lingua inglese, che racconta di una casa: una pagoda d’oro. La pagoda si poggia sul rosso laccato della lastra e si specchia sulla piccola parte che restituisce allo sguardo una luce leggera e il piccolo diventa grande, la piccola pagoda apre al nostro immaginario scenografico un diorama del passaggio di ipotetici personaggi. Anche qui c’è acqua, desiderio e sogno per il piccolo pesce al di fuori di essa, spazio ancora da vivere, ma pronto all’uso. Nella terza sala oltre ai pannelli laccati di bianco, lo sgabello Zen, il cuscino con le frappe, il soffietto di velluto pregiato, le palle dorate come punti d’incontro.

Qui un’opera parla all’altra, contemplando la bellezza di stare in cerchio e lo scivolare delle sale precedenti si placa. Succede qualcosa, una pausa al fluire, un momento in cui lo sguardo si posa e resta fermo. Nell’ultima sala ritorna il fluire scivoloso dell’opera, abbagliati dall’oro di un ipotetico fiume all’ombra di un palmizio, dove un’ampolla di ambrosia giace fra il ricordo di un glorioso mitologico passato e un presente lucido scandito da un pannello verde-fango. Opere di Haris saranno esposte alla Biennale di Venezia e alla prestigiosa Gropius Bau di Berlino.

LA SCHEDA

Haris Epaminonda Vol. XXVI

Galleria Massimo Minini

Via Apollonio, 68 Brescia

Dal 13 aprile a metà giugno 2019

Ingresso libero

Dal lunedì al venerdì dalle 10,30 alle 19,30

Sabato dalle 15,30 alle 19,30

[email protected]

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