Sfruttamento del lavoro in aziende vitivinicole: indagati due uomini e una donna

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Stranieri reclutati per la vendemmia - Ph Fotolive/ Filippo Venezia
Stranieri reclutati per la vendemmia - Ph Fotolive/ Filippo Venezia

Avevano creato una rodata organizzazione diretta a reclutare soggetti allo scopo di avviarli a svolgere lavori manuali agricoli in aziende vitivinicole della zona del Garda, approfittando del loro stato di bisogno e in condizioni di sfruttamento.

Tre persone, due uomini e una donna, sono finite nel mirino delle forze dell’ordine (Commissariato di Pubblica Sicurezza di Desenzano del Garda e Nucleo Ispettorato del dei ) e risultano ora indagati a seguito di un’articolata e mirata attività investigativa svolta nel settembre-novembre del 2018 diretta a contrastare il fenomeno criminoso del “caporalato”.

Le hanno permesso di accertare che veniva corrisposta ai lavoratori una retribuzione difforme da quanto previsto dai contratti collettivi nazionali o territoriali: a loro era pagata, infatti, una somma di denaro sotto forma di rimborso spese sostenute per il trasporto.

Veniva inoltre violata reiteratamente la normativa relativa all’orario di lavoro: contro le poche ore dichiarate nei contratti stipulati, i lavoratori effettuavano un orario di lavoro giornaliero di gran lunga superiore, pari a 8/10 ore, con una pausa di soli 30 minuti per il pranzo.

Sono stati reclutati e sfruttati una quindicina di cittadini extracomunitari, per lo più provenienti da Paesi del Centro Africa, tutti richiedenti protezione internazionale, all’epoca dei fatti alloggiati dalla Prefettura di Brescia presso il Centro Accoglienza Temporaneo di  Pergola Nuova a Desenzano del Garda, gestito da una Cooperativa Onlus, risultata estranea alla vicenda.

I tre cittadini di origine Indiana regolarmente residenti in provincia di Brescia ritenuti responsabili dello sfruttamento dei soggetti stranieri sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Per quanto riguarda le aziende vitivinicole coinvolte sono state contestate loro le relative violazioni amministrative in materia previdenziale.

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