Confagricoltura Brescia: finalmente norme certe per accoglienza e degustazioni in cantina

Giovanni Garbelli: "Il settore vitivinicolo continua a presentare numeri in crescita ed anche il turismo in provincia di Brescia sta proseguendo la propria fase di sviluppo"

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Un vigneto della Franciacorta
Un vigneto della Franciacorta

Pubblicato il decreto che regola l’accoglienza in cantina,una buona notizia che porterà più visite e più occupazione”

Il presidente Garbelli: “Finalmente norme certe per promuovere prodotti aziendali e territorio, in un connubio vincente tra i settori vitivinicolo e turistico”. Vimercati (presidente agriturismi lombardi): “Per ogni 5 euro spesi per acquistare una bottiglia di , un turista ne spende altri 50 nelle strutture ricettive locali”. Barzanò (Sezione vitivinicola): “Colmato un vuoto normativo”

“Il settore vitivinicolo continua a presentare numeri in crescita, come abbiamo visto in occasione del recente Vinitaly ed anche il turismo in provincia di Brescia sta proseguendo la propria fase di sviluppo: per questo motivo siamo molto soddisfatti per la pubblicazione del decreto che regola l’accoglienza in cantina, ossia una forma di promozione dei prodotti aziendali e del nostro territorio, sempre più diffusa e sempre più efficace”. Così Giovanni Garbelli, presidente di Brescia, commenta l’entrata in vigore del decreto “Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l’esercizio dell’attività enoturistica”, approvato in Conferenza Stato – Regioni e firmato dal ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio.

“Attraverso questo provvedimento – prosegue Garbelli – le imprese hanno la possibilità di regolamentare un’attività già svolta da tempo oppure di sfruttare una nuova grande occasione, proponendo nelle proprie , in contesti sempre più affascinanti e spesso recentemente ristrutturati, accoglienza e degustazione”.

Nel dettaglio, il decreto equipara il turismo in cantina all’attività agrituristica, anche da un punto di vista fiscale, dando, quindi, la possibilità alle aziende agricole di mettere a bilancio e fatturare i relativi incassi. Prima di iniziare l’attività, inoltre, bisognerà presentare la Scia (segnalazione certificata di inizio di un’attività) al Comune di appartenenza.

Il provvedimento definisce le indicazioni operative per garantire la qualità del servizio: l’apertura settimanale o stagionale per almeno tre giorni; l’uso di strumenti di prenotazione; la presenza di cartelli da affiggere con le informazioni relative all’accoglienza; la presenza di una pagina web aziendale; l’uso di calici di vetro per le degustazioni; la preparazione del personale addetto all’accoglienza.

Oltre alle degustazioni (anche in abbinamento con alimenti, senza tuttavia prefigurare un servizio di ristorazione) e alle visite guidate nei , il decreto fa riferimento ad iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte in cantina.

Gianluigi Vimercati, presidente degli agriturismi di Confagricoltura Lombardia, è molto soddisfatto per questa novità legislativa: “Già da anni le cantine si stavano attrezzando per fare accoglienza e questo decreto arriva nel momento giusto affinché si creino posti di lavoro grazie ad una valorizzazione del prodotto vitivinicolo. I dati dimostrano che, per ogni 5 euro spesi da un turista per l’acquisto di una bottiglia di vino, altri 50 euro sono spesi dallo stesso turista sul territorio e quindi ritengo – aggiunge Vimercati – che legiferare sull’enoturismo porti benefici per tutti: ricordiamoci che un grande vino ha bisogno di un territorio che funziona, anche da un punto di vista normativo”.

Commenta positivamente il decreto anche Giulio Barzanò, presidente della Sezione vitivinicola di Confagricoltura Brescia: “Con questo provvedimento si colma un vuoto legislativo che aveva portato alcune imprese del settore a chiedere l’autorizzazione a svolgere l’attività agrituristica anche senza essere propriamente agriturismi: oggi nasce una nuova categoria, una definizione specifica che ben si adatta a numerose aziende bresciane. Inoltre – conclude Barzanò – queste linee guida dimostrano che sta crescendo l’attenzione nei confronti dello stretto rapporto presente tra agricoltura e turismo: ci auguriamo che, partendo dal vino, si possano fare passi in questa direzione anche per quanto riguarda altri comparti agricoli”.

Alessandro Luzzago, presidente del Consorzio Valtènesi, si dimostra anch’esso favorevole a questa normativa: “L’offerta vitivinicola è una delle cause del significativo flusso di turisti sulle coste gardesane e poter seguire una legge che coordina l’enoturismo è una buona notizia per i nostri vitivinicoltori che hanno ora a disposizione una guida in più per migliorare il proprio servizio”.

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