Produzione industriale, quest’anno la crescita più bassa dal 2014

Nel periodo tra gennaio e marzo 2019, una variazione tendenziale dell’1,6%: poco, ma il dato è positivo per la ventiduesima rilevazione consecutiva

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La sede di Aib in via Cefalonia, Brescia
La sede di Aib in via Cefalonia, Brescia

Nel primo trimestre del 2019 la crescita tendenziale della produzione nelle manifatturiere bresciane si attesta al +1,6% (rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente).

Si tratta in assoluto del dato più basso degli ultimi quattro anni, a conferma del progressivo rallentamento dell’industria bresciana, pur in un contesto che segna una crescita maggiore rispetto a quella nazionale. La rilevazione si mantiene comunque positiva per il ventiduesimo intervallo consecutivo.

A evidenziarlo sono le indagini congiunturali dell’Ufficio Studi e Ricerche e del Servizio Studi della Camera di Commercio con i risultati al primo trimestre 2019.

La produzione industriale segna inoltre un incremento congiunturale (sul periodo precedente) dell’1,4%. Il tasso acquisito – ovvero la variazione media annua che si avrebbe se l’indice della produzione non subisse variazioni fino alla fine del 2019 –, è invece pari a +1,7%. Il recupero dai minimi registrati nel terzo trimestre del 2013 si attesta a oltre il 17%, mentre il differenziale dai massimi del 2008 rimane ancora superiore al 19%.

Le previsioni a breve termine sono moderatamente positive e si inseriscono in un quadro nazionale in cui si stima che la fase più acuta del rallentamento possa essere superata. Rimangono, tuttavia, le incognite legate alla fase di debolezza del ciclo economico internazionale, soprattutto in Germania, alle tensioni commerciali mondiali e all’esito incerto della trattativa sulla Brexit. Sul fronte interno, si aggiungono le preoccupazioni per i conti pubblici e per un nuovo inasprimento dell’offerta di credito.

La produzione dell’artigianato manifatturiero bresciano – secondo il Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia – tra gennaio e marzo 2019 è stata stazionaria segnando una variazione nulla rispetto al trimestre precedente. Il fatturato segna una dinamica leggermente positiva (+0,1%) mentre gli ordini chiudono in negativo (-0,8%). Il quadro tendenziale, ovvero il confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno, non si discosta di molto. La produzione, infatti, chiude con una variazione leggermente positiva (+0,1%), il fatturato con un incremento dello 0,5%, mentre gli ordini presentano un calo più vistoso (-3,0%). Il confronto territoriale evidenzia che l’artigianato bresciano ha conseguito risultati nel complesso migliori della media lombarda.

Le dinamiche settoriali sono negative per la maggior parte dei settori, in misura più intensa per il comparto siderurgico (-7,8%), per i minerali non metalliferi (-7,6%) e per la gomma plastica (-4,6%), seguono l’abbigliamento (-3,9%) e la carta stampa (-1,8%). Chiudono col segno significativamente positivo le pelli – calzature (+8,1%) e il legno mobilio (+7,7%). In leggera crescita la meccanica (+0,7%). Il risultato dell’ultimo trimestre è stato caratterizzato dalle medie imprese (6-9 addetti) che hanno registrato una crescita annua pari a 2,8%, seguite dalle grandi (10-49 addetti; +1,0%). All’opposto le piccole hanno segnato una sensibile flessione (-3,9%).

I principali indicatori dell’industria:

§ Con riferimento ai settori, l’attività produttiva è aumentata nei comparti: maglie e calze (+3,0%), legno e mobili in legno (+2,3%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+2,3%), metallurgico e siderurgico (+1,5%), chimico, gomma e plastica (+1,2%), meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+1,1%), carta e stampa (+0,4%), abbigliamento (+0,1%).  Non ha subito variazioni nel settore dei materiali da costruzione ed estrattive (0,0%) ed è diminuita nel calzaturiero (-1,7%), nell’agroalimentare e caseario (-1,1%) e nel tessile (-0,9%).

§ Le vendite sul mercato interno sono aumentate per il 42% delle imprese, diminuite per il 18% e rimaste invariate per il 40%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono salite per il 24% degli operatori, scese per il 13% e rimaste stabili per il 63%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 12%, calate per il 19% e rimaste invariate per il 69% del campione.

§ I costi di acquisto delle materie prime sono aumentati per il 24% delle imprese, con una variazione percentuale media pari a +0,4%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati mantenuti invariati dal 75% degli operatori, con una leggera diminuzione media (-0,1%).

§ Le previsioni per i prossimi mesi sono nel complesso positive: la produzione è attesa in aumento da 21 imprese su 100, stabile dal 73% e in flessione dal rimanente 6%.

§ Gli ordini provenienti dal mercato interno sono in aumento per il 17% delle imprese, stabili per il 73% e in contrazione per il 10%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 15% del campione, invariati per il 78% e in flessione per il 7%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in rialzo per il 17% delle aziende, stabili per il 77% e in diminuzione per il 6%.

I principali indicatori dell’artigianato:

§ Nel lungo periodo il fatturato del comparto artigiano segna un leggero incremento sia rispetto al trimestre scorso (+0,1%) sia in confronto al primo trimestre dello scorso anno (+0,5%); in ambedue i casi comunque in rallentamento sui periodi precedenti.

§ La dinamica degli ordini è stata negativa sia dal punto di vista congiunturale (-0,8%) sia tendenziale (-3,0%) per effetto del calo degli ordini interni (-3,5% su base annua) che ne rappresentano la quota più consistente.

§ Nel primo trimestre 2019 il numero degli addetti torna a crescere; il saldo tra tasso di ingresso e di uscita si è chiuso in positivo (+1,1%). La quota di imprese che ha fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni si mantiene pressoché stabile intorno al 2,4% per un totale sul monte ore lavorate complessivo pari allo 0,5%.

§ Il rallentamento segnato nei primi mesi dell’anno si riflette sulle aspettative per il prossimo trimestre: per il fatturato, la domanda interna e la produzione prevalgono attese pessimistiche. Per l’occupazione e la domanda estera la maggior parte degli imprenditori intervistati propende, invece, per una stabilità.

L’Indagine AIB viene effettuata trimestralmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero. L’indagine sull’artigianato della Camera di Commercio, la cui fonte è l’indagine congiunturale Unioncamere Lombardia, ha coinvolto 192 imprese della provincia, pari a una copertura campionaria del 100%.

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