“Non mandateci più fattorini di colore”, azienda di Lumezzane sotto accusa

E' diventato un caso nazionale quello di un'azienda di Lumezzane che il 21 giugno ha mandato questa mail a un suo fornitore

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Fattorino, foto generica

“Chiediamo tassativamente, pena interruzione di rapporto di fornitura con la vs Società, che non vengano più effettuate consegne utilizzando trasportatori di colore e/o pakistani, indiani o simili”.

E’ diventato un caso nazionale quello di un’azienda di Lumezzane che il 21 giugno ha mandato questa mail a un suo fornitore. Un caso sollevato dal Giornale di Brescia e ripreso da molti media italiani, come Repubblica e Fan Page.

Nella mail delle , ancora, si leggerebbe: “Gli unici di nazionalità estera che saranno accettati saranno quelli dei paesi dell’est, gli altri non saranno fatti entrare nella nostra azienda né tantomeno saranno scaricati”.

Parole – forse frutto di uno sfogo, ma comunque pesanti – che hanno suscitato un vespaio di polemiche, oltre che la replica del fornitore in cui si sottolinea, tra l’altro: “Non riusciamo a capire le motivazioni. Garantiamo la corretta assunzione dei nostri collaboratori e la loro regolarità di soggiorno nel nostro Paese”.

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  1. […] “Conosco la realtà lavorativa della mia terra e pure la famiglia Becchetti di Chino Color è nota, a mio modesto parere si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua che si sta ingigantendo solo perché se ne parla senza cognizione del contesto territoriale”. A dichiararlo è Josehf Facchini (Lega), Sindaco di Lumezzane: il Comune è esplosa la polemica per una mail a sfondo razzista inviata da un’azienda. […]

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