Renzi lascia il Pd e fonda un nuovo partito, Bazoli: scelta incomprensibile

L'altra deputata bresciana, Marina Berlinghieri (indicata come vicina all'ex ministro Boschi), invece, non si è ancora espressa ufficialmente

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Alfredo Bazoli
Alfredo Bazoli

Ora è ufficiale: dopo anni di indiscrezioni e supposizioni ha annunciato ufficialmente la decisione di uscire dal Partito democratico – pur mantenendo il sostegno al nuovo governo Conte – per fondare un suo movimento. A seguirlo saranno una trentina di deputati, ma non esistono ancora elenchi ufficiali.

Sul fronte bresciano al momento l’unica certezza è che il deputato – renziano della seconda ora – non lo seguirà nella nuova avventura. A dirlo è stato lui stesso in un post su Facebook, che pubblichiamo in forma integrale di seguito, in cui parla di “scelta incomprensibile”. L’altra deputata bresciana, (indicata come vicina all’ex ministro Boschi), invece, non si è ancora espressa ufficialmente e al momento viene data nel fronte degli indecisi.

IL POST DI ALFREDO BAZOLI SU FACEBOOK

Tante persone mi hanno cercato in queste ore per sapere cosa faccio, per rappresentarmi il loro sgomento, la loro delusione. Sentimenti che comprendo, perché in parte li condivido.
La decisione di Matteo Renzi di uscire dal partito democratico, così a freddo, a me appare incomprensibile.
Avviene all’indomani di un difficile passaggio politico che ci aveva visti per una volta uniti, mette in discussione il profilo plurale dell’unico grande partito riformista italiano, uno dei più grandi europei, indebolisce sul nascere il percorso di un governo che, se fallisce, rischia di portare il paese nelle braccia della destra sovranista e antieuropea di Salvini e Meloni.
Di questo aveva e ha bisogno il paese? Io non credo.
A tutti i militanti e i simpatizzanti del partito democratico che guardano con sgomento a quanto accaduto, soprattutto a coloro che, come me, avevano apprezzato il percorso politico di Renzi, io dico questo: andiamo avanti, c’è ancora dentro il partito democratico una larga area che si riconosce nei principi e nei valori del riformismo liberal, del cattolicesimo popolare, e che può ambire a tornare maggioranza.
Senza di noi il partito democratico non c’è più, e senza il partito democratico non c’è alternativa possibile alla destra montante nel paese.
Allora forza e coraggio, smaltiamo in fretta la delusione, e riprendiamo il cammino insieme con pazienza, determinazione e, soprattutto, senso di responsabilità.
Il partito democratico rimane la nostra casa.

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