La casa-studio di Vittorio Trainini, dove l’arte avvolge e schiaccia in bellezza | MOSTRAMI UNA MOSTRA/78

Vittorio Trainini nasce nel 1888 e muore nel 1969 a Brescia. Grande maestro decoratore, in arte capace di tutto

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La casa-studio di Vittorio Trainini, dove l’arte avvolge e schiaccia in bellezza, foto BsNews.it (Enrica Recalcati)
Enrica Recalcati, opinionista di BsNews.it
La scrittrice , opinionista di BsNews.it

di Enrica Recalcati – Vittorio Trainini nasce nel 1888 e muore nel 1969 a Brescia. Grande maestro decoratore, in capace di tutto, autodidatta eclettico e fantasioso perfezionista.  Tre sezioni per lui volute da Aab e curate da Francesco De Leonardis e Fausto Lorenzi: “Vittorio Trainini l’ultimo maestro della grande decorazione” visitabile nella sede storica in Vicolo delle Stelle, la casa studio di Mompiano e la sezione al Museo Diocesano con i preziosi quattordici bozzetti a olio delle stazioni della via Crucis.

Nato da una famiglia di ebanisti e decoratori, Vittorio, da giovanissimo segue nei cantieri lo zio Giuseppe, imparando le tecniche dell’affresco, maturando da subito un talento e una predisposizione eccezionali.  Dipinge, affresca, disegna vetrate, pavimenti, mobili, tessuti. Si appassiona di arte sacra e tra affreschi, stucchi e vetrate decora, con meticolosità capillare, oltre cento chiese sul territorio bresciano, in città, nella Bassa e nelle Valli, arrivando fino a Lugano e in Vaticano. Fra queste, a Bresci,a la Chiesa di Cristo Re, la Chiesa del Buon Pastore, la Chiesa del SS. Sacramento delle Suore Ancelle e, per restare in Mompiano, il piccolo medaglione raffigurante San Paolo fra i sei della navata centrale nell’odierna Chiesa di San Gaudenzio. Si celebra con queste il cinquantesimo della morte, per dare un riconoscimento al contributo straordinario che questo raffinato artista ha dato alla città ai suoi edifici, alle sue chiese e alla comunità.  Artista impegnato nel sociale, insegnante in diverse scuole di pittura e consigliere comunale per un breve periodo.  Vittorio è stato capace di relazionarsi con tutti e di creare salotti letterari nei cantieri, fra un’impalcatura e un gesso, fra colori e vernici, attento sempre a chi lavorava insieme a lui.

La casa di Vittorio Trainini, in via Rampinelli 12 a Mompiano, è un vero museo, dove pure i muri sembra parlino del suo talento, arte come vita, una vita spesa per l’arte con infinita passione.  Dal giardino e dall’orto, si accede all’atrio, dove si possono ammirare autoritratti dell’artista nelle varie età della vita. Al piano nobile si apre una grande sala decorata a tutto tondo, non un centimetro di muro risparmiato al colore, al gusto, alla raffigurazione raffinata. Morbidi archi di muro affrescati con putti, fiori, frutta così ben fatti da apparire tridimensionali alla visione. Gli arredi intagliati in legno pregiato, ogni cosa non lasciata al caso, ma specchio del gusto e delle scelte dell’artista.  La cucina col soggiorno e il grande camino ci conducono alle scale, strette, con ringhiera in ferro, tipica delle case padronali del primo Novecento. Si sale. La stanza da letto delle figlie, la cameretta in verde fra mobili, decori e affreschi, è un vero capolavoro multidisciplinare.

Difficile cogliere tutto con una sola visione, data la ricchezza dei particolari e la cura di ogni dettaglio.  Bella anche la camera matrimoniale, dal sapore di un Novecento rurale. Si percepisce una intimità semplice e profonda, come era l’amore che Vittorio Trainini nutriva per la moglie Ines, alla quale aveva intitolato tutta la casa.  Il coperchio di uno scrigno, la porta del bagno, in legno, decorata con un putto, intento a fare pipì, poetico e dolce.   Sullo stesso piano altre stanze da letto e la biblioteca con il modellino della cupola della Chiesa di Cristo Re, da lui affrescata.  In alto, oltre la soffitta, la torretta, voluta e disegnata dall’artista, rifugio, studio, un atelier strepitoso ancora vivo di oggetti, tavoli, disegni e quadri. Dal terrazzino esterno si può ammirare una vetrata realizzata dall’artista e una bella vista su Mompiano, cercando, con la fantasia, di immaginare l’ampia e incontaminata campagna che si estendeva allora davanti agli occhi di Vittorio. Una casa dove l’arte ti avvolge in un abbraccio, così forte, da percepirne il peso, dolcemente schiacciati dalla bellezza.

LA SCHEDA

La casa-studio di Vittorio Trainini, dove l’arte avvolge e schiaccia in bellezza

Via Rampinelli, 12  Mompiano – Brescia

aperta fino al 20 ottobre

dal mercoledì  al venerdì dalle 16 alle 19

sabato e domenica   dalle 10 alle 12,30  e dalle 16 alle 19

ingresso libero

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