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simona bordonali

Moschee, Bordonali (Lega): basta finché l'Islam non avrà un'intesa con lo Stato

"La Legge regionale sui luoghi di culto è un ottimo testo e ci auguriamo che alla luce dei recenti fatti di cronaca il Governo italiano ritiri l'assurda impugnativa che ha presentato. Personalmente credo che si debba andare oltre, impedendo sul territorio lombardo la costruzione di nuove moschee. Ricordo infatti che l'Islam è l'unica religione che non ha siglato un'intesa con lo Stato italiano". Lo ha detto l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione,Simona Bordonali.

CHI È L'INTERLOCUTORE? - "Ritengo che prima di edificare nuove moschee – ha continuato l'assessore - sia necessario che la comunità islamica indichi un interlocutore credibile con cui chiarire alcuni aspetti della cultura islamica che non si conciliano con la nostra. Chi vuole costruire luoghi di culto deve assicurare di riconoscere la parità di diritti tra uomo e donna, deve garantire che le donne non indossino burqa e niqab e non vengano sottoposte a mutilazioni genitali, deve rinnegare i matrimoni poligamici e deve accettare la presenza di simboli cattolici negli edifici pubblici".

RISPETTO NOSTRE REGOLE È VERA INTEGRAZIONE - "Riteniamo inoltre - ha concluso Bordonali - che sia sinonimo di sicurezza garantire che i sermoni vengano pronunciati in lingua italiana. La vera integrazione passa dal rispetto delle nostre regole e fino a quando non verrà sottoscritto questo accordo non possiamo permettere che vengano diffusi valori incompatibili con la nostra civiltà".



Fonte: Lombardia Notizie ven 20 nov 2015, ore 10.43
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COMMENTI

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Simpatia
(UTENTE NON REGISTRATO)
Concordo in pieno! Basta fare quello che vogliono nel nostro paese e basta lasciarglielo fare!!! Ci vuole rispetto per coltivare la civiltà...
ven 11 dic 2015, ore 23.55
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lequaspa
(UTENTE NON REGISTRATO)
la legge mi piace e concordo col giudizio di Bordonali
ven 20 nov 2015, ore 16.04
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libertà
(UTENTE NON REGISTRATO)
Che lo stato sia laico, in tutti i sensi: niente simboli religiosi, niente finanziamenti (8 per mille), luoghi di culto con regole precise (e quelle della Bordonali mi sembrano di buon senso civile), niente feste (o meglio ognuno ha a disposizione n. tot. giorni di festività che usa a proprio piacimento in base alla propria appartenenza o meno religiosa). I ministri di culto campano con le offerte, che devono essere tracciabili, e sul mantenimento pagano le tasse come tutti i residenti in Italia. Cominciamo a fare queste cose, poi vedremo...
ven 20 nov 2015, ore 15.35
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stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Da "La Stampa" del 7 settembre 2011: L’arcivescovo emerito di Smirne, Giuseppe Germano Bernardini, racconta la conversazione avuta con un leader islamico: “Grazie alle vostre leggi democratiche, vi invaderemo. Grazie alle nostre leggi religiose, vi domineremo”. Bella sintesi di quello che vedremo nei prossimi anni. Mentre proprio in Francia solo il 4,5% di chi si dichiara cattolico è pure praticante, più del 70% dei musulmani è praticante con un numero di moschee impressionante: non a caso, le associazioni islamiche ne hanno richieste il doppio di quelle esistenti. Sono però covinto che anche i (presunti) cattolici che tanto si agitano, come la Bordonali, dovrebbero cominciare a guardarsi allo specchio e chiedersi come mai chi può vantarsi delle proprie leggi democratiche lontane dalla tèocrazia, chi predica la parità tra uomo e donna, chi rinnega i matrimoni poligamici, chi pretende di vedere ovunque i cocefissi, si ritrova con i luoghi di culto, cioè le chiese, da tempo quasi deserte e con ministri di Dio in difficoltà a leggere le sacre scritture in italiano (preti cattolici stranieri sono ormai presneti in mezza Itlia per la crisi cronica di vocazioni).
ven 20 nov 2015, ore 15.04
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