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Sabato 03 Dicembre 2016 - Ore 01:21


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IL COMMENTO

Divieto di coprire il volto negli uffici pubblici, Beccalossi: bene, ora facciamolo rispettare

"Bene, anzi benissimo, i cartelli che avvisano i cittadini sul divieto d'accesso a chi indossa un casco, un passamontagna o un burqa, ma ora vigiliamo che questa disposizione venga applicata, senza 'se' e senza 'ma'. Quindi, se davvero vogliamo che questo provvedimento produca gli effetti sperati, il personale preposto al controllo applichi fin dai prossimi giorni con il massimo rigore quanto previsto dalle nuove misure di sicurezza". Lo afferma Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica, commentando la disposizione di Regione Lombardia che vieta l'ingresso negli ospedali e in tutti gli altri uffici regionali a chi indossa oggetti che impediscono la riconoscibilità.




Fonte: redazione sab 02 gen 2016, ore 12.48
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COMMENTI

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NO BURQA NIQAB
(UTENTE NON REGISTRATO)
Aspettiamo quanto prima che Fratelli d'Italia chiamino in interrogazione il Ministro dell'Interno o il Ministro Orlando per vietare Burqa e Niqab in luoghi pubblici e per strada che ormai è ora: E di chiedere al Consiglio di Stato di rivedere la sentenza 3076/2008 che stabilendo burqa e niqab "giustificato motivo" per coprirsi il volto hanno determinato una distinzione di sesso, razza e religione , cioè un privilegio lesivo del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 costituzione. Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?
lun 25 gen 2016, ore 07.20
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DIVIETO NAZIONA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il divieto di burqa e niqab negli Uffici pubblici solo in Regione Lombardia, mettono in evidenza la grande sensibilità degli amministratori di questa Regione verso i diritti umani e il diritto alla legalità dei cittadini italiani , mentre le altre Regioni non è chiaro se per paura dell'Islam, o di essere definiti razzisti, o di perdere voti degli islamici tacciono. Perchè? Non solo dovrebbe essere compito delle Regioni vietarlo all'interno dei luoghi di competenza regionale ma anche per strada e in tutta Italia. Perchè non si coinvolgono i Ministeri competenti con delle interrogazioni?
lun 25 gen 2016, ore 06.58
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mi dicono io abbia capito male. Il sottosegretario Gozi ha detto che se una donna non vuole non deve essere obbligata ad indossare il Burqa. Purtroppo è molto diverso perchè questo significa che se una donna invece vuole lo può indossare? E se siamo invece noi italiani a considerarlo contro la legge e contro i diritti inviolabili dell'uomo,visto che c'è una sentenza che lo definisce lesivo dei diritti altrui, glielo lascia indossare lo stesso? Ho cantato vittoria troppo presto?
ven 08 gen 2016, ore 10.58
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
HO SOGNATO O NO MA IERI SERA A VIRUS SU RAI 2, SE NO HO CAPITO MALE, IL SOTTOSEGRETARIO GOZI HA DETTO CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE PREVALE ANCHE SUL CORANO, E IL BURQA NON E' ACCETTABILE? FINALMENTE !!!! Aspettiamo quanto prima il divieto, anche in Europa visto che lede anche i diritti dell'uomo
ven 08 gen 2016, ore 09.07
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Volevo guardare la lotteria di capodanno ma mi sono addormentata sul divano. Che brutto messaggio. E' anche da parole come queste che c'è da dubitare che possa esserci un islam moderato che vuole integrarssi
mer 06 gen 2016, ore 23.56
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@Tina+Orio
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tranquilli sappiamo che aspettate un nuovo redivivo Carlo Martello o che ci rischieriamo a Lepanto per salvare l'Occidente. A proposito, l'ultimo vero, estremo gesto vittorioso dell'Occidente fu nelle mani di Adolf Hitler, ma andata come sappiamo. Insomma, alla fine voi due ci volte dire che servono le armi, altro che disarmare i violenti.
mer 06 gen 2016, ore 22.50
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sarei contenta se la mia ingenuità servisse a disarmare i violenti, sarebbe già un traguardo raggiunto. Non ho capito pero' perchè?
mer 06 gen 2016, ore 20.50
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Tina + Orio
(UTENTE NON REGISTRATO)
Siete di un'ingenuità disarmante, quanto di più lontano dalla cultura occidentale esista al mondo, più di un burqa o di un velo.
mer 06 gen 2016, ore 20.23
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@fortuna
(UTENTE NON REGISTRATO)
peccato, se non scrivevi potevi passare per uno intelligente hahahhaha non sai nemmeno la differenza tra hijab (velo sulla testa come le nostre nonne) burqa ecc….
mer 06 gen 2016, ore 15.35
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ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
E' tempo di saldi. Nei mercatini islamici offrono burqua di ottima fattura, di lana nera tibetana. Un vero bijou. Affrettati ad acquistarne uno per tua moglie perchè, se veste all'occidentale, corri seri rischi di portare le corna, sempre ammesso che tu non le abbia già. Un bel burqua e una buona vigilanza sono un'ottima arma di difesa.... anche se potrebbe non bastare.
mer 06 gen 2016, ore 14.37
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
TANTO PER COMINCIARE LA ZIA SUORA INDOSSA IL VELO CHE COPRE SOLO IL CAPO E NON ANCHE IL VOLTO,cosi' come facevano anche la nostre nonne e le nostre mamme in passato. Quindi il capo coperto fa parte della nostra tradizione occidentale del passato. Non ho mai visto però suore circolare col volto coperto, come invece fanno TANTE rappresentanti femminili del mondo islamico anche da noi, nè tantomeno che si facciano saltare in aria come i kamikaze, o che imbraccino il fucile o anche solo un coltello per accoltellare le persone, come abbiamo visto fare in TV in Israele. Dovrebbero essere lo Stato e i nostri politici tutti a fare da baluardo all'occidente, non io, ma vedo che i pochi che tentano di farlo vengono criticati malamente. Poveri noi, eppure persino il Presidente della Repubblica ha detto che è compito di tutti avere cura della Repubblica!
mer 06 gen 2016, ore 14.18
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fortuna
(UTENTE NON REGISTRATO)
La mia zia suora deve portare il velo, perché non la obbligate a toglierlo, come forma di difesa della cultura occidentale? Tina, per fortuna che ci sei tu a fare da baluardo all'occidente.
mer 06 gen 2016, ore 12.46
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Bravo Orio hai espresso nel migliore dei modi e in poche parole la realtà tragica affine a certe civiltà e che anche la nostra civiltà OCCIDENTALE in modo assurdo anzichè contrastare si ostina ad accettare
mar 05 gen 2016, ore 15.04
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ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mi par di capire che la violenza e l'oppressione dell'uomo sulla donna che si manifesta con l'obbligo di indossare l'orrendo burqua o niquab, sia potuto sopravvivere nei secoli e sopravviverà nei secoli futuri finchè ci sarà chi, come lei, ritiene che non valga nemmeno la pena di tentare di liberarsi da questa oppressione maschilista, da rifiutare invece con decisione nel mondo occidentale.
mar 05 gen 2016, ore 12.10
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
E' proprio perchè non sottovaluto il fatto che il burqa e niqab siano interpretabili sia come una sorta di prigione ambulante, sia come una forma estrema di coerecizione dell'uomo sulla donna che trovo demoralizzante che ancora il nostro Paese ma anche l'Europa non abbia ancora trovato la sensibilità per vietarlo senza se e senza ma. Se invece, come dimostranto è una libera scelta, poco importa perchè comunque non solo il Consiglio Costituzionale francese ha ritenuto costituzionale vietarlo in Francia ma persino la Corte Europea Diritti dell'uomo ha sentenziato essere lesivo dei diritti altrui, i nostri, perchè coprirsi il volto secondo la CEDU lede i diritti altrui di vivere in uno spazio dove la vita comune è facilitata. Ma di questa sentenza nessun politico mi pare abbia parlato e nessuna trasmissione TV che di solito affrontano tutti i problemi, persino i piu' banali, nemmeno. In uno Stato democratico, cos'altro possiamo fare se non far sentire la nostra voce appellandoci alle leggi e lodare quei politici piu' sensibili e coraggiosi che affrontano certi temi, pur trovandosi davanti o dei muri impenetrabili, oppure facili accuse di razzismo e xzenofobia:
mar 05 gen 2016, ore 11.04
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@tina
(UTENTE NON REGISTRATO)
Ma con il velo che oscura il pensiero, é difficile vedere chiaro. Se non guardi oltre il velo e non capisci che il burqa é uno strumento di oppressione dell'uomo sulla donna, vedi proprio poco e ti fermi alle apparenze. O alle norme ed alle leggi, che sono certo importanti ma devono servire alla persone, non viceversa.
mar 05 gen 2016, ore 10.29
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
E' davvero difficile abbattere il muro di chi non vuol capire o fa finta di non capire
mar 05 gen 2016, ore 08.38
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@tina
(UTENTE NON REGISTRATO)
Dirti che hai il cervello velato non vuole essere una offesa, ma un invito. Non certo un obbligo, sei libera di portalo, se lo desideri.
mar 05 gen 2016, ore 08.17
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A CUCINARE!
(UTENTE NON REGISTRATO)
E' ancora lunga la strada per sconfiggere totalmente chi manda le donne a cucinare quando non sta loro bene cio' che dicono. Ecco perchè i BurKa piacciono tanto
mar 05 gen 2016, ore 06.30
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@Pretese
(UTENTE NON REGISTRATO)
Già, e io invece non voglio un medico donna perchè non voglio spogliarmi e farle vedere il pisello...
lun 04 gen 2016, ore 17.12
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@TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
tina, ghet mia na farauna de fa cöser?
lun 04 gen 2016, ore 16.21
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ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tanto per cominciare se in Italia davvero c'è un marito musulmano (probabilmente un Imam) che obbliga la moglie ad andare in giro col burqua o col niquab quello sarebbe da espellere immediatamente con tutta la famiglia. Attiviamo il diritto all'espulsione per incompatibilità di integrazione.
lun 04 gen 2016, ore 15.04
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Gentile "deboli" non pare che queste donne in niqab siano poi cosi' fragili come pensi tu. Basta leggere nel loro sito niqab.it e scoprirai che sanno difendersi molto bene, dato che sostengono che avranno il velo sul volto ma non nel cervello e già promettono ricorsi verso gli amministratori , e addetti ospedalieri ed altri che impediranno loro di entrare col volto coperto nelle strutture pubbliche. Anch'io pensavo fossero sottomesse fino a che nel mio Paese di nascita non è successo che una donna musulmana avvertita di fare la fila in un negozio, ha risposto con aria aggressiva che fra un po' vedremo noi chi farà la fila. Segno evidente che vengono ben istruite e non ci sarà da meravigliarsi se un giorno ci troveremo sottomessi d'improvviso all'ISLAM e come tanti allocchi staremo anche a chiederci perchè? Offendimi pure se vuoi, se ti fa stare meglio, ma io cerco solo di esprimere il mio pensiero.
lun 04 gen 2016, ore 14.47
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deboli
(UTENTE NON REGISTRATO)
A pagare il prezzo di qs stupida propaganda ideologica, saranno le donne più deboli, quelle che già subiscono l violenza di dover indossare il velo. Sia ai loro mariti che ai leghisti, interessa il velo, non la persona. Sono uguali ! Secondo me anche la tina é velata nel cervello.
lun 04 gen 2016, ore 14.33
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Pretese
(UTENTE NON REGISTRATO)
Voglio tenere il velo, avere camere separate dagli altri degenti e farsi visitare solo da medici donne? Esistono anche le cliniche private.
lun 04 gen 2016, ore 14.08
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@vecchio
(UTENTE NON REGISTRATO)
certo che uno può seguire la sua religione ( almeno in Italia dove non massacriamo nessuno solo perché religiosamente non è allineato alla maggioranza, vedi stragi di cristiani nel mondo) ma uno è OBBLIGATO a rispettare le leggi che uno stato laico si è dato. Non è legge Italiana i dettami del Corano, da noi non si lapidano le donne per adulterio ad esempio. Il volto coperto, in particolare nei luoghi pubblici, è una norma sulla sicurezza, resa ancora più attuale dai vili attentati di matrici islamica. Uno può seguire la sua religione? In Brunei e in Somalia è stato vietato di festeggiare il Natale, in Brunei chi celebra il natale in qualsiasi modo, viene condannato a 5 anni di carcere. Perché? perché celebrare il natale offende o contamina la cultura islamica del paese. che dici ti sembra uguale la vita di un mussulmano in Italia?
lun 04 gen 2016, ore 13.57
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non solola Corte Costituzionale ha stabilito nella sentenza 353/1997 che presidiare le proprie frontiere è un compito ineludibile dello Stato, e che le regole stabilite sull'immigrazione vanno rispettate e non eluse perchè sono poste a difesa della collettività nazionale e a tutela di coloro (presumo gli stranieri)che le hanno rispettate e che potrebbero trarre danni dalla tolleranza di situazioni illegali (quindi non va tollerata la clandestinità: Ma la Corte Costituzionale pare aver emesso un'altra sentenza la 250/2010 con la quale stabilisce che il reato di clandestinità della Bossi-Fini non è nè irrazionale nè arbitrario, in quanto posto a difesa di valori di rango costituzionale, quali la difesa dei confini, la sicurezza, la sanità e l'ordine pubblico, e che è sbagliato ritenerlo un reato di mera disobbedienza non offensivo, perchè al contrario offende questi valori di rango costituzionale.Il reato di clandestinità non è diretto a sanzionare una condotta di vita ma soltanto l'INOSSERVANZA DELLE NORME SULL'INGRESSO E IL SOGGIORNO DELLO STRANIERO NEL TERRITORIO DELLO STATO. Perchè nessun politico e nemmeno in TV nessuno ha mai parlato di questa importante sentenza a difesa degli italiani dall'immigrazione clandestina?
lun 04 gen 2016, ore 10.14
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ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Al contrario, il fatto che a sostenere che anche la corte Costituzionale abbia stabilito che difendere le frontiere sia un compito ineludibile dello Stato non solo evidenzia che Mussolini sosteneva una cosa giusta: Ma c'è chi invece pensa che essere contro l'immigrazione clandestina, cosi' come la difesa dei confini sia da ritenersi un'idea razzista, xenofoba e fascista che invece non è, è semplicemente una cosa giusta visto che lo conferma anche la Corte Costituzionale:
lun 04 gen 2016, ore 09.27
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@ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Ma scusa, perchè uno ha citato Mussolini sull'argomento, devi subito pensare a fascismo, razzismo e xenofobia? Guarda che Mussolini ha fatto anche delle cose giuste in Italia e se ha affermato questo sulle frontiere non vedo perchè devi dire che non va bene solo perchè è stato lui a dirlo! Mi sembra la solita posizione preconcetta...
lun 04 gen 2016, ore 09.21
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ORIO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Che le frontiere vanno difese lo sostiene allora anche la Corte Costituzionale. Cosa c'entra allora il fascismo, il razzismo e la xenofobia con tutto ciò?
lun 04 gen 2016, ore 08.22
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Invece che lo IUS SOLI o lo IUS CULTURA, regalato impropriamente a chiunque arriva senza nemmeno chiedersi se condivide o meno la nostra civiltà, sarebbe molto meglio trasformare prima in legge la "Carta dei Valori Cittadinanza e Integrazione DM.23/4/2007" che essendo un decreto ministeriale e non una legge dicono non avere vincolante nel nostro Paese. Questo Carta dei Valori di Cittadinanza e Integrazione è come ho già detto, quanto di piu' bello sia stato scritto e pensato dopo la Costituzione (emanata tra l'altro durante un Governo di sinistra) e non solo andrebbe trasformata in una legge dello Stato a tutti gli effetti dal valore vincolasnte, ma anche posta come appendice nella nostra Costituzione. Non solo definisce inaccettabili forme di vestiario che coprono il volto perchè questo impedisce il riconoscimento della persona E LA OSTACOLA AD ENTRARE IN RAPPORTO CON GLI ALTRI (piu' o meno quello che ha sostenuto la Corte Europea Diritti dell'Uomo rivelandone la violazione), ma tratta altri temi come la poligamia da noi vietata, l'infibulazione, altra pratica barbara a noi sconosciuta prima dell'avvento dell'immigrazione mondiale) la possibilità di cambiare religione, la non violenza imposta dalla religione(Kamikaze e altro) ecc.ecc.: Prima di cedere il nostro Paese a una piu' che probabile sopraffazione islamica con lo IUS SOLI, sarebbe meglio pensarci bene, perchè a farne le spese non saremo noi, ma certamente i nostri figli e nipoti ignari e incolpevoli di tanta superficialità o no? Perchè la Carta dei Valori cittadinanza e integrazione non è stata trasformata in legge vincolante dello Stato? Perchè invece quasi nessuno la conosce e sembra ormai andata nel dimenticatoio? NO ALLO IUS SOLI
lun 04 gen 2016, ore 06.56
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Nel Paese europeo piu' laico , la Francia, hanno emanato una legge che vieta a tutti di circolare dissimulando il volto e non solo per ragioni di sicurezza.In Francia sono fortunati perchè tante leggi vengono preventivamente controllate nella loro costituzionalità dal Consiglio Costituzionale (magari lo si facesse anche da noi, ne gioverebbe la nostra democrazia) e cosi' è stato. Il Consiglio Costituzionale ha analizzato questa legge e l'ha definita costituzionale e quindi la dissimulazione del volto che comprende quindi anche il burqa e il niqab, in Francia sono vietati. Non convinta di questa sentenza, una musulmana francese si è rivolta alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo, che comunque ha stabilito che la dissimulazione del volto rendendo difficoltoso il rapporto con gli altri lede il diritto altrui di vivere in uno spazio comune dove la vita è facilitata. Perciò il burqa e il niqab non solo vanno vietati per motivi di sicurezza, ma soprattutto perchè circolare col volto coperto lede i diritti dell'uomo, ossia quello di vivere in uno spazio comune dove la vita è facilitata.Se ci dobbiamo considerare allora cittadini europei, con questa sentenza non solo il burqa e il niqab andrebbero vietati in Lombardia, ma in tutta Italia e in Europa, perchè se burqa e niqab ledono i diritti dell'uomo in Francia li ledono anche in tutta Italia e in tutta Europa, dove questa convenzione europea ha valore. Per una volta che la Corte Europea diritti dell'uomo emana una sentenza che va a favore dellA NOSTRA TRADIZIONE di vivere e circolare a volto scoperto riconoscendoci tutti, la si dovrebbe applicare immediatamente o no? Possibile che con tutte le donne che ci sono in Europa, sia stato solo il leghista Buonanno a presentarsi con un niqab al Parlamenti europeo (tanto per sensibilizzare questi nostri rappresentanti poco rappresentanti) proprio il giorno in cui questa sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo ne ha stabilito la violazione dei diritti dell'uomo?
lun 04 gen 2016, ore 06.10
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Nel Paese europeo piu' laico , la Francia, hanno emanato una legge che vieta a tutti di circolare dissimulando il volto e non solo per ragioni di sicurezza.In Francia sono fortunati perchè tante leggi vengono preventivamente controllate nella loro costituzionalità dal Consiglio Costituzionale (magari lo si facesse anche da noi, ne gioverebbe la nostra democrazia) e cosi' è stato. Il Consiglio Costituzionale ha analizzato questa legge e l'ha definita costituzionale e quindi la dissimulazione del volto che comprende quindi anche il burqa e il niqab, in Francia sono vietati. Non convinta di questa sentenza, una musulmana francese si è rivolta alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo, che comunque ha stabilito che la dissimulazione del volto rendendo difficoltoso il rapporto con gli altri lede il diritto altrui di vivere in uno spazio comune dove la vita è facilitata. Perciò il burqa e il niqab non solo vanno vietati per motivi di sicurezza, ma soprattutto perchè circolare col volto coperto lede i diritti dell'uomo, ossia quello di vivere in uno spazio comune dove la vita è facilitata.Se ci dobbiamo considerare allora cittadini europei, con questa sentenza non solo il burqa e il niqab andrebbero vietati in Lombardia, ma in tutta Italia e in Europa, perchè se burqa e niqab ledono i diritti dell'uomo in Francia li ledono anche in tutta Italia e in tutta Europa, dove questa convenzione europea ha valore. Per una volta che la Corte Europea diritti dell'uomo emana una sentenza che va a favore dellA NOSTRA TRADIZIONE di vivere e circolare a volto scoperto riconoscendoci tutti, la si dovrebbe applicare immediatamente o no? Possibile che con tutte le donne che ci sono in Europa, sia stato solo il leghista Buonanno a presentarsi con un niqab al Parlamenti europeo (tanto per sensibilizzare questi nostri rappresentanti poco rappresentanti) proprio il giorno in cui questa sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo ne ha stabilito la violazione dei diritti dell'uomo?
lun 04 gen 2016, ore 06.09
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@ 22.45
(UTENTE NON REGISTRATO)
La donna velata ha chiesto di essere visitata da un medico donna perchè non vuole essere visitata da un medico uomo, in quanto la sua religione lo proibisce. Ma il medico donna non può intervenire perchè sta tentando di convincere un paziente a fare una trasfusione, necessaria a salvargli la vita ma proibita dalla religione del paziente stesso. Pertanto la donna velata rimane ancora in sala d'attesa, dove è seduta a fianco di una ragazza che, a seguito di una violenza, desidererebbe interrompere la gravidanza (come consentito per legge) ma è in attesa di un altro medico perchè quello presente si rifiuta di intervenire in quanto obiettore di coscienza. Nel frattempo al pronto soccorso arrivi tu, accusando forti dolori addominali: ti riceve un vigilante col passamontagna che ti indirizza ad una dottoressa velata; che, per motivi religiosi, si rifiuta di effettuare palpazione del ventre di un uomo. Quindi puoi metterti tranquillamente in attesa anche tu. E puoi tenere il casco.
lun 04 gen 2016, ore 00.57
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Nella Senti
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non intendo discutere la bontà o meno del burqa, personalmente considero ovviamente ignobile l’idea che una persona sia in qualche misura obbligata a vestirsi in un certo modo. In Lombardia, come purtroppo in altri luoghi, vige ora il divieto per via amministrativa di indossare, ovunque in pubblico, il burqa, per motivi di sicurezza e, motivazione aggiunta, “anche, in nome della dignità della donna”. L’ancoraggi o giuridico del provvedimento è il Regio decreto 18 giugno 1931 (Cd. Codice Rocco), la Legge n. 152 12 maggio 1975 (Cd. Legge Cossiga) e il “pacchetto sicurezza” che amplia la facoltà degli amministratori in materia di ordinanze. Surrealmente la citata legislazione di impronta fascista ed emergenziale, viene utilizzata dalla Lega Nord come fondamento giuridico per il divieto di indossare il burqa in “luoghi pubblici e/o aperti al pubblico”, dunque non solo negli uffici pubblici o nelle scuole (come in Francia e per tutti i simboli religiosi) ma dovunque. La questione di sicurezza pubblica ed i fondamenti giuridici della proposta mi appaiono semplicemente surreali. Mi chiedo infatti quale grave pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza possano rappresentare le donne che si “aggirano” “armate” di burqa per le strade della città mentre per il riconoscimento in caso di eventuali controlli, basterebbe, come del resto avviene per i motociclisti, chiedere la disponibilità a mostrare il volto agli addetti alla pubblica sicurezza senza alcun divieto totale. L’altro argomento, di chi, “progressista”, ritiene che sia lecito utilizzare gli strumenti di uno stato di polizia per un fine giusto e nobile, cioè difendere la dignità delle donne, mi appare altrettanto pericoloso. Vietare infatti senza se, senza ma e senza alcun riguardo alla volontà delle interessate, su tutto il territorio un determinato modo di vestire, per quanto esso possa apparirci, come in effetti personalmente mi appare, degradante, è un provvedimento profondamente illiberale che rappresenta un pericoloso precedente. Ritengo che lo Stato, a maggior ragione lo Stato più laico del mondo e sappiamo bene che il nostro non lo è, debba stare rigorosamente fuori da questioni strettamente personali, siano esse la camera da letto o l’armadio. Quando lo Stato comincia a proibire un determinato modo di vestire, anche quando quello stato non è l’Iran, dovremmo tutti cominciare a preoccuparci poiché la dignità delle donne non si difende con un atteggiamento ugualmente integralista e con strumenti da stato “etico” di polizia. Il burqa e ciò che rappresenta si devono certamente combattere ma si possono efficacemente battere solo sul piano culturale e non con strumenti appunto da stato di polizia che rischiano, per di più, di produrre effetti controproducenti. Questa scelta rischia infatti di accentuare l’isolamento della comunità mussulmana e di produrre reazioni di chiusura e di rifiuto ad una, già di per sé difficile, integrazione. Altri sono invece gli strumenti per difendere la dignità delle donne, anche delle donne migranti. A partire da un percorso di piena integrazione nella comunità, in tutti i luoghi fondamentali a partire dalla scuola e dal lavoro, un percorso che deve necessariamente comprendere il riconoscimento di diritti, oltre che di doveri, come ad esempio la piena concessione del diritto di cittadinanza per i nati in territorio italiano – il cosiddetto “ius solis”. Proporre al contrario strumenti di tipo repressivo, per di più ispirati da una sub cultura integralista, non può che alimentare diffidenza e sospetti, fondati, di discriminazione. Gli stessi promotori del provvedimento non a caso pretendono l’imposizione del crocifisso in tutti gli uffici pubblici, ad ennesima testimonianza dell’ispirazione integralista dalla quale provengono queste proposte sbagliate.
dom 03 gen 2016, ore 22.57
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pronto soccorso
(UTENTE NON REGISTRATO)
La donna velata in pronto soccorso aspetta ancora che ci si decida se cacciarla o visitarla. Alla poveretta, oltre alla violenza per il burqa imposto dal marito spetta pagare con la vita la propaganda dei politici da strapazzo che abbiamo in regione?
dom 03 gen 2016, ore 22.45
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TINA C
(UTENTE NON REGISTRATO)
"Le ragioni della solidarietà umana non possono essere affermate al di fuori di un corretto bilanciamento dei valori in gioco, di cui si è fatto carico il legislatore. Lo Stato non può infatti abdicare al compito, ineludibile, di presidiare le proprie frontiere:le regole stabilite in funzione d'un ordinato flusso migratorio e di un'adeguata accoglienza vanno dunque rispettate, e non eluse, o anche soltanto derogate di volta in volta con valutazioni di carattere sostanzialmente discrezionale, essendo poste a difesa della collettività nazionale e,insieme, a tutela di coloro che le hanno osservate e che potrebbero ricevere danno dalla tolleranza di situazioni illegali" Sentenza Corte Costituzionale 353/1997
dom 03 gen 2016, ore 19.52
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@@TINA C:
(UTENTE NON REGISTRATO)
Brava TINA C: "Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono" (Benito Mussolini) e soprattutto "Non possiamo dare la libertà a coloro che ne profitterebbero per assassinarci" (Benito Mussolini).
dom 03 gen 2016, ore 19.07
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@Domanda
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se un paziente invece si rifiuta di spogliarsi, cosa deve fare il medico per visitarlo?
dom 03 gen 2016, ore 16.00
Immagine profilo
TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Io sono nata dopo la guerra e il fascismo non so nemmeno cosa sia a parte ciò che veniva raccontato in famiglia che erano di idee socialiste e comuniste. Non ho mai avuto tessere di nessun tipo se non quelle del supermercato e francamente in questo enorme calderone che è la politica è difficile credere completamente in qualcuno. Però ciò che cerco sempre di fare è non perdere l'obiettività e cosi' come sono completamente d'accordo con Renzi che evita accuratamente di portarci in guerra che sarebbe un errore fondamentale, della sua politica lassista sull'immigrazione non condivido proprio nulla e nemmeno del prossimo IUS SOLI che ci porterà quasi certamente a una rapida islamizzazione, questa legge poi mette sullo stesso piano chi ha un permesso di soggiorno per lungosoggiornanti con chi ha una cittadinanza e c'è da chiedersi quanto sia costituzionale tutto ciò, oltre che dare proprio la sensazione che la cittadinanza italiana e i nostri valori abbiano cosi' poca importanza tanto da poterla regalare cosi' facilmente a chiunque anche a chi non condivide proprio nulla delle nostre tradizioni mi sembra un tradimento nei confronti dei nostri genitori e nonni che per questo Paese hanno passato anche 2 guerre e l'hanno ricostruito con sacrifici e fatica e anche in miseria. Della Lega non ho mai condiviso l'idea di secessione nè il federalismo che ora paiono piu' sfumati nelle loro intenzioni, ma condivido pienamente il loro tentativo di contrastare l'immigrazione clandestina e quella che è una vera e propria invasione anche di falsi profughi, terroristi jhadisti, criminali e furbi di ogni tipo e che mette in evidenza di quanto le nostre frontiere e la nostra sicurezza siano un vero e proprio colabrodo. Come potrei non lodare poi la Lega e la Regione Lombardia che dopo tantissimi anni che aspetto questo divieto di far circolare i Burqa o Niqab , finalmente ha preso una decisione per eliminare questa evidente discriminazione nei confronti della nostra tradizione di vivere e circolare a volto scoperto riconoscendoci tutti? Chi dovrei lodare, la sinistra che se fosse stata coerente avrebbe dovuto essere la prima a fare chiarezza dopo che nella Carta dei Valori di Cittadinanza e integrazione DM.23/4/2007 emanata proprio durante un governo di sinistra, all'art.26 ha indicato chiaramente che non sono accettabili forme di vestiario che coprono il volto perchè ciò impedisce il riconoscimento della persona e la ostacola ad entrare in rapporto con gli altri? O il Movimento 5Stelle che beato chi comprende come la pensa sull'immigrazione e il burqa e lo Ius soli? O Forza Italia che aveva promesso con la Carfagna Ministro delle Pari Opportunità di vietare il Burqa e non l'ha fatto? Chi ha pagato per essersi messa contro il >Burqa se non erro è stata la coraggiosa Daniela Santanchè, che poi è stata condannata se non erro per non aver comunicato nei tempi dovuti la manifestazione che era intenzionata a fare contro i burqa. Non mi pare siano però stati puniti allo stesso modo gli islamici che hanno invaso le piazze a Milano o in altre città e che come lei non avevano dato comunicazione nei tempi dovuti: Due pesi e due misure?
dom 03 gen 2016, ore 13.42
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Domanda
(UTENTE NON REGISTRATO)
Un donna velata si presenta in pronto soccorso con forti dolori addominali. Che succede? Viene respinta se rifiuta di togliere il velo? Teniamo presente che le donne che si velano sono le vittime dei loro mariti, difficilmente possono decidere cosa fare. L'applicazione bieca della norma rischia di far pagare alle donne più deboli il prezzo della propaganda politica. (la sicurezza non é il vero motivo, mai un terrorista si metterebbe il burqa perché sarebbe subito sospettato).
dom 03 gen 2016, ore 13.41
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@TINA C:
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mi spiace che citi Giorgia Meloni alla fine del suo post: ci conferma che anche Lei sconfina, come è ovvio ed inevitabile, nella politica e che ci confermi come la Regione Lomardia a guida leghista, che Lei loda, abbia agito per fine meramente politici oltrechè razzisti, xenofobi e discriminatori come è nel DNA dei fazzuoli verdi. Ma anche nel DNA dei neo camerati ai quali lei affida il motto finale "l'unione fa la forza". A noi ! Vincere e vinceremo !
dom 03 gen 2016, ore 11.16
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TINA C.
(UTENTE NON REGISTRATO)
Gli unici che potrebbero mettere i bastoni tra le ruote sono le varie associazioni che difendono gli immigrati, ma non altrettanto gli italiani e la Magistratura. E' vero che la legge nazionale esiste la 152/75 art.5, ma al contrario di quanto tutti pensano (a quanto pare anche il Ministro della Giustizia),questa legge è stata vanificata pare proprio dalla Magistratura che in varie sentenze ha praticamente escluso il burqa e niqab dal divieto previsto da questa legge. Ma la magistratura non sbaglia mai? Mi scuso per la mia ignoranza ma quando un Magistrato interpreta una legge lo deve fare anche tenendo conto della Costituzione che tutti devono osservare come legge fondamentale della Repubblica come prevede il capitolo XVIII della Costituzione oppure no? Perchè se deve tener conto anche della Costituzione allora ritenere burqa e niqab giustificato motivo con cui coprirsi il volto in quanto espressione di una tradizione di determinate culture o per motivi religiosi, come e stato scritto in varie sentenze, questo significa mettere questa cultura e questa religione su un gradino superiore rispetto a noi e quindi creare un privilegio,una distinzione, una discriminazione di sesso e religione lesivi dell'uguaglianza di cui all'art. 3 Costituzione che non consente privilegi nè di sesso, nè di razza nè di religione davanti alla legge, o no? Anche loro come noi dovrebbero potersi coprire il volto o solo con una sciarpa però quando fa freddo o con una mascherina medica quando una malattia lo prevede, o una mascherina antismog quando però c'e' effettivamente lo smog e quindi non sempre, e non invece coprirsi il volto sempre all'interno all'esterno in ogni ora e in ogni luogo come fa chi indossa un burqa o un niqab. Apprezzabile la Regione Lombardia per il coraggio e per vietarlo nei luoghi di propria competenza regionale, però burqa e niqab andrebbero vietati su tutto il territorio nazionale e anche per strada e nei giardini. La decisissima Giorgia Meloni non ha mai affrontato questa problematica a livello nazionale come unica donna a capo di una forza politica c'è speranza che porti questo tema nelle aule del Parlamento per risolverlo una volta per tutte che ormai è ora e siamo stanchi di essere noi italiani ad essere sempre discriminati? L'unione fa la forza
dom 03 gen 2016, ore 06.44
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stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Ricordimaoci tutti le "motivazioni di sicurezza" che hanno portato alla intransigente delibera regionale e ricordiamoci pure che tali previsioni sono già ampiamente disposte e normate dalla giurisprudenza vigente dello Stato. Ricordiamoci così alla fine che non ci sono limiti alla propaganda politica.
sab 02 gen 2016, ore 12.52
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