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ECONOMIA
cresce industria e cresce l'artigianato

Cresce la produzione industriale e riprende l’attività nell’artigianato manifatturiero

L’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane – secondo una nota del Centro Studi AIB - ha sperimentato nel quarto trimestre del 2015 un nuovo incremento, che si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una graduale, sebbene moderata, ripresa. Il mercato domestico ha infatti trascinato al rialzo le vendite, mentre quelle nei Paesi extra UE hanno evidenziato una frenata, a seguito della minore domanda proveniente dalle aree emergenti.

Nel dettaglio, la produzione industriale ha registrato una crescita congiunturale dell’1,7%, che porta il tasso tendenziale (cioè la variazione dell’indice nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente) a +3,8% (il valore più alto da fine 2010). Nel complesso, il 2015 si è chiuso con un incremento medio della produzione dell’1,6%, frutto di una componente ereditata dal 2014 di segno negativo (-1,2%) e di una componente propria positiva (+2,8%). La variazione trasmessa al 2016 è pari a +1,0%: ciò sta a indicare che la crescita nell’anno in corso beneficerà, dal punto di vista algebrico, di un abbrivio favorevole, conseguenza del consolidamento ciclico del made in Brescia nei passati trimestri. La distanza dal picco di attività pre-crisi (primo trimestre 2008) si attesta intorno al 27%.

Il quadro congiunturale dell’artigianato manifatturiero bresciano – secondo quanto rileva l’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Brescia - nel quarto trimestre evidenzia una ripresa dell’attività produttiva, con una crescita tendenziale dei livelli di produzione dell’1,7% e dalla dinamica congiunturale positiva, seppur più contenuta (+0,9%).

Ne deriva un risultato annuo positivo con una crescita dell’1,3% sul 2014, confermato anche dagli altri indicatori congiunturali. Il fatturato, infatti, aumenta dell’1,2% sia rispetto al quarto trimestre del 2014 sia nei confronti del terzo trimestre, a cui si aggiungono gli incrementi degli ordinativi pari allo 0,2% rispetto al terzo trimestre 2015 e allo 0,8% sullo stesso periodo dello scorso anno.

La crescita della produzione dell’artigianato bresciano (+1,7% tendenziale) si inserisce in un quadro regionale di ripresa produttiva più intensa, pari al +2,7% tendenziale. Il recupero della dinamica produttiva dell’artigianato trova conferma nell’evoluzione dell’indice della produzione industriale manifatturiera che, dopo avere raggiunto il punto di minimo alla fine del 2012, ha imboccato un sentiero di crescita lento. Bisognerà aspettare i trimestri successivi per valutare la solidità della ripresa poiché il gap tra i livelli attuali e quelli pre-crisi è ancora ampioI principali indicatori dell’industria:

Riguardo ai settori produttivi, l’attività è aumentata significativamente nei comparti: carta e stampa (+6,7%), materiali da costruzione ed estrattive (+6,7%), metallurgico e siderurgico (+4,1%), agroalimentare e caseario (+3,9%), chimico, gomma e plastica (+3,6%. Ha invece evidenziato un’evoluzione relativamente meno intensa nei comparti: meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche (+1,6%), abbigliamento (+1,5%), tessile (+0,8%), maglie e calze (+0,6%), meccanica tradizionale e mezzi di trasporto (+0,3%), legno e mobili in legno (+0,2%), calzaturiero (+0,1%).

Le vendite sul mercato italiano sono aumentate per il 56% delle imprese, diminuite per il 14% e rimaste invariate per il 30%. Le vendite verso i Paesi comunitari sono salite per il 39% degli operatori, scese per il 19% e rimaste stabili per il 42%; quelle verso i Paesi extra UE sono cresciute per il 27%, calate per il 25% e rimaste invariate per il 48% del campione.

I costi di acquisto delle materie prime sono diminuiti per il 23% delle imprese, con un decremento medio dello 0,9%. I prezzi di vendita dei prodotti finiti sono stati rivisti al ribasso dal 16% degli operatori, con una flessione media dello 0,9%.

Le previsioni per i prossimi mesi sono complessivamente ottimistiche: la produzione è attesa in aumento da 31 imprese su 100, stabile dal 57% e in flessione dal rimanente 12%.

Gli ordini provenienti dal mercato domestico sono in aumento per il 27% delle imprese, stabili per il 61% e in contrazione per il 12%; quelli dai Paesi UE sono in crescita per il 22% del campione, invariati per il 64% e in flessione per il 14%; quelli provenienti dai mercati extracomunitari sono in rialzo per il 20% delle aziende, stabili per il 72% e in diminuzione per l’8%. La manodopera è attesa in aumento dal 9% degli intervistati, invariata dall’82% e in diminuzione dal 9%.

I principali indicatori dell’artigianato:

Solo quattro settori della manifattura artigiana, su undici, registrano variazioni tendenziali negative: il tessile (-1,3%), la meccanica (-1,2%), l’alimentare (-0,8%) e le industrie varie (-0,5%). Tra gli aumenti più rilevanti si evidenziano la carta-editoria (+17%), l’abbigliamento (+9,2%), i minerali non metalliferi (7,5%), il legno – mobilio (6,7%) e la siderurgia (+1,3%).

Il fatturato del comparto artigianato chiude l’anno con una dinamica positiva che fa registrare un incremento tendenziale e congiunturale dell’1,2% contribuendo al risultato complessivo che ha visto una crescita annua del 2,4% rispetto al 2014. Le dinamiche sono evidenti anche dall’andamento dell’indice destagionalizzato del fatturato totale che ha un andamento simile a quello visto per la produzione industriale; in recupero, rispetto al 2012 ma ancora lontano dai massimi raggiunti nel 2007.

Gli ordini sono cresciuti nel quarto trimestre del 2015 dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso trainati dagli ordini esteri che hanno registrato una buona dinamica pari al 13%; quelli interni, invece, continuano a diminuire (-0,4% tendenziale).

Il 2015 si chiude con un risultato positivo anche per l’occupazione che registra un incremento, rispetto al trimestre scorso, del 2%. Diminuisce la quota di imprese che hanno fatto ricorso alla Cassa integrazione guadagni che passa dal 10,3% del terzo trimestre al 9,8% attuale. Contrariamente ai dati complessivamente positivi di fine anno le aspettative degli imprenditori artigiani per il primo trimestre del 2016 non sono ottimistiche. Gli indicatori della produzione e dell’occupazione si mantengono su un territorio negativo poiché prevalgono le ipotesi di diminuzione rispetto a quelle di aumento. Per la domanda interna le attese sono pessimistiche,

mentre ottimistiche sono le aspettative per la domanda estera.



Fonte: Redazione mer 10 feb 2016, ore 11.01
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