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A Brescia 200 case popolari disponibili, ma in graduatoria ci sono 2.380 famiglie

Il Comune di Brescia ha diffuso la graduatoria relativa al bando per le assegnazioni degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale e a canone moderato.

Sono 2380 le famiglie bresciane idonee (di cui il 65% straniere) che hanno richiesto un alloggio, ma solo 200 gli appartamenti che il Comune metterà a disposizione.

Per accedere alla graduatoria bisogna essere residenti sul territorio italiano da almeno 5 anni, seguono poi delle valutazioni e dei punteggi in base al numero dei membri dei nuclei familiari, alle condizioni di salute, al reddito che vanno poi a determinare la posizione nella lista.



Fonte: redazione gio 05 mag 2016, ore 12.17
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COMMENTI

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@pakistani
(UTENTE NON REGISTRATO)
Occhio che con questo sistema di cittadinanza facile poi gli stranieri divenuti per convenienza cittadini italiani si portano via di nuovo tutto. Ieri un senegalese mi diceva che, avendo avuto la cittadinanza italiana, ha ora diritto agli assegni familiari anche per tutti i figli che ha in africa E noi paghiamo... Poi ci intortano con la palla che sono una risorsa. Ma fatemi il piacere...
ven 06 mag 2016, ore 13.19
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Pakistani
(UTENTE NON REGISTRATO)
Le case popolari dovrebbero essere riservate ai cittadini ITALIANI
ven 06 mag 2016, ore 01.20
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@ ISOLDICISONO
(UTENTE NON REGISTRATO)
Grazie, ogni tanto qualcuno scrive qualcosa di sensato in questa marea di commenti qualunquisti.
ven 06 mag 2016, ore 00.52
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Considerazione
(UTENTE NON REGISTRATO)
Siamo sempre alle solite e, come sempre, i più ipocriti sono i sinistri. E' come il discorso dell'evasione: tutti contro e ad individuare chiaramente dov'è l'evasione e quali categorie evadono, continuando ad additare il fenomeno come l'origine di tutti i mali del nostro paese e a giustificare altre ingiustizie in nome di questo fenomeno, come dire, siccome rubi, allora io sono autorizzato a riempire il paese di stranieri e di aiutare loro e non i nostri, come punizione. Poi, quando salgono al potere queste forze politiche paladine della lotta all'evasione, non fanno nulla e non risolvono quello che dicono essere il male del paese e, peggio ancora, non applicano le ricette che per decenni continuano a decantare alla povera gente che ancora crede a loro. Stessa cosa con le case dell'Aler...
gio 05 mag 2016, ore 19.23
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@bah?!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sì, e poi cosa fai? Gli mandi lo sfratto e, dopo anni, se ne vanno, forse? E intanto chi ha bisogno aspetta...
gio 05 mag 2016, ore 19.18
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@I SOLDI CI SON
(UTENTE NON REGISTRATO)
Giusto. Peccato che ogni governo non riesca a svincolarli. E ancora piu' grave che forze politiche che si dichiarano di sinistra e vicino ai piu' deboli di fatto non fanno niente, anche quando sono al potere. Quindi il problema e' uno solo: una classe politica clientelare solo in cerca di consensi facili, incapace di aggredire i veri problemi, che sono quelli che per decenni creano disastri agli ultimi.
gio 05 mag 2016, ore 18.59
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bah?!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Verificate il reddito reale di qualcuno...di sicuro la lista si dimezza
gio 05 mag 2016, ore 18.46
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I SOLDI CI SONO
(UTENTE NON REGISTRATO)
L’emergenza abitativa è sotto gli occhi di tutti, gli sfratti e le famiglie coinvolte, in Italia, sono più di 50mila. Ma i soldi per l’edilizia pubblica ci sono e I fondi sono su questo conto: il c/c 28128 della Cassa depositi e prestiti (Cdp), dove ci sono più di 2 miliardi e mezzo di euro. Si tratta di un fondo vincolato, può essere utilizzato solo per l’edilizia popolare, eppure questi soldi sono lì fermi, ibernati. Da quasi 20 anni. Un paradosso inspiegabile, sono soldi che i lavoratori hanno cacciato di tasca propria, dalla busta paga, fino al 1996. Da quell’anno in poi sono cessati i prelievi in busta per rimpinguare il fondo Ex-Gescal. Questi soldi servirebbero per tamponare una situazione d’emergenza (circa un milione di nuclei per Nomisma sono in disagio abitativo) che si porta appresso più di 150.000 richieste di esecuzione e quasi 80.000 provvedimenti di sfratto. E questo solo nel 2014. Da allora i dati non sono mai scesi sotto la soglia di allerta. Dal 2013 al 2014 si è registrato un aumento del 14% di esecuzioni, il dato è cresciuto anche nel 2015 e non c’è da sperare in novità per il 2016. Non è un caso che la maggioranza di questi sfratti (69.015 su un totale di 77.278) sono avvenuti per morosità (incolpevole) e cause connesse. Nella maggioranza dei casi si tratta di sfratti in città: Torino, Milano, Venezia, Verona, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo, da sole raccolgono circa il 41% dei provvedimenti di rilascio emessi in tutto il territorio nazionale. I soldi dunque ci sono, ma non si usano. Dall’ultima ricognizione della Cdp tra giacenze (1.017.779.954 di euro) ovvero soldi fermi, e competenze ovvero soldi assegnati ma non spesi (1.347.168.302 euro) e i GiroFondi – da avere dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti (che sono altri 356 milioni di euro), si arriva a una cifra importante. E questi sono i soldi in circolazione. Più fermi che in circolazione a dire il vero. La somma supera i 2 miliardi e mezzo. Alcune regioni li hanno usati anche sapientemente, altre invece questi fondi li hanno lasciati a impolverare nel baule. La verità è che i soldi non vengono usati per non fare concorrenza all’edilizia privata. E intanto i più sprovveduti abboccano alle fandonie degli istigatori di professione e si lasciano trascinare nelle guerre fra poveri.
gio 05 mag 2016, ore 15.48
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@mara
(UTENTE NON REGISTRATO)
Concordo in pieno. Il fatto e' che poi non se ne vanno piu' occupando il posto di chi ha piu' bisogno.
gio 05 mag 2016, ore 13.11
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Mara
(UTENTE NON REGISTRATO)
Per forza, molte sono già assegnate a famiglie che avrebbero redditi per comprarsela (la casa)
gio 05 mag 2016, ore 12.20
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