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PALAZZOLO
Burqa

Divieto di Burqa, Zanni alla Lega: polemiche strumentali, non si può fare e la Lega lo sa

Polemiche strumentali, nessun comune leghista ha fatto ciò che la Lega chiede a me. E' questa, in estrema sintesi, la replica del sindaco di Palazzolo Gabriele Zanni alle polemiche sollevate dal consigliere leghista Raccagni sul mancato divieto di circolazione con burqa e niqab nelle strade del paese.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

"A beneficio di chi tenta sempredi “travisare” (ed il termine non è usato a caso) argomenti che invecerichiedono maggiore consapevolezza, soprattutto per chi aspira ad amministrare la nostra città, segnalo che:- non mi risulta che alcun Comune o Sindaco, nemmeno a guida leghista, attualmente abbia emesso provvedimenti che vietino “di circolare” (questo dice il Consigliere Raccagni in un suo post) con il velo;- la Regione Lombardia ha deliberato nel dicembre 2015 il divieto di entrare in strutture pubbliche regionali (non di circolare per strada),con caschi protettivi o con altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona;- Tribunali ordinari (Trib.Cremona 27.11.2008), Consiglio di Stato (sent. n. 3076 del 19.06.2008) e TAR (TarTrieste n. 645 del 16.10.2006) hanno più volte ribadito che non integra il reatodi cui all’art. 5 della Legge Reale (n. 152 del 1975) indossare il burqua se non vi è impedimento ovvero ritardo nel riconoscimento della persona, come nel caso in cui ad un accertamento delle Forze dell’Ordine non vi sia stato alcun problema all’identificazione della persona. Così come sono state dichiarate illegittime le ordinanze sindacali che intendevano vietare l’uso del velo, la cui funzione, è stato chiarito, non è quella di evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una tradizione di determinate popolazioni e culture. Basterebbe, quindi, fermarsi a riflettere un secondo sulla portata reale della questione sollevata, soprattutto a Palazzolo, approfondire i temi e le competenze di un amministratore prima di lanciare inutili giudizi o attribuire responsabilità a caso, sapendo di prendere in giro solamente i cittadini. Suvvia un po’ di serietà."


Cordialmente saluto


Avv. Gabriele Zanni Sindaco Palazzolo Sull'Oglio



Fonte: Comunicato stampa mer 29 giu 2016, ore 10.33
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COMMENTI

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RIFLESSIONE
(UTENTE NON REGISTRATO)
A leggere poi in internet la sentenza 3076 del 19/6/2008 del Consiglio di Stato che stabilisce che burqa e niqab non integrano il reato di cui all'art. 5 della legge 152/75 perchè la funzione non è quella di evitare il riconoscimento ma attuazione di una tradizione di determinate culture, una riflessione e una domanda che è evidente fare è se si siano accorti che sentenziando in modo cosi' favorevole per chi indossa i burqa e niqab hanno di fatto consentito un privilegio, una distinzione, una discriminazione di sesso, razza e religione lesiva dell'uguaglianza di cui all'art. 3 costituzione che fa perdere alla legge quel dovere di neutralità senza distinzioni.? Perchè mai questo privilegio? Se solo si pensa poi che si sono riuniti in un summit a Sarajevo per inventarsi il reato di islamofobia che sarebbe incostituzionale perchè creerebbe distinzione e privilegio di religione, burocrati, politici, intellettuali Europa e persino la nostra Commissione alla Camera se ne guardano bene di cominciare con l'eliminare intanto la evidente discriminazione che i burqa e niqab generano nei confronti degli italiani lasciandoli circolare liberamente nel Paese. Non è una vergogna?
sab 02 lug 2016, ore 13.57
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???
(UTENTE NON REGISTRATO)
La sentenza del tribunale di Cremona del 2008 è per caso quella riportata in internet da La Repubblica.it? Perchè questa donna andava in tribunale a volto coperto ad assistere il marito un Imam condannato a quel che si legge a 7 anni in via definitiva di reclusione per terrorismo internazionale. Una domanda è d'obbligo, ma questi due soggetti oggi sono ancora in Italia o sono stati rimpatriati?
sab 02 lug 2016, ore 07.54
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errata corrige
(UTENTE NON REGISTRATO)
La legge che vieta di circolare in modo irriconoscibile è la 152/75 art.5
ven 01 lug 2016, ore 07.39
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Riassunto
(UTENTE NON REGISTRATO)
Con legge 151/75 art. 5 lo Stato italiano ha vietato l'uso di caschi protettivi e di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico senza giustificato motivo. All'art. 26 della Carta dei Valori di cittadinanza e integrazione è indicato "In Italia non si pongono restrizioni all'abbigliamento della persona, purchè liberamente scelto e non lesivo della sua dignità: Non sono accettabili forme di vestiario che coprono il volto perchè ciò impedisce il riconoscimento della persona e le ostacola nell'entrare in rapporto con gli altri. Nel 2014 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2014 in una sentenza verso la Francia ha sentenziato che la dissimulazione del volto lede i diritti e le libertà altrui, le nostre. I burqa e niqab nonostante lo Stato italiano li definisca inaccettabili e la Corte Europea dei diritti dell'Uomo li definisca lesivi dei diritti e delle libertà altrui, però circolano ancora. Di chi è la colpa?
ven 01 lug 2016, ore 07.35
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???
(UTENTE NON REGISTRATO)
Chi c'era al Governo nel 2014, quando la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito nei confronti della Francia che la dissimulazione del volto con burqa e niqab lede i diritti e le libertà altrui? Nel 2014 c'era se non erro un Governo di centro-sinistra. Non si puo' allora dedurre che chi di fatto sta calpestando i diritti inviolabili dell'uomo non intervenendo su tutto il territorio con una legge che vieti la circolazione dei burqa e niqab anche per strada ed in ogni altro luogo discriminando gli italiani è il Governo di centro-sinistra di allora e di ora? Come mai nessuna associazione che tuteli dalle discriminazioni anche gli italiani si è fatta sentire per eliminare questa discriminazione certa nei confronti degli italiani? Forse perchè non esiste? Come mai esistono solo associazioni che tutelano gli stranieri e nessuna gli italiani?
ven 01 lug 2016, ore 05.58
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TROPPE
(UTENTE NON REGISTRATO)
Saranno 2 o 3, ma discriminano tutte le persone che incontrano ed è ora che lo si vieti anche per strada.
gio 30 giu 2016, ore 12.55
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palasöl
(UTENTE NON REGISTRATO)
certo che Palazzolo deve essere una specie di paradiso in terra se l'unico problema che ha sono due o tre invasate che indossano il velo. Beati voi.
gio 30 giu 2016, ore 12.08
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bella foto
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sono obbligate a indossare il burqa perchè sono talmente loffie!! Però i cammelli circolano senza.
gio 30 giu 2016, ore 09.52
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brexit
(UTENTE NON REGISTRATO)
VVodafone addio a Londra ? È una prospettiva più che un'ipotesi, conseguenza diretta del caos creato dal voto britannico sull'Unione europea e l'incertezza che ha generato nel mondo del business, paralizzato dall'attesa di scelte che la politica stenta ad adottare. In un comunicato l'azienda non esclude l'opzione zero, ovvero il trasferimento del quartier generale da Newbury in un altro Paese dell'Unione. «Continueremo a valutare la situazione ma adotteremo qualsiasi misura che considereremo adeguata nell'interesse di clienti, azionisti, dipendenti...».
mer 29 giu 2016, ore 22.18
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machisenefrega
(UTENTE NON REGISTRATO)
MI danno più fastidio le suore
mer 29 giu 2016, ore 22.11
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a 16.38
(UTENTE NON REGISTRATO)
A noi cittadini discriminati dalla libera circolazione dei burqa e niqab, pare proprio che se qualcuno ha tentato di porre un freno nei confronti di questi burqa e niqab, è proprio stata unicamente la Lega. Anzi sono solo 2 le Regioni in tutta Italia che li hanno vietati nell'ambito dei luoghi di competenza regionale e sono la Lombardia e il Veneto. Le altre Regioni su questo tema sono latitanti, della discriminazione e tutela della nostra tradizione di vivere e circolare a volto scoperto riconoscendoci tutti proprio non se ne curano. Idem per il Governo che dopo la sentenza del 2014 della Corte Europea dei diritti dell'Uomo che li ha definiti lesivi dei diritti e libertà altrui, le nostre, avrebbe potuto essere piu' sensibile nei confronti delle discriminazioni subite dagli italiani e avrebbe potuto subito modificare la legge nazionale, sostituendo nella legge che vieta di circolare irriconoscibili le parole che hanno consentito una molteplice interpretazione della Magistratura che discrezionalmente ha preferito quella che è andata a favore della legittimazione dei burqa e niqab escludendoli da questo divieto. Basterebbe, credo, sostituire le parole "mezzo atto" con "mezzo che" rende difficoltoso il riconoscimento della persona. Perchè le parole "mezzo atto" possono essere interpretate sia come mezzo adatto o idoneo, ma anche come mezzo finalizzato o col fine di... mentre "mezzo che" rende difficoltoso il riconoscimento della persona puo' avere solo una unica interpretazione o no?
mer 29 giu 2016, ore 21.58
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Mitico Rakka
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sindaco subito!!!!
mer 29 giu 2016, ore 19.26
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@NO BURQUA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non hai risposto alla mia domanda. Visto che una legge esiste già, la lega potrebbe impugnare la sentenza europea e fare qualcosa...invece invita gli altri a farlo e non muove un dito, a far andare la lingua son bravi però.
mer 29 giu 2016, ore 16.38
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NO BURQA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Penso che sarebbe giunto il momento di far intervenire su questo tema il Governo, perchè come si è visto piu' volte i Sindaci sono sempre i piu' bastonati e lasciati soli. La legge italiana che vieta di circolare in modo irriconoscibile esiste, ma la sua applicazione a quanto pare è stata delegittimata da una interpretazione della Magistratura che esclude i burqa niqab dai divieti previsti da questa legge, anche se, a mio parere, considerare burqa e niqab un giustificato motivo con cui coprirsi il volto, crea di fatto una distinzione, un privilegio di sesso, razza e religione lesivo del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 costituzione e fa perdere alla legge quel dovere di neutralità che dovrebbe avere rispetto alla razza, al sesso, alla religione ecc. Nel 2014 poi la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in una sentenza verso la Francia ha definito la dissimulazione del volto lesiva dei diritti e delle libertà altrui. Di fatto lasciare circolare anche per le strade queste persone a volto coperto dovrebbe creare una discriminazione nei nostri confronti lesiva dei nostri diritti e delle nostre libertà. Chi deve intervenire Il Sindaco? Il Prefetto? Il Ministro dell'Interno? La Commissione attialmente inaugurata aslla Camera sulle discriminazioni? L'importante è che qualcuno intervenga perchè anche i cittadini italiani hanno diritto di essere tutelati dalle discriminazioni come previsto dall'art.43 della legge 286/98 che al comma 3 recita: Il presente articolo e l'articolo 44 si applicano anche agli atti xenofobi, razzisti o discriminatori compiuti nei confronti dei CITTADINI ITALIANI, di apolidi e di cittadini di altri Stati
mer 29 giu 2016, ore 15.46
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@NO BURQUA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se è così facile, come mai la lega non lo fa per prima nei comuni dove governa, anzichè invitare i sindaci di altri partiti e paesi a farlo?
mer 29 giu 2016, ore 13.46
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NO BURQA
(UTENTE NON REGISTRATO)
C'è da chiedersi se le sentenze dei tribunali italiani cambierebbero la loro interpretazione dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che nel 2014 ha stabilito in merito alla legge francese che vieta la dissimulazione del volto, che appunto la dissimulazione del volto con burqa e niqab lede i diritti e le libertà altrui, in quanto crea difficoltà alle relazioni interpersonali e sociali rappresentando una sorta di "chiusura" rispetto agli altri soggetti che vivono la collettività ledendo il diritto altrui di muoversi in uno spazio ove la vita comune è facilitata. In conclusione, dunque, solo quest'ultimo profilo dei "valori minimi di uno stato democratico" è stato ritenuto idoneo dalla Corte Europea alla stregua di scopo legittimo in grado di giustificare l'ingerenza legislativa. Perchè se burqa e niqab non sono mezzi finalizzati a non farsi riconoscere ma costituiscono attuazione di una tradizione di determinate culture, la loro libera circolazione per le nostre strade e i nostri giardini cosi' come in qualsiasi altro luogo, come sostiene la Corte Europea dei diritti dell'Uomo lede il diritto altrui (quello dei cittadini che circolano a volto scoperto) di muoversi in uno spazio ove la vita comune è facilitata e la dissimulazione del volto in pubblico crea difficoltà alle relazioni interpersonali e sociali. Se quindi lede i diritti altrui, crea una discriminazione rispetto agli altri. Non sarebbe ora di fare chiarezza e di vietarlo in Italia e in Europa?
mer 29 giu 2016, ore 11.48
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