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Lunedì 05 Dicembre 2016 - Ore 05:29


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L'OPINIONE
Sandro Belli

Referendum costituzionale: riforma o riforme?

di Sandro Belli* - Per esprimere un voto che abbia una seria valenza politico - costituzionale, ciascuno dovrebbe leggere attentamente la riforma, ponderando i pro e i contro, sempre pensando, tuttavia, che da oggi alla data del referendum confermativo potrebbero accadere vari eventi nel mondo politico e potrebbero essere approvati o impostati provvedimenti rilevanti, tali da far cambiar idea a molti.

Ho ascoltato un dialogo tra persone che si dicevano favorevoli al no, ma per motivazioni un pò inaspettate.

Una: “voto no perché hanno eliminato il CNEL, che era l'unico organo tecnico competente, anche se poco utilizzato. In mezzo a tanti politici ci vogliono dei tecnici, dei competenti”. Un'altra: " hanno abolito le province e vorrebbero spezzare in due la nostra provincia. Poi non si capisce nulla con le 'aree vaste'....allora voto no." Un'altra ancora: "non dovevano limitare a così pochi i senatori scelti tra le eccellenze della Nazione, tra grandi artisti, grandi sportivi, persone insigni e di valore. Si poteva, così, elevare il livello culturale e il prestigio internazionale del Senato. Un senato più apolitico, più popolare e fors'anche più multiculturale". Più d'una: "ci va bene che i governatori di regione diventino anche senatori, purché si impegnino (formalmente?) a portar in Senato più la voce della loro regione che quella del loro partito. Ed anche purché sia ben chiaro agli elettori in campagna elettorale che, quando votano alle regionali, votano anche per il Senato".

Non essendo né un esperto costituzionalista e neppure conoscendo cosa bolle in pentola nel programma politico romano, chiedo a Claudio Bragaglio, con cui spesso e volentieri mi intrattengo, che cosa potrebbe essere migliorato e perfezionato nel nostro assetto istituzionale, per rendere più accettabile la rivoluzione costituzionale e politica di questa riforma, che in parte convince e in parte spaventa, ma che oggi non è direttamente mutabile. Certo non dispiace il minor costo della politica, la modifica del vecchio bicameralismo, l'eliminazione di organi inutili, ecc. Personalmente avrei preferito nascesse la "Camera dei Cittadini e delle eccellenze della Nazione", come pareva fosse nella prima bozza Renzi, ma mi adeguo.

Da oggi alla data del Referendum c'è tutto il tempo di effettuare quei miglioramenti, senza modificare la nuova legge, che rendono la riforma più chiara e digeribile. Oggi leggo che Renzi vuol proporre una legge per limitare a due i mandati del premier. Ovvio che, se fosse così, non poca influenza avrebbe sull'assetto politico istituzionale e quindi indirettamente sulla riforma. Personalmente, pur propenso a votare sì, tuttavia resto attento osservatore fino alla data del voto, attento alla legge elettorale col bonus al partito o meglio alla coalizione vincente, ad una maggior flessibilità nella scelta delle candidature, all'ipotesi di una eleggibilità del premier per massimo due mandati, ecc. Aspetto, cioè che nell'insieme si possa configurare un quadro preciso, completo e trasparente della nostra futura vita civile.

* Imprenditore 



Fonte: Opinione mer 06 lug 2016, ore 13.46
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COMMENTI

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Coalizione ?
(UTENTE NON REGISTRATO)
Un aiutino. Premio di maggioranza al partito o alla coalizioni ? Pensato per assegnare al partito uscito vincente con 40% dei voti ben due terzi dei parlamentari e con la contestuale scomparsa del Senato, l'Italicum antidemocratico di renziana ideazione sta tremando nelle fondamenta soprattutto per i ballottaggi previsti tra i due partiti più votati al primo turno. Con la parità oggi ormai raggiunta dai pentastellati nei sondaggi rispetto al PD, Renzi e la Boschi stanno consegnando la vittoria nelle mani del Movimento 5 Stelle. Ed ecco il dietrofront: si torna alle coalizioni, cioè ai tanto vituperati inciuci aborriti dal premier, cioè alla situazione in cui da Verdini a Quagliariello, da Fitto ad Alfano tutto il pulviscolo partititico contribuisce ala vittoriaed alla spartizione di poltrone e strapuntini. I cittadini interessano a pochi. Un no secco a chi spaccai il cambiamento con la violazione della democrazia rappresentativa.
lun 01 ago 2016, ore 07.35
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
L'ho già detto, ma a ripeterlo non si sbaglia mai, che la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che i trattati comunitari e se non sbaglio anche le sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo hanno come limite l'intangibilità dei principi e diritti sanciti dalla Costituzione è la 348/2007. Se davvero per il Governo è cosi' importante la cultura, non sarebbe doveroso che leggesse questa sentenza e ci desse spiegazioni sulla corretta interpretazione, visto che sembrerebbe salvaguardare i principi e diritti degli italiani rispetto all'Europa e non solo?
sab 16 lug 2016, ore 08.44
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sembra che la Corte Europea stia togliendo lavoro agli italiani sulle spiagge lasciando aperti i bandi non si è capito se a tutta europa o al mondo intero. Sarebbe proprio doveroso anche dopo sentenze come questa che pare in contrasto con l'art. 4 Costituzione che prevede che il diritto al lavoro ed anche attuare le condizioni che lo rendano effettivo questo diritto sia riferito agli italiani o a chi ha acquisito cittadinanza italiana e non garantito a tutto il mondo, che le sentenze sia della Corte Europea e anche quelle della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, venissero controllate prima di essere operative ed entrare in vigore dalla Corte Costituzionale per verificarne eventuali lesioni con i principi e diritti intangibili previsti dalla nostra Costituzione e chiare per quel che concerne il lavoro dato che all'art.4 lo prevede in primis spettante agli italiani e non a tutto il mondo. Questo controllo andrebbe attivato dopo che la Corter Costituzionale ha stabilito che i trattati comunitari e a quanto pare anche le sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo, se non ho interpretato male, hanno come limite l'intangibilità dei diritti e principi stabiliti dalla Costituzione
sab 16 lug 2016, ore 08.39
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non so cosa scalda un odio così acceso! Nascosto dietro alla vigliaccheria dell'anonimato,il non lettore di Convivio elenca temi che probabilmente lo appassionano,ma che non hanno nulla a che fare né con il testo sul referendum né col libro. Uno sfogo di insulti e rancore fuori luogo.
gio 14 lug 2016, ore 22.22
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Dicevano stasera che oggi in senato si discuteva per il reato di tortura. Ebbene la Corte Europea dei Diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per questo reato e di drammatico c'è che nemmeno nella Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo è specificato in cosa consista esattamente la tortura, cosi' la gente (la polizia) o gli Stati possono essere condannati da questa Corte, alla quale si è concesso superficialmente il potere discrezionale di decidere, senza che le persone possano leggere nero su bianco quale debba essere il comportamento da tenere per non incorrere nel reato di tortura. Leggendo poi la sentenza 348/2007 emerge che anche le norme della Convenzione europea dei diritti dell'uomo hanno un valore sub-costituzionale e sarebbero per equità e giustizia da verificarne la loro rispondenza o eventuale lesione con la nostra Costituzione. Quindi sarebbe stato diritto dei cittadini italiani che le condanne della Corte Europea dei Diritti dell'uomo sia sulla tortura, che quella sui respingimenti in Libia, visto che non è stato effettuate nessun ricorso, fossero state sottoposte alla Corte Costituzionale, perchè nella condanna sui respingimenti in Libia la Corte EDU si è dimenticata di fare un bilanciamento con un altro diritto inviolabile dell'uomo che è quello della sicurezza e libertà che prevede che per chi arriva clandestinamente in un Territorio vi sia arresto o detenzione, senza distinzioni tra profughi o non profughi. Cosi' dalla sentenza 348/2007 emerge che i trattati comunitari hanno come limite l'intangibilità dei diritti e principi sanciti dalla Costituzione, e le norme della Corte Europea dei diritti dell'Uomo sono anch'esse a livello sub-costituzionale e non possono ritenersi esenti dal controllo di legittimità costituzionale. Ma chi difenderà i nostri principi e diritti sanciti dalla Costituzione se nessuno muove un dito e prende atto di queste sentenze costituzionali?
gio 14 lug 2016, ore 21.58
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mai come in questo momento in cui l'Europa che appare sempre piu' ingiusta tanto da voler imporre e obbligare gli Stati membri di accogliere profughi e falsi tali, con cifre astronomiche da 10mila euro al mese che nemmeno tanti pensionati italiani si sognano di vedere, e questa è una palese discriminazione al contrario (razzismo), sarebbe necessario che chi ci rappresenta si leggesse la sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale che anche se solo con un brece accenno sancise che i trattati comunitari e quelli europei lo sono, anche se entrano direttamente in vigore negli Stati senza bisogmno di leggi di adattamento e con questi trattati siamo entrati in un ordinamento piu' ampio di natura sopranazionale, rimane comunque il limite dell'intangibilità dei diritti e principi garantiti dalla Costituzione. Col nostro ingresso in Europa non abbiamo la possibilità di un referendum per uscirne, però abbiamo il diritto finora disatteso che l'Europa non ci imponga nè direttive nè trattati che calpestano l'intangibilità dei diritti e principi garantiti dalla Costituzione. Perciò i diritti che la Costituzione prevede solo per chi ha cittadinanza italiana l'Europa non ha il potere di disattivarli, anzi queste direttive e trattati europei si dovrebbero proprio sottoporre alla Corte Costituzionale per verificarne eventuali lesioni. Questo dell'obbligo di distribuzione dei profughi pare proprio una discriminazione al contrario come i 10mila euro previsti per loro e non per i poveri degli Stati Membri.
gio 14 lug 2016, ore 14.24
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convivio
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se leggete Convivio bresciano trovate le risposte a tutto: dal referendum costituzionale alla ricetta di marmellata di mele, dal mistero di fatima alle profezie sulla brexit, dal buco dell'ozono al terzo livello mafioso, e via discorrendo. L'importante è farlo con l'aria assorta e ispirata del suo estensore.
gio 14 lug 2016, ore 08.39
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@ 09.53
(UTENTE NON REGISTRATO)
Riecco il giustiziere. Decide lui chi mettere ai margini della società, discriminandolo perché pericoloso. E' esattamente come quelli che lui stesso critica, ma non se ne rende conto.
mer 13 lug 2016, ore 10.47
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Io non ho detto che tutti sono tutti potenzialmente terroristi, lo stai pensando tu. Lo prevedono già la legge sulla cittadinanza 91/92 e la legge Martelli sull'asilo che cittadinanza e asilo non devono essere concessi a chi puo' rappresentare un pericolo per la nazione. Io penso che la legge sulla cittadinanza che prevede i 18 anni sia equilibrata e protettiva per gli italiani dato che questi bambini stranieri godono già della cittadinanza dei loro genitori se non erro e se la legge Martelli non consente di dare asilo a chi rappresenta un pericolo per la nazione mi pare altrettanto protettiva. Spetterà semmai allo Stato decidere chi rappresenta un pericolo per la nazione e non concedere nè asilo, nè cittadinanza e si spera lo faccia.
mer 13 lug 2016, ore 10.30
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@SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Proprio un bravo padre di famiglia quello che dice al proprio figlio "se fai il bravo a 18 ti riconosco ". Peggio ancora gettare discredito su tutti i figli dei migranti, affermando che sono tutti potenzialmente terroristi. Il tuo é un atteggiamento razzista: tu vai tenuto ai margini e trattato con la giusta discriminazione che si deve avere per chi é pericoloso per la società. Poi se fai il bravo e ti penti, possiamo riammetterti nella civile convivenza.
mer 13 lug 2016, ore 09.53
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il grave incidente in Puglia per me è la dimostrazione piu' evidente del fallimento del titolo V del 2001, che attivando l'autonomia regionale che io chiamo anarchia regionale non solo ha portato piu' disuguaglianza e piu' disparità di trattamento dei cittadini da Regione a Regione specialmente nella sanità, nella tasse sempre piu' alte a livello locale ma mai diminuite a livello nazionale, a cui si puo' aggiungere ora anche piu' insicurezza nei trasporti. Per chi in gioventu' è stato pendolare, come puo' dimenticare le stazioni locali dotate di esseri umani ossia il capostazione che col suo fischietto faceva partire i treni in sicurezza, il bigliettaio, gli operai addetti agli scambi ed erano tenute come giardini. Ora le stazioni locali sono desolatamente deserte e danno senso di insicurezza e malagestione. Speriamo ci venga restituito quanto prima il titolo V dei Padri Costituenti del 1946 e tutte le materie ritornino allo Stato perchè solo cosi' puo' essere garantita l'uguaglianza e la parità di trattamento delle persone in tutta Italia.
mer 13 lug 2016, ore 09.05
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Arrivare a 18 anni non è un limbo infinito, bensi' un tempo prudente visto come si sono comportati i bravi bambini a cui il Belgio ha dato la cittadinanza e amavano cosi' tanto i propri consimili che hanno pensato bene in nome del loro Dio di progettare e mettere in atto le stragi di Parigi e Bruxelles. Questi bravi bambini nati sul suolo europeo certamente non meritavano la cittadinanza col senno di poi. Senza poi parlare della banda di sud-americani che terrorizzano le persone nelle metropolitane milanesi. La maggiore età è giusta per concedere la cittadinanza per 2 motivi, cosi' non si trovano con una scelta imposta loro dai genitori ma possono scegliere autonomamente se condividere o meno di diventare cittadini italiani e giurare sulla Costituzione. Col terrorismo dilagante è proprio il minimo di tutela, visto che comunque non ci sono differenze tra chi è cittadino e chi non lo è, anzi chi non lo è sembra addirittura piu' privilegiato
mer 13 lug 2016, ore 08.43
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padre
(UTENTE NON REGISTRATO)
Un buon padre di famiglia riconoscerebbe subito come suoi i bambini nati sul suolo della madre patria, non li lascerebbe in un limbo infinito come adesso. I bravi nonni che hanno scritto la costituzione non potevano sapere che dopo 60 anni i figli non sarebbero più emigrati a milioni come era allora, ma che invece nuovi figli sarebbero immigrati o nati sul proprio suolo. É ora di continuare il sogno di libertà e uguaglianza dei nonni. Una società che non si basa sull'umanità e l'uguaglianza non é una società vera.
mer 13 lug 2016, ore 07.57
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SDPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Ci sentiamo comunque poco rappresentati da tutti quanti, soprattutto ora che si sta parlando di razzismo e di razzisti a ruota libera. Anche la legge 215/2003 di attuazione della direttiva 2000/43/ce per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza, appare del tutto lesiva di principi e diritti sanciti dalla nostra Costituzione che invece distingue non in base alla razza ma in base alla cittadinanza italiana. Infatti la Costituzione italiana che pare sia stata scritta secondo le regole del buon padre di famiglia riserva dei diritti esclusivi ai propri figli che sono i cittadini italiani. L'Europa non pare possa imporci di rendere fruibili al mondo intero i diritti che i Padri costituenti hanno riservato a noi italiani o a chi ha acquisito cittadinanza italiana che sono tutti gli articoli che contengono la parola "CITTADINI". Questo sembra affermarlo la Corte Costituzionale nella sentenza 348/2007 quando indica che i trattati comunitari e quelli europei lo sono, hanno come limite l'intangibilità dei diritti e principi sanciti dalla Costituzione. Perciò sarebbe quanto mai necessario che anche i trattati comunitari prima di entrare uin vigore venissero analizzati dalla Corte Costituzionale per eliminare violazioni ai nostri diritti e principi costituzionali.
mer 13 lug 2016, ore 06.59
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pare prenderà in esame il ricorso di Berlusconi. Non so cosa ne uscirà, però penso che sia drammatico che un cittadino italiano per sapere se nei suoi confronti si sia agito nel rispetto della Costituzione debba rivolgersi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo che comunque ha un valore sub-costituzionale e non invece alla Corte Costituzionale. Nella riforma Costituzionale andrebbe garantito anche ai cittadini italiani il ricorso diretto alla Corte Costituzionale come in Germania, Austria e Spagna a noi italiani precluso, e il massimo sarebbe come in Francia il controllo preventivo delle leggi al Consiglio Costituzionale. Sarebbe però da affermare il dovere anche della Corte Costituzionale di osservare fedelmente la Costituzione come prevede il capitolo XVIII della Costituzione che non pare concedere nessun potere discrezionale a nessuno ed è rigida.
mar 12 lug 2016, ore 09.05
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se spacchetteranno il referendum io votero' certamente SI al titolo V perchè anche se riporterà solo poche materie nelle materie di competenza esclusiva dello Stato, piuttosto che niente è meglio piuttosto. Ma su questo Senato, non mi convince e voterò NO
dom 10 lug 2016, ore 08.12
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sul tema specifico : il nuovo Senato, il CNEL , le province, la presidenza, il "doppio lavoro " dei governatori ( che potrebbero essere ottimi governatori ma senatori incapaci o troppo occupati ), sull'opportunità in Senato di avere qualche rappresentante di organismi internazionali o europei ad es in tema di diritti umani o di commercio internaz.,sul pluri cambio di schieramento di senatori opportunisti, eccc. Che dicono i sapienti ? ?
sab 09 lug 2016, ore 18.01
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???
(UTENTE NON REGISTRATO)
Credo che Renzi se davvero ha l'intenzione sulla riforma costituzionale di fare il porta a porta, farebbe bene a fare una istruzione capillare all'interno del proprio partito sull'esistenza della Costituzione. SE PER DIFENDERE L'IMMIGRAZIONE anche clandestina si deve sentire in TV mettere in dubbio su chi siano gli italiani e l'italianità, oppure che chi lavora nel nostro Paese ha diritto di votare significa non sapere che l'art.48 costituzione il voto lo riserva solo a chi ha la cittadinanza italiana. Se come ha detto in TV un rappresentante del PD i problemi si risolvono in modo aperto. Non pare proprio che i problemi dell'immigrazione clandestina si stiano risolvendo cosi' apertamente. Non sappiamo se chi viene salvato dal mare, facciano tutti domanda di asilo oppure no e come mai non si applica nei loro confronti il reato di clandestinità e la direttiva rimpatri 2008/115 PER LA QUALE LA CORTE EUROPEA HA SPIEGATO BENE CHE IMPONE AGLI STATI MEMBRI DI RISPETTARLA.
sab 09 lug 2016, ore 14.20
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Ottimi e generosi suggerimenti di Speranza, ma proprio perché non siano una vuota speranza va capito se e dove possano essere inseriti. Ecco che un esperto costituzionalista potrebbe illuminarci. Forse queste proposte, sommate ad altre già elencate, potrebbero presentarci un assetto istituzionale di buon livello,più liberale, più europeo e internazionale, più civico. Forza..!!!
sab 09 lug 2016, ore 14.14
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Nella nuova Costituzione manca, e mi piacerebbe venisse inserita, soprattutto dopo l'ingresso in Europa, la difesa della sovranità del popolo, per quanto riguarda il diritto che le leggi e le sentenze che vengono emanate siano conformi e rispettino la Costituzione, delle quali purtroppo oggi non vi è certezza. Infatti il Capitolo XVIII della Costituzione non solo indica che la Costituzione è una legge fondamentale della Repubblica che deve essere OSSERVATA fedelmente da tutti i cittadini, ma anche dagli Organi dello Stato che sono Governo, Parlamento e Magistratura. Per questo sarebbe quanto mai importante che venisse previsto in Costituzione un Controllo preventivo di costituzionalità delle leggi sia dello Stato che delle Regioni per garantire al popolo che non travalichino la Costituzione. In Francia è prevista questa possibilità e in Germania, Spagna e Austria è prevista per i cittadini la facoltà del ricorso diretto dei cittadini alla Corte Costituzionale. Noi non abbiamo nulla di tutto ciò. Poi dovrebbe essere inserito anche il controllo di costituzionalità dei trattati europei,internaziona li e delle varie sentenze delle Corti Europee e dei diritti dell'uomo, visto che se non interpreto male leggendo la sentenza 348/2007 della Corte Costituzionale, i nostri diritti e principi sanciti dalla Costituzione prevalgono su tutto. Poi per costituzione andrebbe eliminato il potere discrezionale della Magistratura perchè una volta appurata la costituzionalità preventiva delle leggi, la magistratura non dovrebbe "INTERPRETARLE DISCREZIONALMENTE" ma solo "APPLICARLE". Il potere discrezionale dei Giudici che non mi pare affermato in nessun articolo della costituzione rappresenta una vera e proprio ingiustizia, perchè crea disuguaglianza e disparità di trattamento delle persone lesivo dell'art. 3 costituzione. Viene la pelle d'oca pensare che un giudice possa interpretare una legge a proprio piacere e discrezionalmente, facendo perdere alla legge stessa quel dovere di uguaglianza e di chiarezza e di neutralità rispetto a tutti i cittadini. Io non ho trovato in costituzione l'articolo che prevede questo potere discrezionale, ma solo che in base al capitolo XVIII anche la magistratura in quanto organo dello Stato deve osservare fedelmente la Costituzione. Se comunque esiste questo articolo che consente il potere discrezionale dei Giudici andrebbe eliminato subito.
sab 09 lug 2016, ore 06.07
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Bscittagrande
(UTENTE NON REGISTRATO)
Claudio Bragaglio che dice ?????
ven 08 lug 2016, ore 19.44
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Continuo a pensare che lo Stato centrale debba garantire uniformità e protezione dei diritti civili,equanime distribuzione degli investimenti, equanime controllo della giustizia ( che non ammette localismi) ma il costo e l'efficienza dei servizi ordinari ( non ad es. la protezione civile) debbano essere in gran parte in mano agli enti locali, cioè in libera competizione di efficienza e costo fra regioni, province (?) comuni ecc...solo in casi particolar per gravità o dimensioni,i debba intervenire lo Stato centrale
ven 08 lug 2016, ore 13.49
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Quando anche il centro-destra voleva modificare la Costituzione in "Libero" avevano allegato un librino titolato la nuova costituzione... con la devolution ed in grassetto erano riportate tutte le modifiche che ne sarebbero derivate se gli italiani avessero votato "SI" cosa che non hanno fatto bocciando questa modifica costituzionale. Anche in questa modifica costituzionale del centro-destra era ravvisabile tra la potestà legislativa esclusivsa delle Regioni l'assistenza e organizzazione sanitaria e l'organizzazione scolastica e gestione degli istituti scolastici. Ebbene Sanità e scuola dovrebbero essere materie esclusive dello Stato da gestire in modo uguale per tutti nel Paese. Come il titolo V del 2001 anche questo titolo V del centro-destra non mi piaceva proprio per la sanità e la scuola tra le materie esclusive delle Regioni. Solo in mano allo Stato certe materie non ledono l'uguaglianza. Come puo' essere mai giusto che la nostra salute e la nostra istruzione debba essere condizionata dalle capacità o dalle possibilità economiche o meno di una Regione e non viceversa offerte dallo Stato verso il quale noi paghiamo le tasse in cambio di servizi efficienti ed uguali per tutti in tutta Italia? Questa la mia perplessità giusta o sbagliata che sia.
ven 08 lug 2016, ore 10.24
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UNO QUALUNQUE
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sicuramente il Referendum è lo strumento + vicino alla democrazia del popolo,unico strumento rimasto libero di espressione,dato che la politica si auto elegge a capo del popolo,!!Quindi ancor più i contenuti dovrebbero essere spiegati meglio sia x il si,..che x il no..!! grazie..UNO QualunquE
ven 08 lug 2016, ore 09.32
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il referendum popolare è l'espressione più diretta del popolo. Ha il difetto inevitabile che esprime solo un "si" oppure un "no", ma è indubbiamente popolare.Un altro modo di cercare di esprimere il nostro sentimento e i nostri pareri di cittadini è, come stiamo facendo io e te in piccolo, di partecipare a progetti, dibattiti, proposte ecc...Questo è il senso di alcuni suggerimenti e pressioni che vorrei facessimo in tanti per dare qualche indirizzo civico e anti partitocratico
ven 08 lug 2016, ore 08.24
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a 21.57
(UTENTE NON REGISTRATO)
Anche nel 2001, se non erro la Costituzione è stata modificata non a maggioranza dei 2/3 del parlamento, e come prevede la stessa Costituzione è intervenuto l'obbligatorio referendum popolare che in questo caso viene ritenuto valido a maggioranza delle persone che vanno a votare. A votare la modifica della Costituzione del 2001 sono andati non tantissimi italiani e dato che la maggioranza di questi ha votato "SI" la modifica della Costituzione èp passata. Purtroppo nessuno sapeva che si sarebbe introdotta l'anarchia regionale che ha portato tanta disuguaglianza e disparità di trattamentoi dei cittadini da Regione a Regione. Quello che non so e del quale nessuno ha mai parlato è se sia consentito o meno un referendum per abrogare la legge costituzionale del 2001 con la quale è stata modificata la Costituzione il cui tiutolo V è in palese contrasto col principio di uguaglianza di cui all'art. 3 costituzione, che il titolo V dei padri costituenti del 1946 invece garantiva efficacemente????
ven 08 lug 2016, ore 05.58
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Alex
(UTENTE NON REGISTRATO)
io non entro nel merito del referendum, dico solo una cosa....... SE SI VUOLE MODIFICARE LA COSTITUZIONE ITALIANA, dovrebbe farlo solo chi è stato eletto dal POPOLO SOVRANO e non dall' amico dell'amico del banchiere..........M HA!!!!!!! SOLO DA NOI
gio 07 lug 2016, ore 21.57
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Che la sanità dovrebbe tornare nelle materie esclusive dello Stato ed essere gestita in modo uguale per tutti in tutto il Paese lo si dovrebbe nuovamente pretendere, soprattutto perchè le tasse che noi versiamo in cambio dei servizi vengono effettuale allo Stato. Perciò è lo Stato e non le Regioni che dovrebbe offrire un servizio uguale per tutti e con ticket uguali per tutti in tutta Italia e sorvegliare affinchè ciò avvenga. Inutile dire che la sanità prima della modifica del 2001 era mille volte meglio
gio 07 lug 2016, ore 18.38
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Aggiungo alla risposta precedente. ..sul tema del regionalismo,mi pare corretto che lo Stato sia garante dell'uniformità e la protezione dei diritti umani in tutto il paese, ma il costo dei singoli servizi e la loro efficienza vanno garantiti localmente..una sana competizione di capacità e onestà fra regioni..!! Uniformità va anche pretesa nel contrasto alla corruzione, senza che magistrature locali siano più o meno tolleranti, accettando eccezioni e benevolenze localistiche. Nella riforma i governatori e i sindaci divenuti senatori devono essere all'altezza del mandato, controllati e giudicati da severi organi collegiali. ..Finalmente un Senato pulito!!!
gio 07 lug 2016, ore 13.42
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Si diceva 1000 non piu' mille. Certo è che nel 2000 non c'è stata fortunatamente la fine del mondo, ma per noi è iniziato l'inesorabile cammino verso la perdita della sovranità. Oltre al titolo V che ha generato disuguaglianza e disparità di trattamento da Regione a Regione soprattutto nella sanità, abbiamo subito l'imposizione dell'ingresso in Europa non come prevede la nostra costituzione all'art. 11 consentendo in condizioni di parità con gli altri Stati, LIMITAZIONI della sovranità necessarie per assicurare la pace e la giustizia, ma di fatto abbiamo ceduto completamente la nostra sovranità in tante materie che esulano dal contesto della pace e della giustizia. E assistiamo al paradosso che regolamenti europei apprezzabili come quello di Schengen CE 562/2006 e Frontex 2007/2004 che di fatto prevedono la difesa dei confini esterni anche tramite l'aiuto di Frontex che deve trovare anche le migliori condizioni di rimpatrio dei clandestini presenti negli Stati membri, che non vengono rispettati o fatti rispettare o attivati dall'Europa, che fa la gnorry, nonostante siano fondamentali per garantire quella promessa di pace, di giustizia, di sicurezza all'interno dell'area Schengen. Invece altri trattati che si occupano di materie come il lavoro, la pesca e la caccia, la misura di zucchini e cetriolo o i tacchi delle parrucchiere e altro, che non rientrano tra le materie per cui è prevista la limitazione della sovranità, dove l'Europa mostra tutta la sua rigidità con rigorose sanzioni. E' tutto paradossale. Sto leggendo in internet nel sito della Corte Costituzionale la sentenza 348/2007 che riporta una frase importantissima, cioè che con l'adesione ai trattati comunitari (e quelli europei lo sono) l'Italia è entrata a far parte di un ordinamento piu' ampio, di natura sopranazionale,, cedendo parte della sua sovranità anche in riferimento al potere legislativo nelle materie oggetto dei trattati medesimi, CON IL SOLO LIMITE DELL'INTANGIBILITA' DEI PRINCIPI E DEI DIRITTI FONDAMENTALI GARANTITI DALLA COSTITUZIONE. La riflessione che viene da farsi è che se anche i trattati comunitari hanno come limite l'intangibilità dei principi e diritti garantiti dalla Costituzione, questi trattati prima della loro entrata in vigore dovrebbero essere analizzati dalla Corte Costituzionale per evitare lesioni dei nostri diritti e della nostra sovranità,ed annullarli per lesione dei nostri diritti. E ce ne sono tante di intromissioni dell'Europa e lesioni dei nostri diritti costituzionali, come il lavoro che l'art. 4 della Costituzione prevede vada garantito prima agli italiani e non a tutto il mondo, cosi' come il voto PREVISTO SOLO PER GLI ITALIANI ART. 48, l'accesso ai concorsi pubblici ART. 51 previsto per gli italiani e che invece l'Europa ci ha imposto con legge 97/2013 di aprire anche a profughi ed extra UE ecc. La Corte Costituzionale dovrebbe rivederli tutti e garantirci dalle lesioni della nostra sovranità e dei nostri diritti costituzionali o sbaglio?
gio 07 lug 2016, ore 09.13
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Grazie per le competenti osservazioni. Faccio presente che in questo momento storico di autonomie e separatismi, r limitare i poteri locali sia difficile. Ad es. sento ripetere: non è giusto che un servizio ai cittadini in una regione che i cittadini stessi rendono efficiente,sia costoso come in una regione disorganizzata ( nel tuo esempio la sanità locale / nazionale ), nella quale il costo è molto più alto. È solo un esempio! O forse è il dilemma "uguaglianza e libera efficienza"......?
gio 07 lug 2016, ore 09.10
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SPERANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Nella riforma costituzionale manca purtroppo l'abolizione delle Regioni a Statuto Speciale che sono dispendiosissime per gli italiani e creano una disparità rispetto alle altre Regioni in quanto godono di privilegi lesivi dell'uguaglianza di cui all'art. 3 costituzione. Poi per chi è attempato puo' ben dire che c'era piu' giustizia e piu' equilibrio col titolo V scritto da Padri Costituenti, quando le Regioni potevano legiferare ma avendo come limite e come tetto la legge dello Stato e questo tetto e limite era garanzia di uguaglianza in tutto il Paese. Con il titolo V del 2001 si è trasformata l'Italia in una Repubblica ad anarchia regionale dove le Regioni hanno mano libera nella gestione anarchica della cosa pubblica e questo crea disuguaglianza e disparità di trattamento da Regione a Regione, come nel campo della sanità dove i cittadini sono trattati in modo diverso a seconda della Regione in cui vivono con ticket in base al reddito o all'ISEE in alcune Regioni e in altre no. Sono poi aumentate le tasse locali vertiginosamente e quelle nazionali per contro non sono diminuite e i servizi anzichè essere piu' efficienti, via via li stiamo perdendo progressivamente. Tutte le materie dovrebbero ritornare nelle competenze esclusive dello Stato lasciando alle Regioni il compito di renderle operative nel miglior modo possibile, perchè solo cosi' si garantisce l'uguaglianza dei diritti e dei servizi ai cittadini. Quante sono in questa riforma le materie che ritornano nella competenza esclusiva dello Stato? Sono solo 2 o di piu'? e tra queste non è chiaro se ci sia la sanità. Votare no e lasciare questo orrendo titolo V, oppure votare si pensando che piuttosto che niente è meglio piuttosto? La riforma ideale sarebbe il vecchio titolo V dei Padri Costituenti del 1946 migliorato con l'abolizione delle Regioni a Statuto Speciale, con la previsione del controllo di costituzionalità delle leggi, come in Francia e delle sentenze, per evitare che gli Organi dello Stato emettano leggi e sentenze discrezionali che non osservano fedelmente la Costituzione come prevede il Capitolo XVIII della Costituzione, o che viceversa la calpestino o come succede ora che vista la molteplicità delle leggi che vengono definite incostituzionali a posteriori non abbiamo nessuna garanzia che le leggi che dobbiamo rispettare siano costituzionali, idem per le sentenze.
gio 07 lug 2016, ore 05.56
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