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IL CASO
bergomi

Rovato condannato per discriminazione, il Pd: 11mila euro buttati per colpa del sindaco

Durante il consiglio comunale di ieri, a Rovato, il capogruppo del Pd Angelo Bergomi ha attaccato la maggioranza per la decisione di fare ricorso in appello dopo la condanna subita dal Comune per discriminazione a causa dell’incremento ingiustificato dei costi di segreteria per il certificato di idoneità alloggiativa.

Bergomi ha chiesto in particolare quanto sia costata la pubblicazione dell’ordinanza di condanna sul quotidiano “Libero” del 09/08/2016, spesa che il segretario comunale ha quantificato in 1.200 euro. A questi vanno aggiunti circa 8mila euro di spese legali a cui il Tribunale ha condannato Rovato con Pontoglio. Infine di 1.872 euro è l’onorario dell’avvocato incaricato dal Comune di Rovato. “Una pagliacciata costata già oltre 11mila euro senza contare i 262 euro a pratica da restituire ai cittadini che hanno pagato i nuovi diritti di segreteria”, ha tuonato Bergomi.

Bergomi ha inoltre sottolineato anche che le spese legali dell’appello sono molto più onerose di quelle del primo grado e la giurisprudenza è consolidata a favore dei ricorrenti. “Nessun commento alla vicenda è stato formulato dal sindaco e dalla maggioranza – ha commentato l'esponente del Pd - a cui sta bene, evidentemente, che siano i cittadini a pagare il loro populismo”.



Fonte: Redazione ven 23 set 2016, ore 15.33
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COMMENTI

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10.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
Stai raccontando un sacco di fregnacce. Non conosci nulla ma dico proprio nulla delle leggi sulle pensioni. Soprattutto ora che si applica il metodo contributivo. Continua a scrivere righe che leggi solo tu. Nel frattempo i populisti paghino il loro populismo di tasca propria.
mar 11 ott 2016, ore 09.40
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A 11.41
(UTENTE NON REGISTRATO)
Si spera che questo Sindaco in appello chieda di verificare la costituzionalità della legge sulle discriminazioni, perchè la nostra costituzione non pare proprio mettere sullo stesso piano italiani e stranieri dato che l'art.3 costituzione prevede l'uguaglianza riservata ai cittadini da intendersi gli italiani, e anche il lavoro all'art.4 prevede che la repubblica lo renda effettivo prima per gli italiani. Una legge sulle discriminazioni che mette sullo stesso piano gli stranieri in ogni ambito puo' invece rappresentare una discriminazione verso gli italiani. Quanto ci piacerebbe sapere se anche nell'ingresso agli asili e alle case popolari con questo ricorso si mettesse in evidenza che lo Stato italiano puo' per via del principio di uguaglianza dare la precedenza agli italiani e non come adesso che gli stranieri hanno la precedenza su tutto. Non sarebbero soldi spesi invano se si arrivasse alla Corte Costituzionale che ha l'obbligo di osservare fedelmente la costituzione, per scoprire che invece la precedenza spetta agli italiani e che non si commette discriminazione a dare la precedenza agli italiani!!!
ven 07 ott 2016, ore 09.19
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a 11.41
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non ti dà fastidio di pagare con le tue tasse le pensioni sociali a stranieri 65enni privi di cittadinanza ai quali viene regalata la pensione sociale mentre l'art.38 primo comma della Costituzione indica chiaramente che spetta solo ai cittadini intesi come gli italiani? E non ti disturba pagare con le tue tasse anche i finti profughi o meglio i clandestini che oltre ad arrivare clandestinamente senza venir nemmeno identificati ed applicato loro il reato di clandestinità come prevede la legge vengono messi in Hotel anzichè in centrio di identificazione ed espulsione dal quale non dovrebbero uscire liberamente come invece fanno adesso? Ai quali paghiamo la sanità gratuita e a quanto hanno detto in TV ci costano 900 euro ciascuno di spese legali?? Piu' discriminati di cosi' non potremmo essere e ne hanno scaricati altri 10mila e quasi nessuno ne parla!!! Senza considerare che questi baldi giovani circolano vestiti di tutto punto con telefoni e privilegi vari anche con le tasse dei nostri pensionati al minimo che col cavolo che se ne guardano bene dall'eliminare dalla pensione!!!
gio 06 ott 2016, ore 12.05
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10.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
GLI AMMINISTRATORI PAGHINO DI TASCA LORO IL POPULISMO A BUON MERCATO. DA CITTADINO ROVATESE SONO STANCO DI PAGARE CON LE MIE TASSE PERSONE CHE SI COMPORTANO COSI'.
gio 06 ott 2016, ore 11.41
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a 10.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
Credo poi che mentre in una legge si puo' vietare espressamente un casco protettivo, non si potrebbe vietare espressamente nè il birqa nè il niqab altrimenti verrebbe annullata per discriminazione!!! Apriti cielo, sarebbero venuti giu' i portoni dell'inferno se fosse stato indicata la parola burqa o niqab, ma la legge deve stare sul generico senza distinguere. Perciò se non si puo' circolare per strada con mezzi che rendono difficoltoso il riconoscimento, burqa e niqab non solo rendono difficoltoso il riconoscimento, ma addirittura impossibile!!!
mer 05 ott 2016, ore 10.32
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a 10.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
E' vero che nel 1975 i burqa non c'erano, ma la legge originale del 1975 non era come quella poi modificata successivamente, no ricordo bene in che anno, ci guarderò, trasformandola in quella che è visibile oggi. E' vietato l'uso di caschi protettivi e di qualunque altro mezzo, atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. Questa legge è chiaramente rivolta anche ai burqa ma le forze dell'ordine non possono intervenire pare a causa di varie sentenze che non includono i burqa e niqab in questa legge cosi' modificata,perchè non sarebbero mezzi che si indossano per evitare il riconoscimento ma attuazione di una tradizione di determinate culture. Peccato che non abbiano tenuto conto che ritenendo i burqa e niqab un giustificato motivo e quindi legittimo da indossare non abbiano valutato che cosi' hanno creato un privilegio, una distinzione di sesso razza e religione lesivo dell'uguaglianza che una legge deve avere per tutti senza privilegi e distinzioni nè di sesso, nè di razza nè di religione e quindi abbiano determinato una discriminazione nei nostri confronti. E che leda i nostri diritti e libertà e i valori minimi di uno Stato democratico per fortuna lo evidenzia anche la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nella sentenza verso la Francia. Perciò lasciar circolare i burqa e niqab in ogni luogo in Italia e in Europa viola i diritti umani nostri e le nostre libertà e diritti e i valori minimi di uno Stato democratico.
mer 05 ott 2016, ore 10.14
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x a 14,53
(UTENTE NON REGISTRATO)
Continui a non capire, o meglio, fai finta di non capire. Le leggi dello Stato si rispettano. L'ostentazione delle leggi dello Stato in forma distorta (nel 1975 non c'era alcun burqa in Italia!) o, peggio ancora, l'approvazione di delibere illegittime e discriminatorie non è accettabile. Gli amministratori paghino le conseguenze di tasca loro.
mer 05 ott 2016, ore 10.01
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a 14,53
(UTENTE NON REGISTRATO)
Vietare i burqa e niqab non è populismo ma doveroso rispetto dei valori minimi di uno stato democratico e difesa dei diritti e libertà della nostra tradizione occidentale di vivere e circolare a volto scoperto riconoscendoci tutti. Peccato che lo facciano solo alcuni Sindaci e 2 Regioni in tutta Italia e non li vietino come doveroso anche per strada. Non sono soldi spesi male quelli che si spendono per tutelare la nostra tradizione e democrazia!! Lo dovrebbe fare lo Stato e anche l'Europa ma a quanto pare i diritti dei cittadini autoctoni non hanno lo stesso valore e possono essere calpestati.
mer 05 ott 2016, ore 08.47
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x a 11.25
(UTENTE NON REGISTRATO)
"...Non credo che abbiano speso piu' di tanto per vietare i burqa e niqab..."??? Lei crede male. Di soldi buttati dalla finestra per questi populismi da 4 soldi i rovatesi ne hanno spesi anche troppi. Che anticipino di tasca loro i soldi delle spese legali se credono di essere così nel giusto!
lun 03 ott 2016, ore 14.53
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a 11.25
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non credo che abbiano speso piu' di tanto per vietare i burqa e niqab, a meno che qualche associazione in difesa degli immigrati non li porti davanti ai giudici per discriminazione. Il che sarebbe paradossale visto che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha definito burqa e niqab lesivi dei diritti e libertà altrui e dei valori democratici della nazione e quindi se c'è qualcuno che discrimina quelli sono i burqa e niqab lasciati liberi di circolare!! Quanto alle strade penso sia un problema generalizzato in tutta Italia, se poi vai nei Comuni dove si fa la raccolta porta a porta è sconvolgente. Proprio domenica in una riunione tra amici tutti erano concordi nel criticare per lo schifo e la perdita di libertà della raccolta porta a porta che andrebbe eliminata subito.
gio 29 set 2016, ore 14.02
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SVOTOLEGA
(UTENTE NON REGISTRATO)
I burqa a Rovato non esistono. Ma a Rovato esistono invece strade da riasfaltare, alcune delle quali coperte da erbacce, tombini sporgenti e degrado (vedasi via Emilia Romagna), rifiuti abbandonati in stazione, rifiuti abbandonati e non ripuliti in altre strade (vedasi trav.via primo maggio), Rogge piene di rifiuti, seriole trasformate in discariche, ecc. Ma la giunta ha pensato bene di destinare fondi pubblici che sarebbero serviti per sistemare problemi esistenti per un problema inesistente (i burqa) con il solo obiettivo di attirare qualche voto populista.
gio 29 set 2016, ore 11.25
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a 18.05
(UTENTE NON REGISTRATO)
Prendersi un'accusa di discriminazione non dispiacerebbe anche a te se ritenessi non fosse giusta? Sul burqa poi è chiaro che la discriminazione è quella che stiamo subendo noi italiani da parte di chi li lascia circolare liberamente oltre che da chi li indossa: Ci manca solo che la Magistratura intervenga anche sul divieto di burqa e siamo a posto!!
mer 28 set 2016, ore 19.20
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BURQA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mai visti. I soldi pubblici andrebbero usati per tanti altri problemi, non per il nulla.
mer 28 set 2016, ore 18.05
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CASE POPOLARI
(UTENTE NON REGISTRATO)
Che brava la nuova Sindaca di Cascina vista in TV stamattina che destina le case popolari prima agli italiani e non si fida delle autocertificazioni. Pretende di sapere prima di concedere abitazioni che gli stranieri non abbiano altre proprietà nei loro Paesi. Anche questa è giustizia e non discriminazione!! Dovrebbero farlo tutti i Sindaci.
mer 28 set 2016, ore 13.41
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a 15.45
(UTENTE NON REGISTRATO)
Perchè altri soldi pubblici buttati? Sarebbe un dovere dello Stato vietare i burqa e niqab ovunque anche per strada e nei giardini e visto che lo Stato non ci pensa a tutelare i diritti inviolabili dell'uomo dei propri cittadini e i valori minimi di uno Stato democratico, ben venga ci siano amministratori coraggiosi che lo fanno dando il buon esempio!! Di burqa e niqab, anche se sono molto diminuiti, se ne vedono ancora in tutta Italia e in tutta Europa. Se questa Europa si volesse far rispettare un po' di piu', visto che tutte le aspettative che si riponevano in questa Europa, sono state tutte deluse, potrebbe rispettare la nostra identità di popoli che per tradizione viviamo a volto scoperto riconoscendoci tutti, vietando burqa e niqab in tutta l'area Schengen. Ma anche l'Europa che istituisce commissioni contro il razzismo, xenofobia e islamofobia non si accorge che i primi ad essere discriminati siamo proprio noi cittadini europei persino dai burqa e niqab: Peggio di cosi'
mar 27 set 2016, ore 20.05
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15.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
Affiggere cartelli di una legge del 1975 facendo un comunicato stampa che distorce completamente le finalità della legge è da irresponsabili che dividono la comunità. E questi sarebbero degli amministratori? Non gli farei amministrare nemmeno la scala del mio condominio.
mar 27 set 2016, ore 15.48
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don legotte
(UTENTE NON REGISTRATO)
Di burqa non se ne vede nemmeno l'ombra. Alri soldi pubblici buttati.
mar 27 set 2016, ore 15.45
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a 15.01
(UTENTE NON REGISTRATO)
Vietare i burqa e i niqab nei luoghi pubblici non è una buffonata ma è difesa della nostra libertà, dei nostri diritti e dei valori democratici della nazione. Possibile che nella nostra nazione si lasci al coraggio di qualce amministratore il dovere di vietare questi burqa e niqab e non debba partire dallo Stato. Ma dimenticavo che i nostri diritti sono subordinati a chi non è cittadino e possono aspettare o forse non arrivare mai, tanto gli italiani non hanno le associazioni contro le discriminazioni a tutelarli come è invece previsto per gli stranieri e quella che è presso al Ministero dell'Interno chissà che compiti ha se non sottolinea questa palese discriminazione!!!
mar 27 set 2016, ore 13.49
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@ a 16.28
(UTENTE NON REGISTRATO)
Righe su righe su righe per non dire nulla. Io so solo che qui degli amministratori pubblici giocano a fare i populisti con i soldi dei cittadini. Si vergognino e paghino di tasca loro queste buffonate.
lun 26 set 2016, ore 15.01
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a 16.28
(UTENTE NON REGISTRATO)
Leggi e sentenze dovrebbero essere rispettose della Costituzione. Cosi' come ci sono leggi che non rispettano la Costituzione ed infatti sono molteplici quelle dichiarate incostituzionali a posteriori, cosi' ci sono anche sentenze che non paiono rispettare la Costituzione e che vengono capovolte nei vari gradi di giudizio senza essere penalizzate o prevedere risarcimenti. Il problema è che arrivare agli ultimi gradi di giudizio significa perdere anni di vita e soldi e non è affatto giusto. Sono d'accordo sul fatto che la cifra di questo servizio sia cresciuta molto e non ne conosco le ragioni, anzi a mio parere dovrebbe essere lo Stato a determinare i costi dei servizi pubblici tipo certificazioni ecc., compreso i ticket sanitari che sono diversi da Regione a Regione, in modo uguale per tutti in tutto il territorio nazionale, ma l'accusa di discriminazione mi sembra eccessiva se il costo era uguale sia per gli italiani che per gli stranieri. Anche per l'accesso alle case popolari, visto che gli stranieri secondo costituzione non sono compresi nel principio di uguaglianza di cui all'art. 3, non è poi detto che ne abbiano diritto alla pari degli italiani o se invece spetti l'accesso prima ed esclusivamente agli italiani, ma naturalmente a loro vanno principalmente le case popolari e nessuno chiarisce se sia giusto o no. Per il lavoro ad esempio è proprio l'art. 4 della Costituzione che stabilisce che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Quindi il lavoro, quel poco che c'è, spetta per costituzione agli italiani e invece le leggi ci parificano al mondo al punto che i privilegiati sono il mondo intero e gli italiani vengono dopo. Ma chiaramente non si puo' chiarire quale siano i diritti espressi dalla Costituzione perchè anche solo mettere in discussione la posizione che la Costituzione riserva agli stranieri o sapere come i docenti costituzionalisti spiegano la costituzione è impossibile anzi anche solo pensarlo si rischia di essere tacciati di razzismo!!! Eppure anche questa sarebbe cultura!!
dom 25 set 2016, ore 08.11
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@1501
(UTENTE NON REGISTRATO)
I sindaci leghisti hanno sempre perso le loro pagliacciate e lo sanno anche loro che perderanno. Ma siccome non pagano loro, ci provano. Cosa continua a far riferimento alla giustizia ed alle leggi se poi non ti vanno bene le sentenze? Beccatele anche tu, le sentenze ! Tie !
sab 24 set 2016, ore 16.28
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a 14.41
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sai già ancor prima di iniziare che saranno condannati? Sai anche se li condanneranno per i divieti di burqa e niqab? Certo che dopo i risarcimenti milionari ai ladri che entrano nelle case altrui ledendo l'inviolabilità del domicilio non c'è piu' tanto da avere fiducia nella giustizia.
sab 24 set 2016, ore 15.01
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@ nonna assurda
(UTENTE NON REGISTRATO)
I giudici non la pensano affatto come te ed hanno condannato il Sindaci. Hanno fatto benissimo e li condanneranno anche in appello. Tie !
sab 24 set 2016, ore 14.41
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???
(UTENTE NON REGISTRATO)
Perchè non di adire alla Corte Costituzionale per verificare se la legge sulle discriminazioni sia costituzionale prima di subire condanne? La Costituzione non mette sullo stesso piano i cittadini e gli stranieri, infatti l'art. 3 della costituzione indica che sono i cittadini ad avere pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge quindi non tutti i diritti sono fruibili da parte degli stranieri in condizioni di parità coi cittadini italiani. Hai visto mai che venisse fatta chiarezza una volta per tutte anche sui concorsi pubblici che l'art. 51 consente solo ai cittadini italiani e che invece persino l'Europa ci ha imposto incostituzionalmente di aprire anche a profughi e extraUE??
sab 24 set 2016, ore 11.38
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a 10.09
(UTENTE NON REGISTRATO)
Quello di vietare i burqa e niqab negli uffici pubblici non è un errore, e nostro diritto sarebbe anche di vietarli per strada e nei giardini, ma stanno tutelando i nostri diritti umani e le nostre libertà e i valori minimi di uno Stato democratico, come sostiene la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 2014 verso la Francia. Vedremo se saranno denunciati anche per questo. Come si fa poi a sapere quale deve essere l'interpretazione giusta che si deve darfe a una legge se il potere discrezionale dei giudici poi la interpreta a proprio piacere? Magari anche la legge sulle discriminazioni cosi' come quella dsul razzismo potrebbe essere incostituzionale e bene sarebbe che ogni legge ogni volta che viene emanata fosse avallata dalla legittimità costituzionale da parte della Corte Costituzionale, visto che non rientra nei compiti del Presidente della Repubblica garantire la costituzionalità delle leggi.
sab 24 set 2016, ore 10.18
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@EH NO!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Stessa cosa varrebbe anche per i giudici che sbagliano, vero? O per quelli, siccome sono dalla vostra parte, il principio non vale?
sab 24 set 2016, ore 10.15
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EH NO!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Qui non è questione di "ritenere di avere ricevuto un'ingiusta condanna" perché questi sindaci sanno perfettamente di agire in modo da ricevere una condanna ma pur di farsi propaganda gratis se ne infischiano, tanto poi pagano tutti i cittadini. Scommettiamo che se dovessero cacciare i soldini di tasca loro "sbaglierebbero" molto meno?
sab 24 set 2016, ore 10.09
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DISCRIMINAZIONE
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se un Sindaco ritiene di avere ricevuto una ingiusta condanna per discriminazione, cosa dovrebbe fare, tenersi questo peso per non gravare sulle tasche dei cittadini? Magari ci fosse qualcuno che tutela gli italiani dalle discriminazioni ossia i privilegi che si riservano verso i clandestini. Piu' discriminatorio della mancata applicazione del reato di clandestinità?? Ma nessuno muove un dito per tutelare la sicurezza degli italiani chissà perchè?? Chi ce lo spiega??
ven 23 set 2016, ore 19.11
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VERGOGNA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Bisogna far pagare questo spreco al sindaco ed agli assessori. Troppo comodo fare propaganda per il partito con i soldi dei cittadini.
ven 23 set 2016, ore 18.05
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