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04 Dicembre 2016 - Ore 07:08


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BANCA

Valsabbina

Valsabbina: azioni in calo a causa dei mercati, ma la banca è solida

“Occorre saper distinguere, nel caso della Valsabbina, il valore effettivo della Banca - rappresentato da un patrimonio netto di oltre 11 euro per azione, dalla solidità dei coefficienti patrimoniali e da una riconosciuta capacità reddituale nel tempo – dal prezzo dell’azione, che è influenzato dai diversi fattori congiunturali sopra richiamati”. Cioè il fatto che “nelle prime settimane di negoziazione, tuttavia, l’andamento del prezzo ha risentito della temporanea fase di sospensione dell’attività di raccolta degli ordini” e il “generale andamento borsistico dei titoli bancari da inizio 2016 (...) che ha evidenziato una generalizzata e pesante riduzione delle quotazioni”.

In questo passaggi si sintetizza tutta la lettera inviata da Valsabbina ai propri soci. Un lungo documento in cui l'istituto di credito cerca di fare chiarezza sull'andamento del titolo, spiegando il forte calo degli ultimi anni con fattori esterni alla banca e ribadendo comunque la solidità dell'istituto.

ECCO UNO STRALCIO DELLA LETTERA

I FONDAMENTALI DELLA BANCA E L’ANDAMENTO DEL TITOLO I risultati ottenuti nel miglioramento del costo medio della raccolta, l’ulteriore crescita dei ricavi netti generati dal collocamento di prodotti e servizi e il significativo contenimento dei costi operativi hanno consentito di mantenere anche nella prima parte del 2016 – come in precedenza illustrato - un risultato economico positivo, nonostante le significative difficoltà del contesto economico e di mercato che hanno condizionato for- temente l’andamento del sistema bancario, salvaguardando quindi il valore del nostro Istituto.

La vitalità della Banca è testimoniata inoltre dalle diverse iniziative – sopra riportate - finalizzate alla crescita dimensionale e alla ulteriore quali cazione dei servizi rivolti alla clientela. Nonostante tali importanti segnali di “salvaguardia del valore” e di “vitalità progettuale” si è assistito tuttavia nelle ultime settimane ad un andamento negativo del prezzo del titolo.

Come noto, dal 18 luglio scorso è ripresa l’attività di raccolta ordini relativa alle azioni ordinarie del nostro Istituto, temporaneamente sospesa a seguito dell’impossibilità di proseguire attraverso il precedente sistema di scambi organizzati gestito dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari (I.C.B.P.I.). Il passaggio obbligato, a seguito dell’introduzione della nuova normativa e della comunicazione di chiusura del mercato di I.C.B.P.I., alla negoziazione del titolo sul mercato HI-Mtf (piattaforma esterna istituita in conformità alla Direttiva MiFid e riconosciuta dalla Consob), rappresenta un importante passo in avanti per favorire gli scambi e con l’intento di migliorare la liquidità del titolo stesso.

Nelle prime settimane di negoziazione, tuttavia, l’andamento del prezzo ha risentito della temporanea fase di sospensione dell’attività di raccolta degli ordini, con la conseguenza che le proposte di vendita hanno superato quelle in acquisto, determinando una progressiva riduzione del valore dell’azione. Anche la limitata conoscenza dei meccanismi di determinazione del prezzo in occasione delle aste settimanali – meccanismi che ci si augura possano essere rimodulati per impedire condotte speculative finalizzate a deprimere il prezzo – ha contribuito alla riduzione della quotazione, per effetto della contemporanea presenza di numerosi ordini di vendita “al meglio” e pochi ordini di acquisto. L’inserimento di ordini “al meglio”, in un mercato non ancora sufficientemente liquido, ha l’effetto di deprimere la quotazione. E’ opportuno specificare che qualunque sia il livello raggiunto dal prezzo, non è intaccato di certo il patrimonio della Banca, costituito dai versamenti dei Soci e dagli utili accantonati in oltre cento anni di storia. Oltre a tali aspetti, di natura tecnica, va sottolineato che la dinamica del titolo Valsabbina ha risentito del più generale andamento borsistico dei titoli bancari da inizio 2016: andamento che ha evidenziato una generalizzata e pesante riduzione delle quotazioni - spesso accentuata da pressioni speculative incontrollate e infondate - che non riflettono l’effettivo valore economico e patrimoniale delle banche.

Occorre dunque saper distinguere, nel caso della Valsabbina, il valore effettivo della Banca - rappresentato da un patrimonio netto di oltre 11 euro per azione, dalla solidità dei coefficienti patrimoniali e da una riconosciuta capacità reddituale nel tempo – dal prezzo dell’azione, che è influenzato dai diversi fattori congiunturali sopra richiamati.

Con diamo che, una volta esauritasi l’attuale fase negativa dei mercati finanziari, la quotazione del titolo possa tornare a riflettere nuovamente il vero valore di Banca Valsabbina che è dato dalla sua solidità patrimoniale. La nostra Banca è l’unica ormai nel territorio regionale ad esprimere la vocazione e la responsabilità dell’appartenenza al credito popolare e cooperativo e il suo positivo avviamento in termini di radicamento territoriale e di consolidate relazioni con le famiglie e le piccole e medie imprese dei territori serviti.



Fonte: Redazione sab 24 set 2016, ore 07.49
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200 azioni?
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no comment
mer 28 set 2016, ore 15.20
COMMENTO MODERATO
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mer 28 set 2016, ore 14.58
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speculatore
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il mercato himtf se non cambia le regole è ridicolo,penso che molti abbiano capito che i veri speculatori sono quelli che fanno finta di vendere e mettono relativamente poche azioni in vendita a prezzi sempre più bassi tanto sanno già che non venderanno mai le loro azioni visto che il mercato prima fa vendere chi ha fatto l'ordine al meglio e con questo stock in vendita loro sono al sicuro,e questo si somma l'ignoranza degli impiegati agli sportelli(spero solo quella)che si ostinano a fare mettere un prezzo anche basso all'ordine in vendita così facendo spingono l'asta settimanale in ribasso...paradossal mente così come è strutturato con le aste settimanali se tutti avessero venduto al meglio il titolo non avrebbe perso niente...prossima tappa sono i tre euro sempre che nel frattempo le regole non cambino(girano voci in merito) per onestà tengo a dire che gli speculatori sono la vera l'anima del mercato.........
lun 26 set 2016, ore 11.16
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Il Sole
(UTENTE NON REGISTRATO)
Sul Il Sole 24 Ore di oggi parla della chiusura di circa mille sportelli nel corso del 2016. Il Presidente dell’Associazione Banche dichiara: “Ciò conferma l’impegno che le imprese bancarie stanno sviluppando in Italia nelle ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali in applicazione dei rispettivi piani industriali”. Non capisco: ma perché se le altre banche chiudono gli sportelli la Valsabbina ne apre di nuovi?
dom 25 set 2016, ore 22.02
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stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il mercato HI-mtf, citato nella nota della Valsabbina, non è solo un'opportunità come viene affermato. Ed il perchè è spiegato dalla presenza di operatori che "fanno e disfano a loro vantaggio e discrezione" per dirla sinteticamente e che si chiamano Market Maker. Chi siano lo si evince semplicemnte leggendone la definizione su Wikipedia: "Il market maker è un intermediario finanziario che pubblica i prezzi di acquisto e di vendita dei titoli quotati in Borsa e di suo possesso permettendo a tutti gli altri investitori di comprare o vendere a quei prezzi. Questi operatori sono quindi intermediari specializzati che fanno il mercato e si impegnano su una certa azione (o strumento finanziario) a fare un prezzo di acquisto e di vendita. Chiunque voglia trattare quel titolo lo può fare a quei prezzi, anche per enormi quantità. Il ruolo del market maker è modificare continuamente i prezzi in base a ciò che accade." Capito ? Informare soci, risparmiatori e clienti: basta e bastava questo. Perchè è vero che il valore della banca è un altro, è vero che la solidità patrimoniale è incontestabile, ma è altrettanto vero che acquista delle azioni accetta il massimo rischio legato agli investimenti di risparmi o capitali in mercati sì regolamentati ma in mano anche a speculatori di mestiere. Domanda: tutti, ma proprio tutti gli acquirenti erano correttamente profilati MIFID e le sottostanti operazioni di acquisto e vendita erano supportate dal profilo di adeguatezza ? Già, perchè altrimenti...
dom 25 set 2016, ore 10.34
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Adesso?
(UTENTE NON REGISTRATO)
Adesso è colpa dei soci che non capiscono come funziona la contrattazione e vendono "al meglio". Certo che non capiscono, gli è stato detto che le azioni non erano quotate. Intanto anche ieri se ne sono vendute poche a 5 euro. L'unica certezza è che tra un po la discesa si ferma. Sul pavimento.
sab 24 set 2016, ore 10.38
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