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IL CASO

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Caso Vighizzolo, Girelli (Pd): non serve la sede Arpa, bastano i controlli

Sulla questione dei miasmi odorigeni che ha colpito la comunità di Vighizzolo nei giorni scorsi è interventuo il Consigliere regionale PD Gian Antonio Girelli: "Sento in giro proposte mirabolanti da chi ha amministrato il Comune, la Provincia e la Regione per quasi vent'anni, l'ultima trovata è quella di avere una sede distaccata di ARPA a Montichiari. Non mi preoccuperei troppo di avere un'edificio preposto a tale scopo, mi interessa di più avere dei tecnici che in loco facciano controlli, monitorino e soprattuto pensino alla prevenzione. Il Comune di Montichiari, in tempi non sospetti, si era già attivato per tutto cio' e la risposta di ARPA era stata che non c'erano le risorse di personale per fare tutto cio'. Dobbiamo quindi chiedere a Regione Lombardia di incrementare le risorse da destinare ad ARPA per questo capitolo. Montichiari, è un unicum in Lombardia per la pressione ambientale a cui è sottoposto, creare delle risorse ad hoc mi sembra sia doveroso. Mi interessa meno avere una sede distaccata con costi fissi inutili. Sono più interessato invece ad avere un progetto specifico con uomini e risorse per questa emergenza."

 Girelli ha poi concluso  "è evidente che in Lombardia, Brescia in particolare, è assolutamente necessario affrontare il tema ambientale con una visione diversa, più decisa ad affrontare le vere criticità. Esiste la necessità di interrompere la consuetudine  di giustificare con necessità tecniche scelte politiche di dirompente ricaduta sui territori. Fare chiarezza, individuare ogni responsabilità è un diritto dell'amministrazione di Montichiari e dei cittadini di quella città,  un dovere per le Istituzioni superiori. Soprattutto considerando che il tema della gestione rifiuti sempre più si connota come un'emergenza ambientale, nonché di infiltrazione malavitosa".



Fonte: Comunicato stampa lun 24 ott 2016, ore 15.17
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Expo
(UTENTE NON REGISTRATO)
Adesso ariva il bello. Da Repubblica.it di oggi: "Le mani della 'ndrangheta sull’Expo di Milano e sul mega centro commerciale di Arese. Ne sono certi i magistrati della Distrettuale di Reggio Calabria che, per questo, hanno chiesto e ottenuto un provvedimento di sequestro beni per oltre 15 milioni di euro, tutti riconducibili agli uomini dei clan Aquino-Coluccio e Piromalli-Bellocco. Fin dall’alba i finanzieri hanno perquisito e messo i sigilli ad appartamenti, locali, auto di lusso, moto e camion, polizze assicurative e conti correnti bancari e postali, sparpagliati fra Reggio Calabria, Catanzaro, Catania, Bergamo, Bologna, Brescia e Mantova. Sotto sequestro sono finite anche una serie di società che negli anni precedenti hanno vinto appalti e subappalti per il centro commerciale di Arese (uno dei più grandi d'Italia con i suoi 200 negozi e 25 ristoranti) e per la realizzazione dei padiglioni della Cina e dell’Ecuador, delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture di base per Expo 2015, di un subappalto per Ferrovie del Nord e del consorzio di Bereguardo (Pavia)."
mar 25 ott 2016, ore 15.04
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x@@@@stradi
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il Comune è costretto ? D achi ? Le trattative (riservate, non pubbliche...) diventano invitabili ? Chi l'ha detto ? Dove c'è scritto ? In quali competenze rientra una trattativa con dei cementificatori ex-cavatori per evitare, solo in parte, una discarica ? La buonafede significa cemento residenziale (inutile in quella zona) anzichè discarica ? E se si chiamasse invece cedere a un ricatto con qualcosina da guadagnarci (alis oneri di urbanizzzazione ovvero compensazioni edilizie) ?
mar 25 ott 2016, ore 15.01
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x @@@stradivari
(UTENTE NON REGISTRATO)
Altro gran bel scivolone. Le trattative diventano inevitabili nel momento in cui la pubblica amministrazione che subisce (il COMUNE) non è quella che rilascia l'autorizzazione alla discarica (LA REGIONE). Il resto è aria fritta. Se la Regione non avesse rilasciato alcuna autorizzazione il COMUNE non sarebbe stato costretto a provare a trovare una pezza. Chi afferma il contrario o non conosce la competenza delle autorizzazioni o è in malafede. Delle due l'una.
mar 25 ott 2016, ore 12.12
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@@@stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Dal CORSERA Brescia del 2015: "La discarica di San Polo? Di amianto presto i residenti potrebbero non vederne più. A patto che il comune di Brescia riesca a chiudere la trattativa (riservata) con la Profacta del Gruppo Faustini, fortemente criticata dagli ambientalisti. Per i comitati, infatti, Faustini avrebbe chiesto 7 milioni di euro per non conferire l’amianto (78 mila m3), mentre l’amministrazione potrebbe concedere cubature per un valore di 2 milioni. Niente è ancora ufficiale, ma secondo Giovanna Giacopini del «Comitato spontaneo contro le nocività» quella trattativa andrebbe rivista." A prescindere dalla concessione (notoriamente riegionale) chi conduce la tratttativa sulle compensazioni centificatorie con il Gruppo Faustini (coloro che hanna scavato come una forma di emmmnetal S.Polo per sessant'anni) se non il Comune di Brescia a guida Del Bono ? Io, se fossi Sindaco di Brescia, non condurrei nessuna trattativa con Profacta. Punto e a capo. Il perchè, lo lascio all'interpretazione dei lettori...
mar 25 ott 2016, ore 11.21
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@stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tutto giustissimo ma lei ha scritto un'altra cosa rispondendo a Girelli, ossia che il centrosinistra ha accondisceso a tutto questo elenco. Discariche varie soprattutto di amianto scrive: ma quando mai il centrosinistra ha autorizzato discariche di rifiuti speciali che la competenza è regionale? Sa da quanto anni siedono gli amici di Lega e Forza Italia in Regione. Mi spiace ma stavolta ha fatto un bel scivolone.
mar 25 ott 2016, ore 11.04
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@@stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Brescia: Sin Caffaro (5 milioni di metri cubi di inquinanti presenti da lustri ormai), acqua di falda appestata, cromo esavalente, Mella ridotto a discarica di metalli pesanti, iceneritore da 800.000 tonnellate annue (patto iniziale con la defunta ASM...massimo 300.000 tonnellate) di cui oggi più 300.000 solo di rifiuti speciali esterni dopo l'"apertura" della terza linea comunicante con le altre due (per business di A2A si brucia di tutto e di più, niente biomasse), terza città più inquinata d'Europa (per biossido di azoto+ozono+PM10), mancati controlli su Alfa Acciai e Ori Martin per la diossina, benzopirene dei bitumifici, cave a dismisura sino alla falda in quel di S.Polo, traffico veicolare mai sotto controllo, discariche varie e soprattutto di amianto, cementificazione selvaggia e icontrollata per dare spazio a una miride di progetti dei "soliti noti" con costruzion anche di inutili cattedrali nel deserto (un esempio: le tre torri visibili dall'autostrada come sono state "soprannominate" ?). E per finirel'eccellente risultato sulla salute dei cittadini: Brescia città detiene unoi degli invidiabili primati nazionali per decessi da neoplasie tipiche da inquinamento, alla faccia dell'ASL nostrana che (strano) non la pensava così...Puo bastare per la città ? Chi ha governato Brescia dal dopoguerra ad oggi con l'eccezione della tornata Paroli ? Chi ha considerato da sempre l'emergenza ambientale come...discarica dell'agenda polltica ed amministrativa ? Chi non ha guardato ai metri cubi di cemento come offerta ad una domanda bensì come accondiscendenza a gruppi di potere privato ed a fonti di consenso elettorale ?
mar 25 ott 2016, ore 10.59
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@stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Le critiche, se costruttive sono sempre ben accette, per come la vedo io. Le allusioni tanto per lanciare il sasso no. Quali sarebbero le collusioni a cui fa riferimento?
mar 25 ott 2016, ore 08.22
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stradivarius
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tutto assolutamente condivisibile quanto afferma Girelli con riferimento a rsponsabilità e problematiche specifiche e quindi: a Montichiari, all'Arpa, alla Regione. Una "sfumatura" non da poco è ricordare a Girelli che nemmeno il suo fronte, cioè il centrosinistra ed il PD, si sono distinti e si distinguono in Lombardia ed a Brescia nel dare rilevanza prioritaria alle problematiche ambientali, di gestione dei rifiuti, ma anche di contrasto significativo almeno alle collusioni, in settori così delicati, tra interessi privati e pubblici o tra affarismo e gestione della cosa pubblica. Insomma serve ben altra ispirazione politica per parlare di priorità ambientali.
lun 24 ott 2016, ore 17.47
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ale
(UTENTE NON REGISTRATO)
Mi sembra un ottima idea. Una sede crea costi fissi inutili e poi ci si deve mettere dentro almeno due impiegati
lun 24 ott 2016, ore 17.19
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