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LE REAZIONI
SIVIERI

Sivieri (Apindustria): referendum con messaggio politico, ora servono certezze

“La grande affluenza e l'enorme scarto tra il Sì e il No dimostrano che questo è stato anche un voto politico. Il Paese ha risposto in modo chiaro, ha manifestato un grande malumore per la situazione economica ma anche mostrato disaffezione non per la politica in sé ma per scelte e imposizioni dall'alto”. A dirlo è il Presidente Apindustria Brescia Douglas Sivieri. “Ora – continua - si apre una fase difficile ma è chiaro che l'epoca dei governi tecnici è finita e che bisogna uscire in tempi rapidi da questa fase di incertezza. Anche perché molti sono i nodi da sciogliere e tante riforme per rilanciare l'economia del Paese sono ancora da fare”.



Fonte: Comunicato stampa lun 05 dic 2016, ore 16.39
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COMMENTI

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A 8.42
(UTENTE NON REGISTRATO)
Condivido ampiamente che andrebbero eliminate le percentuali in millesimi a tutti quanti. In particolare a S:Egidio e Valdesi che ci portano in Italia da far mantenere agli italiani profughi siriani che il Congresso Americano si è rifiutato di accogliere sul proprio territorio e che oltretutto erano già al sicuro in Libano. Perchè non li portano in Vaticano a spese del Vaticano e ad islamizzare il Vaticano queste organizzazioni cattoliche non si è proprio capito e ce lo potrebbero spiegare. Un'altra organizzazione a cui non darei piu' un centesimo è medici senza frontiere che anche adesso in TV si è capito è tra quelle che vorrebbe corridoi umanitari e portare tutti da noi. Ormai sembra proprio che a governarci non sia piu' lo Stato ma tutte queste organizzazioni pseudo umanitarie capaci di imporsi e condizionare tutti, forse forse anche il Papa?
mer 14 dic 2016, ore 05.38
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@OVVIETAGOGO`
(UTENTE NON REGISTRATO)
Saranno ovvietà ma intanto, queste cose così ovvie, nessuno le fa...
mar 13 dic 2016, ore 10.56
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UGUAGLIANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Un'altra riforma che ci aspettiamo quanto prima è la riforma della GIUSTIZIA che elimini il potere discrezionale dei Giudici, che non è previsto da nessun articolo della Costituzione e oltretutto crea disuguaglianza e disparità di trattamento a seconda del giudice che interpreta la legge e questo è lesivo dell'uguaglianza delle persone. Poi si dovrebbe eliminare anche la prescrizione dei processi che impedisce a certe persone di arrivare a giustizia e pare anche mettere ancora una volta nelle mani dei giudici il potere di far arrivare un processo a prescrizione. Troppo potere ai giudici non è poi tanto giusto come non è giusta nessuna punibilità anche nei casi in cui una persona viene condannata in primo grado e risulta innocente in ultimo grado, qualcuno nel percorso deve pure aver sbagliato a interpretare la legge oppure no? Perciò basta interpretazione della legge e se la legge non è chiara sia chi l'ha scritta a dimostrare il senso della legge!!!
mar 13 dic 2016, ore 09.55
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OVVIETAGOGO`
(UTENTE NON REGISTRATO)
CI MANCAVA ANCHE QUESTO DOUGLAS: LA FIERA DELL'OVIO.
mar 13 dic 2016, ore 08.57
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@UGUAGLIANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
Riflessioni ampiamente condivisibili. Ed infatti non una delle problematiche evidenziate era contemplata all'interno del "pacchetto-pacco" (al sottotitolo: riduzione dei costi della politica) confezionato per gli Italiani chiamati alle urne il 4 dicembre scorso. A conferma che ben altri erano gli obiettivi del Governo come ben altri sono quelli del governicchio-ombra che oggi chiederà squallidamente la fiducia alle Camere. Diseguaglianze, privilegi, sprechi: qui si ci aspettiamo che lavorino seriamente il Governo ed il Parlamento prossimi venturi.
mar 13 dic 2016, ore 08.50
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klero
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tutto giusto e sacrosanto. Aggiungiamo alla lista degli sprechi da tagliare l'8, il 5 e il 2 per mille (1,5% in meno di tasse da pagare), abolendoli ed eliminando il finanziamento pubblico al clero. Tutte leggi ordinarie che questo nuovo governo potrebbe proporre al parlamento e quindi approvare. Dai allora, i cittadini aspettano questo....
mar 13 dic 2016, ore 08.45
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klero
(UTENTE NON REGISTRATO)
Tutto giusto e sacrosanto. Aggiungiamo alla lista degli sprechi da tagliare l'8, il 5 e il 2 per mille (1,5% in meno di tasse da pagare), abolendoli ed eliminando il finanziamento pubblico al clero. Tutte leggi ordinarie che questo nuovo governo potrebbe proporre al parlamento e quindi approvare. Dai allora, i cittadini aspettano questo....
mar 13 dic 2016, ore 08.42
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UGUAGLIANZA
(UTENTE NON REGISTRATO)
I costi della politica si farebbe presto a ridurli, basterebbe intanto dimezzare gli stipendi non solo dei politici, ma anche dei burocrati di Stato che a differenza del privato, vengono pagati dai datori di lavoro, che sono le tasse dei cittadini. Non si puo' piu' accettare che Camera e Senato godano di privilegi ampiamente discriminatori nei confronti di tutti, che i barbieri guadagnino 10 volte piu' dei poveri barbieri liberi professionisti oberati di tasse, che dattilografe o stenografe vengano retribuite con 9mila euro al mese o uscieri che percepiscono il triplo degli uscieri di altri enti pubblici. Per non ledere l'uguaglianza privilegi e stipendi andrebbero uniformati in base alla categoria e non privilegiati in base a dove si lavora. Almeno nel pubblico dovrebbe essere cosi' visto che vengono retribuiti con le nostre tasse. Poi i vitalizi che senso hanno? Uno che lavora in Parlamento versa i contributi e come tutti i cittadini comuni che dal 1995 hanno il contributivo al raggiungimento dell'età pensionabuile il calcolo della pensione verrà calcolato su quanto hanno versato. Chi sono costoro per avere dopo 4 o 5 anni il diritto di godere di pensioni superiori agli altri? Poi visto che il contributivo è stato introdotto nel 1995. Non si capisce perchè sia stato inserito solo per chi non aveva 18 anni di contributi a quella data e non per tutti da quella data. Se fosse stato inserito come doveroso il contributivo per tutti nessuno escluso a partire dalla legge 335/1995, già chi aveva contributi versati 18 anni o anche piu' sarebbe stato comunque privilegiato rispetto agli altri perchè per tutti i contributi versati fino a quella data si sarebbe applicato il retributivo. Assurdo che a costoro solo per avere 18 anni di contributi sia invece stato previsto di rimanere nel retributivo mentre tutti gli altri solo perchè sono nati dopo o hanno studiato o non hanno trovato lavoro o ancor peggio non hanno versato loro i contributi, vengano cosi' penalizzati in modo discriminatorio. Non pensate che ci siano dei dubbi di costituzionalità nella legge 335/1995 che per noin ledere l'uguaglianza avrebbe dovuto inserire il contributivo per tutti ?? Se fosse stato cosi' ci saremmo accorti prima che il contributivo avrebbe portato a pensioni da fame!!!!
mar 13 dic 2016, ore 07.18
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@@@Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
I temi elencati, se li rilegga, hanno semplicemente priorità, importanza ed urgenza ben diverse rispetto ad altri, per rintenderci quelli contenuti nella cosidetta riforma Renzoschi (Renzi+Boschi). E non sarà certo il Governo ombra di Gentiloni (ombra di Renzi, per capirci, il quale sarà impegnato fino ad aprile a ricompattare le sue truppe disorientate) a dare mano alle Riforme vere chieste Paese e soprattutto da quel 75% di giovani che hanno votato NO, ma chi verrà dopo quattro Governi (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) non transitati attravero una coalizione od un programma presentati al popolo sovrano in libere elezioni politiche. Basta furbi, basta inciuci, basta falsi cambiamenti, basta bypass della democrazia !
lun 12 dic 2016, ore 23.52
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Non conosco i programmi dello schieramento del NO sui temi elencati che l'anonimo dice abbiano congruità dei contenuti. Nulla sui temi del lavoro, tassazione,dellEurop a, Non si sa neppure se hanno un piano di intervento. I sapienti del NO, se ben capisco l'anonimo, non danno alcuna importanza al buon funzionamento dello Stato, ai costi della politica, al peso della burocrazia, ecc non vogliono ringiovanire la Costituzione, Cosa vuole questo compatto NO ?? Vogliono ripescare D'Alema, che brinda alla sconfitta dei propri compagni ??!
lun 12 dic 2016, ore 22.24
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@Caro Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
L'intervento "Caro Sandro" sarà anche lunghissimo, ma è strepitoso per realismo e congruità dei contenuti. Io mi accontento di questo passo: "Di certo abbiamo visto con chiarezza che il SI alla rottamazione della Costituzione è stato pesantemente sponsorizzato dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dai mercati internazionali, dalle imprese multinazionali, da Confindustria e da quel milieu politico-clientelar- mafioso che aveva trovato in Renzi il punto di mediazione tra interessi profondamente diversi." Parole sante. Mi sa che gli oves et boves, nel senso di gregge da portare belante al macello sociale ed economico, sia quello che ha votato SI, narcotizzato dalle chiacchiere del ducetto di Pontassieve e dagli occhi cerulei della diva Boschi.
lun 12 dic 2016, ore 09.57
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@Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Il popolo italiano ha detto a straaarnde maggioranza che quell'elenco di paraculate pro-Renzi (alias Riforma Boschi) non hanno nè priorità nè importanza nè urgenza. Hanno detto, in altre parole, a chi siede in Parlamento, occupatevi piuttosto di: lavoro (che non c'è), di potere di acquisto di salari e stipendi (crollato negli ultimi dieci anni), di PIL (ai livelli quantitativi del 1998...), di tassazione ed equità contributiva (87% del gettito IRPEF vine da dipendenti e pensionati, evasione fiscale pari a 190 miliardi l'anno), di pensioni (75% sono inferiori a mille euro al mese), di sanità e scuola pubblica (basta privatizzare !), di controllo dell'immigrazione (l'80% di chi entra in Italia sono clandestini).
lun 12 dic 2016, ore 00.02
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Lunghissima, interminabile intervento, dove si concentra tutto, oves et boves et universa pecora. Ma...chi diminuirà il numero dei Senatori da 320 a 100 ; chi introdurrà elementi di democrazia popolare come referendum propositivi e referendum orientativi ; chi inizierà a eliminare enti inutili come il CNEL ; chi introdurrà leggi di iniziativa popolare con percorso certo.; chi cambierà il vecchio pesante bicameralismo paritario , chi comincerà a ridurre il costo della politica, pur gradualmente ..???
dom 11 dic 2016, ore 22.35
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Caro Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
stai sereno, nessuno si sta pentendo, anzi, la vittoria del NO alla controriforma costituzionale, pur in qualche modo prevista, ha assunto subito dimensioni straordinarie, tali da rendere impossibile qualsiasi tentativo di restare al comando di una compagine governativa che aveva ormai assunto l'aspetto e i comportamento di una banda di rapinatori-piazzisti . Lo stesso discorsetto d'addio ha dipinto plasticamente la nullità del personaggio Renzi, che ha ammesso soltanto di non aver saputo vendere il prodotto (la riforma costituzionale) che qualcun altro (Napolitano) aveva malamente confezionato. Certo, c'è la consapevolezza che a vincere è stata un'accozzaglia di soggetti politici opposti tra loro, ma è altrettanto chiaro che si è trattato di un NO uscito soprattutto dal blocco sociale composto da lavoratori poveri e con le più diverse tipologie di contratto, precari, disoccupati, senza casa, finte partite Iva, “imprenditori di se stessi”… L'eccezionale affluenza al voto (il doppio dell'ultimo referendum, quasi pari a quella delle elezioni politiche del 2013) e soprattutto lo straripante NO decretato dalle periferie metropolitane, danno a questo risultato un chiarissimo segno di classe. Le uniche eccezioni vengono dalle ex “regioni rosse”, Toscana ed Emilia Romagna, dove buona parte di quello che una volta era definito il “popolo della sinistra” si comporta ancora come i lemmings dietro un pifferaio piduista infilato nei panni dell'ormai mitologico “segretario del partito”. Se avesse vinto lo schieramento golpista del sì, con l'attribuzione di poteri eccezionali al governo e una legge elettorale fatta per escludere qualsiasi spazio efficace a qualsiasi opposizione, avremmo visto le “zone rosse” di polizia arrivare fin sulla porta di casa. Di tutti. Ma non sono cambiati i rapporti di forza sociali. Il blocco sociale che ha detto NO non ha una rappresentanza politica e anche quella sindacale, pur in forte crescita, è purtroppo ancora lontana da quanto richiederebbe la portata dei processi in atto. Comitati e movimenti, locali o tematici, esprimono un radicamento territoriale e/o sociale, ma non riescono a costruire una dimensione politica generale. C'è capacità diffusa di conflitto e resistenza, manca lo scatto di intelligenza per farne un soggetto con forza politica, innervamento sociale, progetto di trasformazione, prospettiva concreta. Anche dall'altra parte c'è però un'accozzaglia di interessi e progetti diversi. Di certo abbiamo visto con chiarezza che il SI alla rottamazione della Costituzione è stato pesantemente sponsorizzato dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dai mercati internazionali, dalle imprese multinazionali, da Confindustria e da quel milieu politico-clientelar- mafioso che aveva trovato in Renzi il punto di mediazione tra interessi profondamente diversi. Il tentativo appena battuto è stato quello di tenere insieme le “riforme strutturali” pretese dalla Troika europea e i tradizionali interessi locali, veri responsabili della particolare gravità della crisi italiana pur in un contesto di crisi generalizzata del sistema. Tra austerità e spesa pubblica corruttiva, insomma. Era il tentativo di comprare a poco prezzo (“80 euro”) il consenso di alcuni settori sociali alle politiche che stanno ridisegnando le catene del valore e della ricchezza nel Vecchio Continente. Era il tentativo di salvare i vecchi grumi di marciume, che andrebbero eliminati in un sol colpo di ramazza, anche dal punto di vista di Bruxelles, scaricando per intero i costi delle “riforme strutturali” sul lavoro dipendente in ogni sua forma, privandolo quindi di un salario dignitoso, degli istituti del welfare (sanità, pensioni, istruzione), dei diritti sia sul lavoro che nella politica. Fino a predisporne l'espropriazione del diritto di voto, manifestare, protestare. Jobs Act, “buona scuola”, mutuo per andare in pensione in anticipo, salvataggio delle banche e non delle persone, distruzione delle prospettive per le giovani generazioni (qui come in Gran Bretagna o negli Stati Uniti) hanno prodotto una reazione di rigetto potente, ma strumentalizzabile. Fallita la “mediazione” renziana, questi grumi di interessi diversi dovranno trovare nuovi equilibri interni. Ed è facile capire che le alternative tendono anche qui a divaricarsi. La pressione dei mercati e dell'Unione Europea va in direzione di un rafforzamento della centralizzazione delle decisioni rilevanti in sede “comunitaria”. La vandea clientelar-mafiosa e l'universo delle imprese incapaci di “globalizzarsi” sarà tentata di rifarsi una verginità sovranista, allineandosi con più nettezza con l'onda dei movimenti nazionalisti. Due nemici diversi del blocco sociale popolare, nonché di tutti i popoli d'Europa, ma egualmente disposti a tutto pur di prevalere o sopravvivere. Da oggi in Italia, infatti, non esiste più alcun partito politico nel vecchio senso del termine. Il Pd rovina al suolo insieme al suo dispotico "scalatore", che ora dovrà solo decidere se usarne i resti per una complicata prospettiva di rivincita, oppure togliersi dai piedi e darsi alla bella vita. I suoi consulenti ai vertici delle banche o della Troika non mancheranno comunque di pilotarlo come sempre, secondo i propri interessi. Di fatto, però, la politica italiana, quella dentro e intorno ai palazzi del potere, è da oggi un accampamento deserto attraversato da gruppi di saccheggiatori alla ricerca di sponsor sufficientemente forti da mantenerli in campo. Gente senza progetti, senza idee, senza onore ma pronta a tutto. Massa di manovra, soprattutto parlamentare, fino alle prossime elezioni, disponibile per qualsiasi lavoro sporco. Diceva giustamente Giorgio Cremaschi venerdì scorso in piazza che il SI avrebbe rovinato tutto ma che non bastava un NO per ripartire. L'esperienza del NO SOCIALE e di tutte le altre forme di antagonismo messe in campo questo autunno sono una buona base di partenza per provare a costruire una soggettività più coesa, intelligente, conflittuale verso i nemici e solidale al proprio interno. Una soggettività capace di mettere al centro prassi e idee di cooperazione, cancellando le vecchie corbellerie della “competizione interna”. Una soggettività capace di pensare la trasformazione generale (del paese, dell'area mediterranea ed europea), fuori da ogni egemonismo da cortile. Cacciato Renzi, portata a casa una vittoria di Resistenza, ora il gioco si farà più duro. Con altre regole, tempi, schemi. Perché quella roba lì (finanza globale, imprese multinazionali, tecnoburocrazia europea, Troika, filiere clientelar-mafiose, ecc) non sta a perdere tempo.
dom 11 dic 2016, ore 20.22
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Già cominciano i pentimenti in chi ha votato NO. Non solo perché lo schieramento del NO, bravissimo nelle polemiche e negli nsulti, non pare abbia alcuna forza costruttiva. Demolire, criticare, ingannare è facile ...vediamo ora cosa i sapienti del NO sanno fare ? !
dom 11 dic 2016, ore 19.08
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Sandro
(UTENTE NON REGISTRATO)
Già cominciano i pentimenti in chi ha votato NO. Non solo perché lo schieramento del NO, bravissimo nelle polemiche e negli nsulti, non pare abbia alcuna forza costruttiva. Demolire, criticare, ingannare è facile ...vediamo ora cosa i sapienti del NO sanno fare ? !
dom 11 dic 2016, ore 19.08
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@ancora !
(UTENTE NON REGISTRATO)
L'Italicum è la legge pensata e voluta, con un lungo iter parlamentare, proprio da Renzi accordatosi con Berlusconi, ma soprattutto votata da un Parlamento di nominati con una legge elettorale, il Porcellum, dichiarata nel frattempo incostuzionale. Adesso, senza averla mai potuta sperimentaree ed in attesa che di nuovo la Consulta si esprima sulla sua incostituzionalità, si "deve" mettere mano ad una nuova legge elettorale. Questi signori stanno giocando col fuoco ed un segnale già è arrivato il 4 dicembre. Attenti...molto attenti...
mar 06 dic 2016, ore 14.53
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@ancora!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Quindi bisogna aspettare decenni prima che si approvi un'altra legge elettorale? E percio' il mattarella ci riproporra' il solito renzi perche' non c'e' un'alternativa? Proprio come si faceva con i democristiani. Guarda caso entrambi vengono da quella parte... E i problemi, come sempre aspettano e si complicano.
mar 06 dic 2016, ore 14.34
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ancora!
(UTENTE NON REGISTRATO)
Se non si modifica l'Italicum, che i berluscones hanno votato, nessuno riuscira` a governare dopo qualsiasi elezione, se non attraverso improbabili inciuci
mar 06 dic 2016, ore 11.18
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Basta !
(UTENTE NON REGISTRATO)
Si dibatte su governi tecnici e governi di scopo, ma la parola dovrebbe invece essere data agli elettori che dal 2011 aspettano di poter votare un programma di Governo ed una coalizione che si proponga di guidare il Paese. Ed invece, dopo Monti Letta e Renzi si pensa di arrivare alla tornata della primavera 2018 con un Padoan o un Grasso a prendere ordini dall'Unione Europea e dai mercati finanziari.
mar 06 dic 2016, ore 08.53
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