Blitz in un ambulatorio clandestino

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    Un via-vai continuo di pazienti, immigrati cinesi residenti in citta’ ma anche provenienti da fuori provincia, da Mantova, Cremona e Milano. I Carabinieri insospettiti hanno svolto indagini e una volta ottenuto un mandato di perquisizione hanno fatto irruzione nell’appartamento in via Corsica, nei pressi della stazione ferroviaria, dove il "medico" riceveva i suoi pazienti. Dentro la casa la conferma dei sospetti: l’uomo, un venticinquenne cinese, aveva allestito in casa un ambulatorio, con tanto di sala d’aspetto dove la moglie intratteneva i pazienti in attesa. Certo non è la prima volta che a Brescia si scopre uno studio medico clandestino cinese, quello scoperto in via Corsica stupisce però per la quantità di pazienti che lo frequentavano. Evidentemente il medico ora indagato gode di popolarità tra i suoi connazionali che si rivolgevano a lui per cure mediche "normali", non per agopuntura o cure alternative cinesi, solo per curare influenza, mal di schiena, infezioni e anche mal di denti (pare che il medico applicasse addirittura protesi dentarie). Al momento del blitz un paziente era steso sul divano dell’ambulatorio con una flebo nel braccio. Le visite erano fissate, su appuntamento, alla sera. La moglie del medico fungeva da segretaria e con un sistema di videosorveglianza poteva controllare l’esterno dell’ambulatorio e aprire la porta ai soli clienti. Una parola d’ordine garantiva ulteriormente la sicurezza. Dalle indagini dei carabinieri è risultato inoltre che al termine dell’orario di ricevimento il medico ospitava per la notte diversi immigrati clandestini trasformando l’appartamento in un dormitorio. Pare che i pazienti pagassero le cure in moneta cinese. Carente la situazione igienica; i rifiuti speciali derivanti dall’attività venivano smaltiti direttamente nell’immondizia comune. Numerosa la scorta di medicinali trovata in casa: prodotti arrivati illegalmente in Italia senza l’autorizzazione sanitaria.
    A.C.

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