Indagati per la morte in cantiere

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    L’infortunio mortale risale ormai ad un anno fa. Era il 5 novembre quando Alan Spranzi lavorando con una ruspa scavatrice stava demolendo una paratia nel cantiere della metropolitana di via Marconi. L’addetto alla demolizione mentre tentava di liberare il martello idraulico dell’escavatore ha fatto leva con il braccio facendo letteralmente crollare il terreno sotto i cingoli della ruspa che è precipitata per 25 metri finendo per schiacciare lo stesso conducente.  
    Il pm Paolo Savio che sta indagando sull’accaduto ha chiuso l’inchiesta ha citato in giudizio la ditta Spa Astaldi di Roma, a cui è contestato l’illecito amministrativo (le accuse riferite alla realizzazione ed alla gestione del cantiere: negligenza, imprudenza, imperizia, inosservanza delle norme preposte alla prevenzione degli infortuni e mancata formazione professionale agli addetti) e 6 dipendenti o lavoratori a vario titolo coinvolti: Giovanni Annunziata, 52 anni, residente a Brescia (preposto capo cantiere per conto della Astaldi); Donato Bertoncelli, 62 enne, residente a milano (coordinatore per la sicurezza durante la fase progettuale); Paolo Carmona, 35 anni di Brescia (dirigente per la sicurezza e direttore del cantiere per conto della società Astaldi); Giovanni Pinchetti, 54anni, di Brescia (coordinatore per la sicurezza durante la fase progettuale); Mauro Segat, 48 anni, residente a Desenzano (assistente di cantiere); Cesare Umiliaco, 57 anni, romano (datore di lavoro per il cantiere Brescia Mobilità). Gli indagati «non avrebbero impedito che Alan Spranzi precipitasse per 25 metri sulla sottostante piattaforma ipogea venendo schiacciato dal mezzo».
    A.C.

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