Patto di stabilità? Si può violare

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    L’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza, sindaco e vicesindaco hanno incontrato nei giorni scorsi il presidente della Commissione Bilancio al Senato, Antonio Azzolini, e il viceministro dell’Economia Giuseppe Vegas. Ieri durante una conferenza stampa sono stati diffusi i temi trattati nell’incontro: il comune di Brescia potrebbe, per scelta politica, potrebbe non rispettare più il patto di stabilità imposto dalla finanziaria Tremonti.
    Il patto di stabilità prevede che in comuni "non virtuosi" debbano migliorare il saldo entrate-uscite del 48% mentre i "virtuosi" lo possano peggiorare del 10. Brescia vive una situazione paradossale: lo scorso anno nelle casse comunali entrarono i 70 milioni di euoro frutto del maxi-dividendo Asm: per avere un entrata simile quest’anno si dovrebbero mettere in vendita partecipazioni o immobili, con la beffa poi che i soldi ricavati non potrebbero essere spesi in investimenti o servizi al cittadino. Una situazione molto particolare che ha portato gli amministratori al vaglio dell’ipotesi del non rispetto del patto di stabilità. Le sanzioni a carico della città sarebbero tuttosommato accettabili: riduzione del 30% del compenso agli amministratori, divieto di contrarre nuovi debiti, blocco delle assunzioni, addizionale Irpef dello 0.3% in più. Nella stessa condizione di Brescia ci sono anche Novara e Reggio Emilia, l’Anci per ora non appoggia la causa bresciana. Insomma il problema è nostro e noi dobbiamo in qualche modo risolverlo. Martedì in Giunta si discuterà della questione.
    A.C.

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