Un anno da colleghi

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    Ho conosciuto don Marco Baresi in un liceo della città. Tutti e due insegnavamo nelle stesse classi, lui religione, io diritto. Abbiamo trascorso insieme l’intero anno, tra consigli, collegi docenti, progetti e tutto quello di cui si occupa il team dei professori.

    Siamo entrati in sintonia velocemente e di lui ho sempre apprezzato l’umana comprensione nei confronti degli alunni. Empatia che, però, non indulgeva in un buonismo sterile. Non era autoritario, ma autorevole e rigoroso. Spesso abbiamo anche discusso, ma non ho mai percepito chiusure, nemmeno su argomenti spinosi riguardanti la fede, la morale o l’etica . Se c’era un problema lo si affrontava, se un alunno poltriva non trovava certo nel prof di religione un comodo rifugio. Se qualcuno dissentiva, compresa la sottoscritta, si dialogava.

    Tutte carattestiche che mi hanno spinto, alcuni anni dopo, a contattralo per un servizio che volevo scrivere sulle vocazioni. Don Marco Baresi in quel periodo seguiva i seminaristi dell’istituto in via Bollani. Quale migliore interlocutore per fare luce sulle motivazioni sottese ad una vocazione, sulla vita in seminario e quella dopo l’ordinazione, sulla solitudine dei preti, sul celibato e sui casi di pedpofilia denunciati in Usa. 

    Anche in quell’occasione ho trovato un sacerdote che, senza giri di parole, ha risposto a tutte le domande con coraggio e onestà intellettuale.

    Non entro nel merito della vicenda attuale, convita che spetti solo alla magistratura celebrare i processi, condannare o assolvere. Non ho mai apprezzato le luci mediatiche che si accendono in alcune aule dove gli imputati vengono dati in pasto all’opinione pubblica prima ancora della sentenza. 

    Leggendo l’appello dei sostenitori di don Baresi, ho voluto approfittare di questo spazio per un breve ricordo di un collega.

    Federica Papetti

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    1. La giustizia sta facendo il suo corso… nel frattempo non possiamo non sentirci toccati dalla tua e da tante altre testimonianze che narrano di un Sacerdote umile, entusiasta della Sua Vocazione, sempre pronto e disponibile con tutti. Purtroppo, accanto a tanti ricordi ci sono tanti giornali che hanno già emesso la loro condanna.

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