Cisl: sulla vendemmia in Franciacorta l’ombra del caporalato

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La Fai di Brescia, il sindacato dei lavoratori del mondo agricolo e dell’industria alimentare, lancia l’allarme: sulla vendemmia in Franciacorta c’è l’ombra del caporalato. Daniele Cavalleri, Segretario generale della Fai, lo scrive nell’editoriale del giornale di categoria che arriva in questi giorni nelle case degli iscritti: “Quando si parla di caporalato e lavoro nero la nostra mente, il nostro pensiero va a Rosarno, Castel Volturno, Foggia. Il rischio è che si voglia pensare solo al Mezzogiorno, alle “mafie classiche”, ai campi di pomodori o agli aranceti. Ma anche al Nord il caporalato rischia di prosperare e di trovare terreni fertili. In Franciacorta, ad esempio, terra di collina e uva, dove si rischia di dare casa a realtà di sfruttamento e illegalità. Sicuramente i numeri sono modesti se rapportati con quelli della Puglia o della Calabria, ma questo non ci deve far sottovalutare un fenomeno per nulla accidentale. Caporali singoli o bande organizzate si spartiscono l’intermediazione illegale di manodopera tra coltivatori e lavoratori. Le colline della Franciacorta non si devono trasformare in colline di schiavitù”.
 
Cavalleri documenta la sua denuncia con dati di fatto davvero preoccupanti e chiama a responsabilità sia i singoli produttori che il Consorzio Vini Franciacorta che rappresenta l’elite delle aziende vitivinicole franciacortine”. La proposta della Fai Cisl è quella di un impegno comune tra produttori, lavoro e istituzioni per rubricare il caporalato non più come semplice reato amministrativo ma come reato penale.

 

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  1. Esperienza personale:i primi 3 giorni sono tutti regolari,molti studenti e pensionati.Dopodichè arrivano gli immigrati irregolari…e parlo di grandi aziende tipo quelli col cancello di giò pomodoro….

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