L’ironia di Guerri (Vittoriale): “Arcai? Un futurista dannunziano”

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Giordano Bruno Guerri

Con un messaggio tanto conciso quanto ironico, il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, ha risposto ai manifesti a cura dell’Assessore alla Cultura Andrea Arcai, che celebrano, con 75 anni di anticipo, i 150 anni “dalla morte” di D’Annunzio. “Dannunziano e futurista: mi compiaccio con Andrea Arcai, che ha saputo conciliare due grandi meraviglie culturali del Novecento, solo apparentemente divergenti”, queste le poche parole spese dal presidente Guerri.

 

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  1. Arcai è riuscito ad attirare l’attenzione con un gesto, consapevole o meno, di grande effetto mediatico che sarebbe piaciuto a d’Annunzio, il quale peraltro aveva per la morte una passione sessuale oltre che artistica. Sto leggendo in questi giorni l’originale libro ‘Manuale del Rivoluzionario’ pubblicato da una casa editrice che non conoscevo, Tre Editori, in cui il curatore, con imponente lavoro, ha raccolto tutti i testi rivoluzionari dell’Immaginifico. E dove, a parte ricordare o apprendere la stima che lo stesso Lenin aveva per lui, il Nostro esclama nel ‘Cantico per l’ottava della vittoria’: ”Sto tra la vita e la morte, vate senza corona…Sto tra la morte e la vita, sopra il crollo del mondo”. Bellissimo! E complimenti ad Arcai.

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