Vintage, a Brescia il mercato non conosce la crisi

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Dall’abbigliamento usato per bambini a quello per sportivi e ciclisti. Dal recupero e assemblaggio di materiale usato per creazioni artistiche ai veri e propri centri dell’usato, quasi moderni rigattieri: raccolgono e vendono di tutto: vestiti, dischi in vinile, libri, mobili, elettrodomestici. E, in tempi di crisi, significano anche risparmio. I punti vendita dell’usato in Lombardia sono aumentati del 5,7% tra 2012 e 2013, con una presenza sul territorio lombardo di 517 imprese attive ed un peso del 15,7% sul totale nazionale del settore. Il settore che va per la maggiore è quello del mobile antico e degli oggetti di antiquariato (46,8% del totale dell’usato, 242 imprese attive) seguito dagli oggetti e vestiti usati (34,2% del totale, 177 imprese) che è anche il settore che traina la crescita nel 2013, +27,3%. Milano è la provincia leader in tutti i settori dell’usato (46,4 % del totale lombardo, 240 imprese attive), seguita da Brescia (14,7% del totale, 76 imprese) e Bergamo (9,7%, 50 imprese). Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al primo trimestre 2013 e 2012. Variazione dal 2012 al 2013. Nel quadro di crescita generale del mercato dell’usato in Lombardia, +5,7%) le province che hanno registrato la crescita maggiore sono Lodi (+75%), Monza e Brianza (+31,3%) e Bergamo (+19%). Brescia segna invece un +11,8% ed è tra le prime 10 province italiane per numero di imprese. Stabile Milano.  

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