Dopo Castelcovati anche a Roccafranca, Rudiano e Comezzano furti nei cimiteri: è allarme

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I fiori sono sempre stati oggetto delle attenzioni dei visitatori dei cimiteri. Ciò che si sta verificando nei paesi tra la Bassa e l’ovest bresciano invece è ben più grave, e anomalo, rispetto al furto di qualche rosa. Da qualche mese infatti alcuni cimiteri sono letteralmente presi di mira da ignoti ladri che certo non possono essere ricercati tra i parenti dei defunti, bensì tra i normali delinquenti.

Attirati dalla disponibilità di rame e bronzo, oppure da pregevoli statuette o decori funerari in marmo, ignoti ladri si sono messi all’opera negli ultimi mesi nei cimiteri di Castelcovati, Rudiano, Roccafranca e Comezzano-Cizzago. Grazie al fatto che in determinati orari i cimiteri sono vuoti, i ladri in quesi paesi hanno fatto razzia. Oltre al danno sentimentale di vedere le tombe dei propri cari spogliate dai vasetti in rame contenenti i fiori, o le tombe di famiglia senza statue o portaceri, i parenti dei defunti devono anche farsi carico della spesa economica per il ripristino degli allestimenti, senza contare del timore che possa accadere nuovamente. A questo si aggiungono i danni alle strutture pubbliche come nel caso delle canali di scolo e delle grondaie in rame scomparse dal cimitero di Comezzano, come riportato stamane sulle colonne di Bresciaoggi.

Un mese fa il sindaco di Castelcovati, Camilla Gritti, ha cercato di correre ai ripari chiudendo il camposanto nell’ora di pranzo (leggi la notizia), ma i ladri si sanno muovere bene anche di notte. L’unico rimedio sembra essere quello di installare costose telecamere, di questi tempi un guaio per le casse comunali.
(a.c.)

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  1. non ce ne sono tante di "etnie" che sono dedite alla lavorazione del rame e che non si fermano certo davanti ad un cimitero…
    certo che fino a che non li becchi sul fatto…
    ma anche se li becchi…

  2. L’unico rimedio sarebbe la macchina del tempo, tornare indietro di 25 anni, non aderire a shengen, e sigillare le frontiere….

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