Congresso Pdl, Fornasari: dobbiamo uscirne coesi, la scissione è un male

3

E’ d’accordo con le parole del capogruppo Pdl in Loggia Margaroli, a portavoce del coordinamento cittadino del PdL/ Mariachiara Fornasari, che ha manifestato l’esigenza per il partito di ripartire da un’organizzazione territoriale che lo aiuti a tornare al suo ruolo di guida nel centrodestra. “L’augurio per il Consiglio nazionale di domani, Sabato 16 Novembre, è che se ne esca più forti e coesi di prima, pur accettando alcune aperture prospettate dall’ala più moderata, soprattutto in tema di riassetto locale; la scissione farebbe il male di tutti, soprattutto sul territorio” continua Fornasari. “In città ci sono molte persone su cui poter fondare la ripartenza del partito, come alcuni ex consiglieri comunali e persone che da sempre hanno a che fare con la politica cittadina; il gruppo consiliare di Forza Italia in Loggia è costituito da membri di grande esperienza amministrativa, ma è essenziale che lo stesso affiancato da un coordinamento cittadino solido che possa, come manifestato dai consiglieri stessi, condividere la linea e che sia scelto dal basso” conclude la portavoce.

close
La newsletter di BsNews prevede l'invio di notizie su Brescia e provincia, sulle attività del sito e sui partner. Manteniamo i tuoi dati privati e li condividiamo solo con terze parti necessarie per l'erogazione dei servizi. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Privacy Policy, che trovi in fondo alla home page.

Comments

comments

3 Commenti

  1. Coordinamento scelto dal basso in un partito come Forza Italia o PDL ? E’ più facile che cada un meteorite in Piazza Loggia…

  2. Fornasari e’ la portavoce di se stessa, e’ stata cooptata per fare quel ruolo e ora ci racconta la storia dell’orso sulle scelte dal basso…. Prima di parlare dare buon esempio….

  3. Ne sono oggi, sabato 16 novembre, usciti divisi in due: forzisti berlusconiani anti-Governo Letta, e lealisti berlusconiani pro-Governo Letta (con Casini, magari Fini, Monti & company). Ma sotto lo stesso tetto della destra di coalizione: si tengono così aperte due opzioni a seconda di come tirerà il vento dell’era renziana nel PD. Roba da ingegneria politica da far invidia all’Andreotti del cinquantennio democristiano. Allegrìa.

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome