Livello di cromo nelle acque, Bazoli (Pd) presenta un’interrogazione al ministro della Salute

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Il deputato Pd Alfredo Bazoli ha presentato un’interrogazione a risposta orale al ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla questione del Cromo nelle acque bresciane, sottolineando che “i dati pubblicati negli ultimi anni dalle autorità preposte circa la concentrazione di inquinanti nei pozzi dell’acquedotto di Brescia da cui viene prelevata l’acqua potabile per la città e l’hinterland hanno spesso indicato presenza significativa di cromo VI, per quanto entro i limiti di legge oggi in vigore di 50 mg/litro”. Per questo Bazoli chiede al ministro “se vi siano studi finalizzati ad accertare gli effetti sulla salute umana della presenza in concentrazioni significative di cromo VI nell’acqua potabile” e se i limiti di legge non siano eventualmente da rivedere oppure se “non si ritenga opportuno, in via precauzionale, dare indicazioni ministeriali che raccomandino il rispetto di valori limite più cautelativi di quelli attualmente fissati per le acque per il consumo umano”. Infine il deputato del Pd chiede alla Lorenzin ”se non si ritenga opportuno a tal fine obbligare gli enti preposti al controllo, in stretta collaborazione con l’Ente gestore della rete di distribuzione idrica, ad un sistemico rilevamento dei valori ed un sistematico incrocio ‘sia a rubinetto’ che a ‘pozzo’ nel tempo e per territorio significativo”. 

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  1. Gli studi ci sono da tempo e parlano, purtroppo, chiaro. Il resto del problema, in capo ad A2A ed al Comune, porta lontano ed in particolare agli scarichi delle aziende che si occupano di cromatura dei metalli, anch’esse note, individuate, coinvolte e parzialmente già sanzionate. Ci si doveva preoccupare a partire dagli anni ’80.

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