Bilancio servizi sociali, Onofri: “Troppo vecchio e ottimista per essere vero”

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La notizia è che il bilancio dei servizi sociali chiude con una decrescita di risorse rispetto agli anni precedenti e ancora non si è in grado di prevedere, per servizi sociali, i livelli di spesa.
Si è proceduto a una riduzione dei costi di funzionamento (150mila euro per gli asili nidi e nei servizi sociali altri 200mila euro).
Parte della contrazione del costo è determinata dalla riduzione del personale (è cessato anche il rapporto di lavoro con una figura dirigenziale). Purtroppo però, anche se la macchina comunale sta facendo economia, il risparmio non diventa subito risorsa da distribuire, ha detto l’Assessore, “ma non arretriamo”. L’Assessore auspica un dialogo e una condivisione del lavoro, idee innovative da rendere operative nei prossimi mesi con metodo della co-progettazione, in tutti i settori coperti, dai minori, passando per il disagio, fino all’handicap e agli anziani.
L’obiettivo è sempre quello di produrre un bilancio aggregato considerando i servizi erogati dal cosiddetto terzo settore; alle associazioni è stata chiesta una maggiore evidenza dei dati a loro disposizione. Molte voci si sono levate dall’opposizione per dirsi insoddisfatte, vuoi dai tagli, vuoi dalla carenza di progettualità e innovazione.

Francesco Onofri (di cui riportiamo in estratto l’intervento, pubblicato dallo stesso Onofri sulla pagina di Piattoforma Civica) esprime una preoccupazione particolare per questo settore.
“La critica è rivolta al bilancio complessivo, perché quello che sarà discusso in Consiglio Comunale contiene la previsione di entrate che già non ci sono più: sono quelle che fanno affidamento su un’equiparazione dell’ Imu e della Tasi ancora in discussione in sede governativa – ha sottolineato Onofri -. Inoltre, il bilancio non tiene conto delle probabili e non banali ripercussioni sul Comune della mancata erogazione da parte della Regione del contributo chilometrico per il Metrobus che si pensava corrispondesse ad una cifra a sette zeri e che invece non sarà erogato. Si ragiona su risorse che non ci sono con certezza. Per quanto riguarda i servizi sociali, pur comprendendo che una macchina complicata come questa è un treno in corsa e, quindi, i tempi di frenata non possono essere quelli di una bicicletta o di un pedone, di fatto la frenata è stata sostanziosa negli ultimi anni: 2011 sono stati erogati 47.3 milioni, ridotti a 41.0 milioni nel 2012 e portati a 37.6 milioni nel 2013. Di fronte a un indicatore così forte di rallentamento c’è nel programma triennale un’uniformità di voci dei costi (per anno 2014 42.806.000 che scendono di € 1000 nel 2015 e di € 3000 nel 2016). Il bilancio sembra troppo ottimista, il timore è che non ci saranno i 37,5 milioni da spendere quest’anno, con l’augurio di sbagliarsi.
Il bilancio nasce vecchio – ha continuato il consigliere comunale di Piattaforma Civica – se non ci sarà un maxiemendamento e i consiglieri comunali discuteranno sui veri numeri sarà un problema, il rischio è che le decisioni che vanno ad incidere in maniera significativa vengano prese in giunta senza un passaggio con l’organo deputato all’esame del bilancio, cioè il Consiglio comunale.
Di cose condivisibili, quali contrattazione, nuovi convenzionamenti, progetti partecipati, riorganizzazione della macchina comunale, nuovo rapporto con il privato sociale, bilancio consolidato di tutte le risorse che la città mette a disposizione nelle diverse forme, di tutto ciò c’è un urgentissimo bisogno, non possiamo lasciare che queste siano solo parole che confortano e gratificano, dal punto di vista della teoria, ma che oggi non hanno ancora un preciso piano d’azione che, pur con tempi lunghi, permetta di pensare ad uno scenario che cambia. E’ necessaria una riflessione seria sui centri di costo per valutare su quali poter attuare una politica di riduzione sia relativamente ai costi di funzionamento che, purtroppo, relativamente ai costi dei servizi.
La sensazione è che in questo comune stiamo vivendo al di sopra delle possibilità, nonostante i rallentamenti. Il Consiglio Comunale dovrebbe dare a tutti, anche ai dipendenti comunali, un segnale forte, ricordando che i più deboli sono in difficoltà e con le parole scritte nel bilancio non diamo da mangiare, non assistiamo i disabili. Non va bene continuare a spendere 70 milioni di retribuzioni quando non ce lo possiamo permettere, sappiamo che stiamo parlando di una argomento difficilissimo da affrontare ma, se la scelta è tagliare a chi è ultimo, dobbiamo tenere ben presente che quella dei dipendenti è una spesa troppo elevata.
L’auspicio è che ci sia una pianificazione rigorosa che coivolga i consiglieri, che daranno il loro appoggio se si tratterà di fare scelte difficili e magari anche impopolari che vadano nell’unica direzione possibile, quella di una riorganizzazione complessiva anche dell’atteggiamento mentale per far fronte all’emergenza sociale.
Emergenza che deve assillare la coscienza di ognuno di noi visto che chi fa politica dovrebbe avere l’attitudine ad occuparsi degli altri. E i più altri degli altri sono gli ultimi. Il passato è andato, l’oggi ci chiama ad agire”.

A questo punto, la discussione sul bilancio, dei servizi sociali e non, è solo all’inizio.

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  1. Che il civico Onofri si concentri sul costi dei dipendenti comunali in modo generico e generalista gli fa poco onore: quanto costano e quanti sono i dirigenti, quanti sono inutili, quanti occupano ruoli dirigenziali senza avere un curriculum adeguato, quale sistema di valutazione esiste in Comune (conoscenze, competenze, potenziale) a supporto dei ruoli, delle tavole di rimpiazzo, dei sentieri di carriera interni, quanto costano le consulenze senza che si ricorra a risorse interne proprio perchè spesso non se ne conoscono le professionalità, ed ancora: le mansioni ed i ruoli professionali sono adegutamente definiti e poi monitorati su obiettivi da raggiungere ? Ecco, queste sono le domande che si porrebbe chi volesse analizzare le risorse umane del Comune non solo come il costo fisso più facile da "tagliare" in tempi di vacche magre (modello società di consulenza…). Ci spiace: un conto è la riorganizzazione, altro è evocare il tagli del personale per sanare l’emergenza sociale in un Comune che ha dilapidato centinaia di milioni di euro in inutili infrastrutture (Metrobus) e nella nascita ed ossigenazione di società controllate-colabrod o (OMB, Brixia Sviluppo). L’oggi ci chiama ad agire, ma certamente non nella direzione dei Piattaformisti, magari figli di un ex Assessore al Bilancio del Comune di Brecsia.

  2. per fortuna che fra i commenti c’è sempre il pistolotto di pentastellante che ci ricorda che gli unici adeguati a fare le cose sono i grillini, salvo poi essere rappresentati da Laura Gamba. ed è detto tutto.

  3. I grillini bresciani non sono assolutamente gli unici adeguati a fare le cose, ma sicuramente (benchè ultimi arrivati) si informano, si preparano, cercano di approfondire e di capire prima di parlare e decidere, come è confermato dalla presentazione di numerosi emendamenti (tutti ammessi e molti dei quali votati ed aprrovati anche dalla maggioranza) agli assestamenti di bilancio ed a quello previsionale del 2013. Alcune mozioni ed interrogazioni dei grillini sono state apprezzate perchè concrete e nel merito dei fatti. Ma evidentemente sotto i riflettori dei media ci vanno poco a cominciare dall’avv. Laura Gamba, che meglio non potrebbe rappresentare (per giunta da sola), con impegno e dedizione, il Movimento 5 Stelle locale. Ed è detto tutto.

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